31 ottobre 2011
Su Davide Cervia
Grazie ad una lettera dei familiari inviata al Presidente della Repubblica, cui e’ seguita, in rapida successione, un’intervista apparsa nel corso dell’edizione delle 20 del TG1 di ieri, si e’ finalmente tornati a parlare anche sui media generalisti della misteriosa vicenda che circonda la figura di Davide Cervia.

La storia di Davide Cervia, prendendo per buona la versione da anni sostenuta dai familiari, e’ di quelle che mettono i brividi. Semplice sergente della Marina Militare italiana, a quanto pare con una specializzazione in guerra elettronica, il 12 settembre 1990, a guerra del Golfo da poco scoppiata, si vede raggiungere da ignoti sotto casa. Il giovane viene immobilizzano e caricato a forza a bordo di un’autovettura. Un’altra persona sale invece a bordo della macchina di Cervia e la carovana velocemente si allontana. Da quel momento in poi, nessuno dei familiari avrà più modo di rivedere l’uomo.
Sulla sua scomparsa ci sono solo supposizioni, oltre che chiara reticenza da parte delle autorità italiane, depistaggi, minacce alla famiglia ed offerte economiche di vario genere per mettere a tacere la vicenda. La tesi che tra gli esperti di complottiamo sembra andare per la maggiore vede l’Italia vendere, nel più assoluto riserbo, ad oltre 100 paesi stranieri (tra i quali diversi “stati canaglia”), un nuovo modello di radar 3D particolarmente efficiente. Cervia sarebbe uno dei più brillanti conoscitori di questo strumento, a quanto pare non di facile utilizzo. Strumento che conoscere nel dettaglio significa anche sapere come “combattere”. Da qui, dicono, il sequestro da parte di personale militare straniero che aveva acquisito sottobanco il dispositivo, e che poi ha deciso di prendersi con la forza il know-how dell’italiano. A rafforzare la tesi il fatto che, stando a quanto riporta il corriere, “quattro mesi dopo la scomparsa, il nome di Davide Cervia compare tra i passeggeri di un volo Air France Parigi-Il Cairo, biglietto acquistato dal ministero degli Esteri francese“.
Per chi volesse approfondire la vicenda, TerraNews.it descrive in discreto dettaglio una possibile pista libica, mentre un’altra pagina che ripercorre l’intera vicenda, questa volta in inglese, la si puo’ trovare all’interno di PeaceLink.it.







