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	<title>Fabio Ruini&#039;s blog</title>
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	<description>&#039;cause Italians blog better</description>
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		<title>How North Korea became a Hacking Superpower</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 14:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-security, cyber-intelligence e cyber-warfare]]></category>

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		<description><![CDATA[BusinessInsider.com ha pubblicato ieri un bell&#8217;articolo, dal titolo How North Korea Became a Hacking Superpower, che riprende i contenuti espressi in un altro pezzo, North Korea: How the least-wired country became a hacking superpower, apparso di recente su GlobalPost. Come si puo&#8217; facilmente evincere dal titolo dei due pezzi, cio&#8217; di cui si parla sono [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.businessinsider.com">BusinessInsider.com</a> ha pubblicato ieri un bell&#8217;articolo, dal titolo <a href="http://www.businessinsider.com/how-north-korea-became-a-hacking-superpower-2013-5">How North Korea Became a Hacking Superpower</a>, che riprende i contenuti espressi in un altro pezzo, <a href="http://www.globalpost.com/dispatch/news/regions/asia-pacific/north-korea/130517/north-korea-least-wired-hackers">North Korea: How the least-wired country became a hacking superpower</a>, apparso di recente su <a href="http://www.globalpost.com">GlobalPost</a>. Come si puo&#8217; facilmente evincere dal titolo dei due pezzi, cio&#8217; di cui si parla sono le capacita&#8217; offensive in termini di cyber warfare sviluppate negli ultimi anni dalla Corea del Nord.</p>
<p align="center"><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/north-korea-26.jpg"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/north-korea-26-1024x767.jpg" alt="North Korean soldiers marching" width="450" class="alignnone size-large wp-image-8080" /></a></p>
<p>Tra i mesi di marzo ed aprile 2013, la Corea del Sud e&#8217; stata colpita da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/2013_South_Korea_cyberattack">un attacco cibernetico su larga scala</a>, la cui origine (seppur camuffata, secondo gli esperti, per fingere un coinvolgimento cinese) <a href="http://www.informationweek.com/security/attacks/how-south-korea-traced-hacker-to-pyongya/240152702">e&#8217; stata attribuita ad attori nord coreani</a>. Seppur primitivo nelle modalita&#8217;, l&#8217;attacco, basato su un malware identificato come <a href="http://www.sophos.com/en-us/threat-center/threat-analyses/viruses-and-spyware/Mal~EncPk-ACE.aspx">Mal/EncPk-ACE</a> e prontamente ribattezzato <a href="http://nakedsecurity.sophos.com/2013/03/20/south-korea-cyber-attack/">DarkSeoul</a>, ha causato danni ingenti. Tra i settori piu&#8217; colpiti quello bancario, con i servizi ATM e di home banking di alcuni istituti fuori servizio per giorni. Circa 30,000 computer che hanno subito una brutale formattazione dei loro hard disk. Un po&#8217; come successo con l&#8217;ormai celebre Stuxnet, anche in questo caso ci sono segnali che suggeriscono come il malware fosse stato predisposto per colpire un bersaglio specifico. I ricercatori di <a href="http://www.sophos.com/en-us/">Sophos</a> hanno infatti scoperto come il malware utilizzato includesse istruzioni specifiche per disattivare due prodotti antivirus diffusi soprattutto nella penisola coreana, quali <a href="https://global.ahnlab.com/en/site/main/main.do">AhnLab</a> ed <a href="http://www.globalhauri.com">HAURI</a>.</p>
<p>Questo attacco costituisce comunque solo l&#8217;ultimo episodio di una serie di azioni di cyber warfare di presunta origine nordcoreana e mirate al sud. Una campagna iniziata sul finire degli anni &#8217;90 e poi cresciuta in intensita&#8217; e sofisticazione con il passare del tempo, con due picchi raggiunti con gli attacchi DDOS del 2009 (quando ad essere colpiti furono anche interessi statunitensi) e del 2011. Oltre a descrivere a grandi linee gli eventi succitati, l&#8217;articolo si spinge poi oltre, riportando le voci di alcuni dissidenti nord coreani sul come il padroneggiare strumenti di cyber warfare venga perseguito a Pyongyang, parlando della Unit 121 (una presunta unita&#8217; di cyber warfare, simile alla PLA 61398 cinese, gia&#8217; descritta nel 2007 su <a href="http://defensetech.org/2007/12/24/inside-dprks-unit-121/">DefenseTech.com</a> e piu&#8217; dettagliatamente, due anni piu&#8217; tardi, in <a href="http://www.scribd.com/doc/15078953/Cyber-Threat-Posed-by-North-Korea-and-China-to-South-Korea-and-US-Forces-Korea">un paper di Steve Sin</a>), dell&#8217;accesso alla rete in Corea del Nord e di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Red_Star_OS">Red Star OS</a>, il sistema operativo di derivazione Linux sviluppato appositamente a Pyongyang.</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/readstarmenu.png" alt="Red Star OS (screenshot)" width="450" class="alignnone size-full wp-image-8089" /></p>
<p>I piu&#8217; curiosi tra voi possono trovare su YouTube molti video dove le funzionalita&#8217; offerte da Red Star OS vengono sviscerate. Tra questi segnalo le demo preparate da <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ym0aP2_Uj4Q">Arakmatzu</a> e da <a href="https://www.youtube.com/watch?v=tUnYQyxjv4s">Adam Safford</a>. Sempre in tema Nord Corea, invece, chi dovesse avere un po&#8217; di tempo a disposizione puo&#8217; sicuramente trovare interessante un documentario di circa 45 minuti pubblicato alcuni anni fa da <a href="http://independenttravelwriter.com">Alun Hill</a>, che ha generato diverse controversie ma che puo&#8217; sicuramente aiutare a formarsi una propria opinione sullo &#8220;strano&#8221; Paese asiatico.</p>
<p align="center"></p>
<div align="center"><iframe width="475" height="267" src="http://www.youtube.com/embed/LovkrOC2lpk?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.fabioruini.eu%2Fblog%2F2013%2F05%2F26%2Fhow-north-korea-became-a-hacking-superpower%2F&amp;title=How%20North%20Korea%20became%20a%20Hacking%20Superpower" id="wpa2a_2"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Dopo Woolwich, La Défense</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 17:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Con un gesto che sembra ricalcare piuttosto da vicino quanto accaduto giusto pochi giorni a fa a Woolwich, tocca questa volta a Parigi il dubbio onore di divenire teatro di un&#8217;altra aggressione ad un militare. Cedric Cordier, un giovane soldato in servizio di pattugliamento cittadino (come ho avuto modo di vedere di recente durante le [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con un gesto che sembra ricalcare piuttosto da vicino quanto accaduto giusto pochi giorni a fa a Woolwich, tocca questa volta a Parigi il dubbio onore di divenire teatro di un&#8217;altra aggressione ad un militare. Cedric Cordier, un giovane soldato in servizio di pattugliamento cittadino (come ho avuto modo di vedere di recente durante le mie ultime due escursioni oltralpe, in giro per Parigi e&#8217; molto comune trovare soldati, in mimetica ed armati di mitra, pattugliare alcune delle zone piu&#8217; calde della citta&#8217;) e&#8217; stato aggredito e colpito da una coltellata al collo. Un tipo di azione che lascia pochi dubbi riguardo all&#8217;intento omicida dell&#8217;attentatore, il quale, per fortuna, sembrerebbe aver fallito nella sua impresa. Il soldato colpito e&#8217; grave, ma pare che se la cavera&#8217; (le sue condizioni <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/26/french-police-soldier-stabbed-paris">sono state infatti definite &#8220;soddisfacenti&#8221;</a>).</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/57c21904b59f877ea8e8d6706472ef12883e1e0f1de6097f4e8063af119886ab.jpg" alt="Paris - La Defense - Theatre of the stabbing to a patrol soldier" width="468" height="262" class="alignnone size-full wp-image-8068" /></p>
<p>Teatro dell&#8217;episodio un centro commerciale adiacente alla stazione de <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gare_de_La_Défense">La Défense</a>, alla periferia ovest della citta&#8217; (sulla stessa linea che anche al sottoscritto e&#8217; capitato di prendere, diverse volte, per raggiungere Port Maillot e da li&#8217; la navetta che porta all&#8217;aeroporto semi-esclusivo RyanAir di Paris-Beauvais). Le prime indiscrezioni parlano di un attentatore dai tratti nordafricani, con la barba e sui 30 anni di eta&#8217;. A differenza di Woolwich, in questo caso l&#8217;aggressore non avrebbe rilasciato alcuna &#8220;dichiarazione&#8221; per spiegare il suo gesto, ma si sarebbe invece dato immediatamente alla macchia. Le ricerche sono tuttora in corso.</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/le-futur-quartier-d-affaires-de-la-defense_940x705.jpg" alt="Paris - La Defense" width="475" class="alignnone size-full wp-image-8083" /></p>
<p>Se sia trattato di un fenomeno emulativo o di una mera coincidenza ce lo diranno le indagini della gendarmeria e dell&#8217;antiterrorismo francesi. Quel che e&#8217; certo e&#8217; che non possono non venire immediatamente alla mente <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/may/23/woolwich-media-swedish-riots?CMP=twt_gu">le parole di Andrew Brown sul Guardian</a>, riguardanti il diverso trattamento mediatico che Woolwich ha avuto al confronto delle violente riots che in queste ultime settimane stanno affliggendo Stoccolma. Si tratta dell&#8217;eterno dilemma su come i media dovrebbero affrontare certi argomenti. Censurare tutto o parlarne nella maniera piu&#8217; obiettiva possibile? Ogni scelta ha i suoi pro ed i suoi contro. E non e&#8217; assicurato che la virtu&#8217; stia nel mezzo.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.fabioruini.eu%2Fblog%2F2013%2F05%2F25%2Fdopo-woolwich-la-defense%2F&amp;title=Dopo%20Woolwich%2C%20La%20D%C3%A9fense" id="wpa2a_4"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Succede a Woolwich</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 21:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Se in serata avete attinto ad una qualsiasi fonte di informazione, sia essa mediata dalla televisione piuttosto che da Internet o dalla radio, avrete senz&#8217;altro sentito cio&#8217; che e&#8217; accaduto a Woolwich, distretto del sud-est londinese (uno dei 35 centri della Greater London). Un ragazzo sui 20 anni, forse un militare di stanza nella vicina [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se in serata avete attinto ad una qualsiasi fonte di informazione, sia essa mediata dalla televisione piuttosto che da Internet o dalla radio, avrete senz&#8217;altro sentito cio&#8217; che e&#8217; <a href="http://www.bbc.co.uk/news/uk-22630303">accaduto a Woolwich</a>, distretto del sud-est londinese (uno dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Woolwich">35 centri della Greater London</a>). Un ragazzo sui 20 anni, forse un militare di stanza nella vicina <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Royal_Artillery_Barracks">caserma della Royal Artillery</a>, ancora utilizzata per compiti di addestramento, o forse semplicemente un passante che, secondo i testimoni oculari, indossava una t-shirt di <a href="http://www.helpforheroes.org.uk">Help for Heroes</a> (charity estremamente popolare oltremanica) e&#8217; stato dapprima investito da un&#8217;automobile e quindi ucciso a colpi di machete da due uomini. Forse, secondo alcune fonti, addirittura decapitato.</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/67760592_woolwich_464.jpg" alt="Woolwich map" width="400" class="alignnone size-full wp-image-8046" /></p>
<p>Il gesto e&#8217; di una violenza inaudita. E, sicuramente, si tratta di qualcosa a cui in Occidente non siamo (fortunatamente) per niente abituati. Dando per buono che l&#8217;attacco abbia alle spalle una matrice di carattere politico/religioso, a questo punto, sebbene possa apparire cosa di ben poco conto, riuscire a capire se la vittima fosse un militare piuttosto che un civile e&#8217; in realta&#8217; di estrema importanza per riuscire ad inquadrare il gesto da un punto di vista &#8220;legale&#8221;. Quando <a href="http://www.heritage.org/research/projects/enemy-detention/al-qaeda-declarations">al Qaeda dichiaro&#8217; guerra agli Stati Uniti ed ai suoi alleati </a> (ne avevo parlato in <a href="http://www.fabioruini.eu/blog/2013/02/24/bin-laden-e-lanniversario-della-sua-dichiarazione-di-guerra-agli-usa/">questo post</a>, segnalando un articolo sul tema, molto interessante, <a href="http://www.foreignaffairs.com/articles/54594/bernard-lewis/license-to-kill-usama-bin-ladins-declaration-of-jihad#cid=soc-twitter-at-commentary-license_to_kill_usama_bin_ladi-000000">pubblicato su Foreign Affairs</a>), le due fatwa scritte/emanate da Bin Laden e colleghi (da segnalare che, secondo molti critici esperti di Islam, nessuno degli autori aveva in realta&#8217; la benche&#8217; minima autorita&#8217; richiesta per poter emettere una fatwa) istruivano precisamente ogni fedele musulmano a colpire indiscriminatamente bersagli civili e militari. Ora c&#8217;e&#8217; quindi da capire cosa avessero in mente i killer di Woolwich. Se colpire un militare, per quanto all&#8217;esterno di una zona di guerra, puo&#8217; comunque rientrare in una logica di guerra (con gli ovvi legati al fatto che al Qaeda possa o meno, come organizzazione, godere dello stesso status normativo degli eserciti regolari), colpire un civile va a classificarsi immediatamente come atto terroristico. Ed apre scenari preoccupanti in materia di sicurezza, se questo attacco non fosse il gesto di un lonewolf (pur indottrinato), ma segnalasse invece un piu&#8217; generale cambio di strategia dei jhadisti, pronti ad abbandonare gli attacchi piu&#8217; eclatanti in favore di azioni su piu&#8217; piccola scala.</p>
<p>Da un punto di vista politico e&#8217; invece da segnalare la reazione di Cameron, il quale, in maniera ben diversa da quanto Obama e le varie autorita&#8217; statunitensi preposte alla sicurezza fecero in occasione dell&#8217;attentato alla maratona di Boston, <a href="http://www.washingtonpost.com/world/europe/london-machete-attack-could-be-act-of-terror-cameron-says/2013/05/22/63b6f92e-c31b-11e2-9642-a56177f1cdf7_story.html">non ha esitato ad utilizzare, seppure al condizionale, la parola &#8220;terrorismo&#8221;</a>.</p>
<p>Tra le caratteristiche anomale di questo attacco vi e&#8217; poi il comportamento tenuto dagli attentatori a fatti compiuti. Essi sono infatti rimasti a lungo nella zona senza apparentemente nessuna intenzione di darsi alla macchia (pare, al momento, che siano stati feriti quando hanno provato ad aggredire gli agenti intervenuti sul luogo ad uccisione avvenuta) (particolare non di secondaria importanza, sono pochissime le unita&#8217; della polizia inglese che girano armate) e, secondo diverse voci, hanno chiesto con insistenza di venire fotografati e ripresi con i telefonini dai passanti. Evidente la ricerca dell&#8217;effetto mediatico. Uno degli attentatori, con le mani insanguinate che ancora impugnavano un coltello, ha parlato in maniera apparentemente lucida con almeno uno dei passanti, scusandosi per il gesto (soprattutto per il fatto che le donne dovessero vedere tutto cio&#8217;) ma spiegando come questo fosse in qualche modo un atto dovuto. Situazione decisamente anomala, soprattutto per la calma esibita dall&#8217;uomo dopo aver compiuto un gesto cosi&#8217; efferato. Al punto che mentre il presunto attentatore parla si vede addirittura un&#8217;altra passante farsi largo sul marciapiede con il suo trolley e passare accanto all&#8217;uomo, sicuramente inconsapevole di cio&#8217; che stava facendo. </p>
<p>Nei pochi fotogrammi che potete vedere qui sotto, registrati in esclusiva dalla britannica <a href="http://www.itv.com">ITV</a>, si puo&#8217; vedere cio&#8217; di cui sto parlando.</p>
<p align="center"></p>
<div align="center"><iframe width="475" height="267" src="http://www.youtube.com/embed/Dtkp_nUumqM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Una versione piu&#8217; estesa del video (purtroppo non embeddabile) e&#8217; disponibile a <a href="http://www.itv.com/news/update/2013-05-22/exclusive-video-man-with-bloodied-hands-speaks-at-woolwich-scene/">questo indirizzo</a>. Provo di seguito un veloce transcript di cio&#8217; che dice l&#8217;uomo per chi dovesse avere problemi con l&#8217;inglese parlato.</p>
<p>&#8220;<i>[...] We swear by the almighty Allah we&#8217;ll never stop fighting you until you leave us alone. We must fight them as they fight us. An eye for an eye, and a tooth for a tooth. I apologise that women had to witness this today, but in our land our women have to see the same. You people will never be safe. Remove your government, they don&#8217;t care about you. Defeat. David Cameron is going to get caught in the street. When we start busting our guns, you think politicians are going to die? No, it&#8217;s going be the average guy like you</i>&#8221;</p>
<p>Per il momento e&#8217; tutto. Domani ne sapremo sicuramente di piu&#8217;.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.fabioruini.eu%2Fblog%2F2013%2F05%2F22%2Fsuccede-a-woolwich%2F&amp;title=Succede%20a%20Woolwich" id="wpa2a_6"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Una rinfrescata al mio sito e statistiche spammatorie</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 21:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet and ICT]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo di pulizie di primavera per il mio sito web, che assolutamente immutato (blog a parte) da diversi mesi a questa parte, iniziava a diventare una legacy a tratti problematica del mio passato. Avendo cambiato lavoro, Paese, ecc&#8230; le informazioni (oramai outdated) pubblicate qui dentro avevano infatti iniziato a confondere in maniera un po&#8217; preoccupante [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di pulizie di primavera per il mio sito web, che assolutamente immutato (blog a parte) da diversi mesi a questa parte, iniziava a diventare una legacy a tratti problematica del mio passato. Avendo cambiato lavoro, Paese, ecc&#8230; le informazioni (oramai outdated) pubblicate qui dentro avevano infatti iniziato a confondere in maniera un po&#8217; preoccupante alcuni miei interlocutori e di nuovi contatti. Era quindi, decisamente, arrivata l&#8217;ora se non di un restyling perlomeno di un corposo aggiornamento.</p>
<p>I cambiamenti hanno per ora riguardato l&#8217;home page (rimosso il riferimento alla Plymouth University), la sezione dedicata alle <a href="http://www.fabioruini.eu/website/Publications.html">mie pubblicazioni</a>, aggiornata, riveduta e corretta, nonche&#8217; le barre laterali ed il footer del blog (alleggerite entrambe le componenti e risolti alcuni problemi di visualizzazione che si trascinavano da anni). Le prossime modifiche piu&#8217; corpose andranno invece a toccare la pagina <a href="http://www.fabioruini.eu/website/About_me.html">About Me</a>, sulla quale ho iniziato a lavorare offline ma che ha ancora bisogno di un po&#8217; di tempo per essere completata.</p>
<p>Visto che ero in vena di smanettamenti ho anche approfittato per cambiare la configurazione del mio hosting Linux ed abbandonare l&#8217;ormai decrepito PHP 3 per passare ad una ben piu&#8217; fiammante versione 5.3.22. La quale mi ha a sua volta permesso di aggiornare l&#8217;installazione di WordPress (rimasta miracolosamente indenne per oltre un anno di fronte ad una vagonata di vulnerabilita&#8217; facilmente exploitabili), che ora mostra fieramente il numero 3.5.1 alla voce &#8220;versione&#8221;. Dopo aver aggiornato, insieme a WordPress, anche i suoi vari plugin, l&#8217;occhio mi e&#8217; caduto sulla pagina di riepilogo di <a href="http://akismet.com">Akismet</a>, il celebre plugin-antispam, dove la mia attenzione e&#8217; stata catturata da un dato abbastanza curioso. L&#8217;immagine qui di seguito mostra infatti il numero di messaggi di spam destinati al mio blog ed intercettati, mese per mese, nel corso dell&#8217;ultimo anno. La media di circa 5,000 messaggi di spam mensili (calcolata sul periodo May 2012-Nov 2012 e Feb 2013-May 2013) e&#8217; stata bruscamente oltrepassata tra il dicembre del 2012 ed il gennaio di quest&#8217;anno. Circa 50,000 messaggi di spam in due mesi. Piovuti cosi&#8217;, dal nulla. Sul web, tramite una ricerca invero piuttosto rapida, non sono riuscito a trovare informazioni particolari e capire cosi&#8217; se il fenomeno fosse stato circoscritto al mio blog o se avesse invece attraversato piu&#8217; trasversalmente la rete. Mi riprometto, tempo permettendo, di indagare un po&#8217;.</p>
<p align="center"><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/Screen-Shot-2013-05-21-at-1.06.16-AM.png"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/Screen-Shot-2013-05-21-at-1.06.16-AM-1024x372.png" alt="Screen Shot 2013-05-21 at 1.06.16 AM" width="480" class="alignnone size-large wp-image-8017" /></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.fabioruini.eu%2Fblog%2F2013%2F05%2F20%2Funa-rinfrescata-al-mio-sito-e-statistiche-spammatorie%2F&amp;title=Una%20rinfrescata%20al%20mio%20sito%20e%20statistiche%20spammatorie" id="wpa2a_8"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sassuolo e Serie A</title>
		<link>http://www.fabioruini.eu/blog/2013/05/18/sassuolo-e-serie-a/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 21:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Football]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi, come me, era un bambino che negli anni &#8217;80 cresceva piu&#8217; o meno felicemente in terra rotegliese, non puo&#8217; non avere il calcio nel sangue. La partita della Virtus la domenica pomeriggio era un appuntamento fisso ed irrinunciabile. La squadra giocava in Interregionale (poi CND, oggi serie D), era la seconda forza calcistica della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi, come me, era un bambino che negli anni &#8217;80 cresceva piu&#8217; o meno felicemente in terra rotegliese, non puo&#8217; non avere il calcio nel sangue. La partita della Virtus la domenica pomeriggio era un appuntamento fisso ed irrinunciabile. La squadra giocava in Interregionale (poi CND, oggi serie D), era la seconda forza calcistica della provincia (dopo la Reggiana), ma soprattutto il vanto di un paese che all&#8217;epoca faticava a raggiungere le duemila anime. E che fini&#8217; per sfiorare a piu&#8217; riprese la C2, per un salto nel calcio professionistico che sarebbe stato solo una formalita&#8217;, dato che di dilettantismo ce n&#8217;era ben poco. A partire, secondo quanto dicono i soliti ben informati, dai soldi che gia&#8217; allora giravano nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Tante, tantissime le sfide epiche di quei tempi. Impossibile non ricordarsi dei sentitissimi derby con il Sassuolo. Cosi&#8217; come non ci si puo&#8217; non ricordare di quando nel girone ci si ritrovo&#8217; il Livorno, che ripartiva dai dilettanti a seguito di uno dei tanti fallimenti economici vissuti dalla societa&#8217; labronica. Onde evitare problemi di ordine pubblico dovuti al massiccio afflusso previsto di tifosi toscani la partita si gioco&#8217; a Castellarano, dove lo stadio permetteva di gestire un po&#8217; piu&#8217; agevolmente la situazione rispetto al catino di Roteglia.</p>
<p>Date queste premesse, penso sia piu&#8217; che comprensibile il magone che avevo oggi, guardando in TV l&#8217;incontro tra Sassuolo e Livorno, ultima giornata del campionato di Serie B, che in palio, per uno strano gioco del destino, metteva la promozione nella massima serie. L&#8217;ha spuntata il Sassuolo, al termine di un incontro palpitante, dall&#8217;intensita&#8217; incredibile, che ha fatto piu&#8217; volte sobbalzare sulla sedia anche me, che tutto sono meno che un tifoso neroverde. Sassuolo in Serie A, quindi. A circa venti anni di distanza da quando se ne veniva a giocare al Vellani di Roteglia. Sembra una vita fa. Forse lo era. Non lo so. Comunque sia complimenti a loro.</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/1011719-16380751-640-360.jpg" alt="" title="Sassuolo calcio - foto festa promozione in Serie A" width="475" class="alignnone size-full wp-image-8009" /></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.fabioruini.eu%2Fblog%2F2013%2F05%2F18%2Fsassuolo-e-serie-a%2F&amp;title=Sassuolo%20e%20Serie%20A" id="wpa2a_10"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mac Mini (late 2012) e setup con tre monitor</title>
		<link>http://www.fabioruini.eu/blog/2013/05/16/mac-mini-late-2012-e-setup-con-tre-monitor/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 14:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet and ICT]]></category>

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		<description><![CDATA[Aggiornamento per la mia postazione di lavoro. Ad affiancare la mia flotta di hardware Apple e&#8217; arrivato oggi (dopo essere rimasto bloccato ieri in quel di Bologna causa sciopero sindacale all&#8217;interporto) un fiammante Mac Mini (late 2012), equipaggiato con processore Intel i7 2.6GHz, 16GB di DDR3 a 1,600MHz (reperita tramite eBay con un notevole risparmio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiornamento per la mia postazione di lavoro. Ad affiancare la mia flotta di hardware Apple e&#8217; arrivato oggi (dopo essere rimasto bloccato ieri in quel di Bologna causa sciopero sindacale all&#8217;interporto) un fiammante <a href="http://www.apple.com/mac-mini/">Mac Mini</a> (late 2012), equipaggiato con processore Intel i7 2.6GHz, 16GB di DDR3 a 1,600MHz (reperita <a href="http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&#038;item=350652226011#ht_4856wt_991">tramite eBay</a> con un notevole risparmio rispetto ai prezzi praticati da Apple), e doppio disco rigido (128GB SSD + 1TB HDD) combinato attraverso tecnologia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fusion_Drive">Fusion Drive</a>.</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/Macmini2012.jpg" alt="Mac Mini (late 2012)" width="450" class="alignnone size-full wp-image-8051" /></p>
<p>La  cosa piu&#8217; interessante della mia nuova postazione riguarda comunque l&#8217;apparato grafico. Fiero possessore da qualche tempo di un triple-head setup (tre display <a href="http://www.lgsolutions.com/products/lcd-monitors/desktop-monitors/27-class-270-diagonal-lcd-widescreen-monitor-w2753vc-pf">LG W2753VC-PF</a> da 27&#8243;, con risoluzione di 1,920&#215;1,080 ciascuno, fino a ieri collegati ad una macchina Windows raramente utilizzata da quando ho chiuso la mia avventura con il poker on line), ho deciso di poter &#8220;riciclare&#8221; questi monitor per il nuovo Mac. Farlo e&#8217; stato piu&#8217; semplice del previsto. I tre monitor, che per fortuna abbondano in quanto a modalita&#8217; di input, sono stati collegati al Mac in questo modo:</p>
<ul>
<li>Monitor 1: DVI &#8211; Thunderbolt</li>
<li>Monitor 2: HDMI &#8211; HDMI</li>
<li>Monitor 3: HDMI &#8211; USB</li>
</ul>
<p>La conversione da DVI a Thunderbolt e&#8217; effettuata per mezzo di un adattatore attivo prodotto dalla Startech (per la precisione <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/B004SUELLC">questo modello</a>, concepito per le mini DisplayPort in quanto all&#8217;epoca ancora non esistevano le Thunderbolt). La conversione HDMI->USB e&#8217; invece affidata ad un piccolo (vedi foto sotto) aggeggio prodotto dalla Club-3D e che risponde al nome di <a href="http://www.club-3d.com/index.php/products/reader.en/product/usb20-to-hdmi-graphics-adapter.html">SenseVision CSV-2000H</a>.</p>
<p align="center"><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/IMG_0621.jpg"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/IMG_0621.jpg" alt="Club3D - Sensevision CSV-2000H" width="400" class="alignnone size-full wp-image-8057" /></a></p>
<p>Per chi fosse interessato ad una soluzione di questo genere e&#8217; bene sottolineare come le differenze in termini di performance tra il monitor collegato via USB e quelli con connessioni piu&#8217; &#8220;tradizionali&#8221; sia abbastanza evidente, specie nel momento in cui si trascinano finestre. Con un po&#8217; di accortezza (nel mio caso, per esempio, ho connesso in questo modo il monitor di sinistra, sul quale per abitudine tengo aperti i soli client email e Skype e che non vengono mai mossi) il problema puo&#8217; essere tranquillamente ignorato. Non cosi&#8217;, ovviamente, per chi cerca dal proprio setup performance grafiche spinte. Chiudo con una foto (bruttina, ma dovrebbe rendere l&#8217;idea) della nuova postazione.</p>
<p align="center"><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/IMG_0632.jpg"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/IMG_0632-1024x768.jpg" alt="Mac Mini (late 2012) and triple-head (triple monitor) setup" width="450" class="alignnone size-large wp-image-8060" /></a></p>
<p>Si&#8217;, un giorno daro&#8217; anche una sistemata ai cavi.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.fabioruini.eu%2Fblog%2F2013%2F05%2F16%2Fmac-mini-late-2012-e-setup-con-tre-monitor%2F&amp;title=Mac%20Mini%20%28late%202012%29%20e%20setup%20con%20tre%20monitor" id="wpa2a_12"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>UNICO 2013 e 5 per mille dell&#8217;IRPEF</title>
		<link>http://www.fabioruini.eu/blog/2013/05/15/unico-2013-e-5-per-mille-dellirpef/</link>
		<comments>http://www.fabioruini.eu/blog/2013/05/15/unico-2013-e-5-per-mille-dellirpef/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellaneous]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche per il sottoscritto, rientrato in territorio italiano ormai diversi mesi fa, e&#8217; giunta l&#8217;ora di svolgere il dovere del buon contribuente. Vale a dire dichiarare i miseri redditi percepiti nel 2012 e dannarsi l&#8217;anima per capire come compilare gli indecifrabili campi contenuti nella modulistica che, nel suo insieme, prende il nome di Unico Persone [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche per il sottoscritto, rientrato in territorio italiano ormai diversi mesi fa, e&#8217; giunta l&#8217;ora di svolgere il dovere del buon contribuente. Vale a dire dichiarare i miseri redditi percepiti nel 2012 e dannarsi l&#8217;anima per capire come compilare gli indecifrabili campi contenuti nella modulistica che, nel suo insieme, prende il nome di <a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Dichiarare/DichiarazioniRedditiPF/UnicoPF13/">Unico Persone Fisiche 2013</a> (per gli amici Unico Pf/2013).</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/unico_pf_2013.jpg" alt="" title="Modello Unico Persone Fisiche 2013 - Agenzia delle Entrate" width="355" height="300" class="alignnone size-full wp-image-7977" /></p>
<p>In realta&#8217; neppure devo compilarlo io in prima persona il modello. Di questo se ne occupa infatti il mio commercialista. Il quale mi ha pero&#8217; girato un po&#8217; di modulistica da compilare per reperire le informazioni necessarie. Quindi, gira e rigira, queste tocca scovarle a me. Con le ovvie conseguenze del caso (presumo la galera) nell&#8217;ipotesi di dati errati/incompleti. Ad ogni modo, tra tutte quelle cui mi sono dedicato oggi, l&#8217;unica attivita&#8217; che penso di aver compreso e portato a termine con la ragionevole sicurezza di non aver commesso errori e&#8217; stata quella relativa alla scelta della destinazione del 5 per mille IRPEF. Certo non e&#8217; stato banale decidere. Gli enti degni di essere presi in considerazione sono tanti. Davvero tanti. Come tanti davvero sono le associazioni di vario genere che sono state sinora autorizzate quali legittimi possibili destinatari del 5 per mille. L&#8217;elenco completo, diviso in quattro categorie (enti del volontariato, enti della ricerca scientifica e dell&#8217;Universita&#8217;, enti della ricerca sanitaria ed associazioni sportive dilettantistiche) e&#8217; pubblicato sul <a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Iscrizione+elenchi+5+per+mille+2013/Scheda+informativa+5xmille+2013/Pubblicazione+degli+elenchi+2013/">sito della Agenzia delle Entrate</a>. Per comodita&#8217; allego tutto quanto anche a questo post.</p>
<p align="center"></p>

				<div class="imp-download">
					<strong><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/?dl=245">Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2013 - Enti del volontariato (A-C)</a></strong>
					<small>Downloads: 18 times</small>
				</div>
			
<p align="center"></p>

				<div class="imp-download">
					<strong><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/?dl=246">Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2013 - Enti del volontariato (D-Z)</a></strong>
					<small>Downloads: 17 times</small>
				</div>
			
<p align="center"></p>

				<div class="imp-download">
					<strong><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/?dl=247">Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2013 - Enti della ricerca scientifica e dell'Universita'</a></strong>
					<small>Downloads: 18 times</small>
				</div>
			
<p align="center"></p>

				<div class="imp-download">
					<strong><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/?dl=248">Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2013 - Enti della ricerca sanitaria</a></strong>
					<small>Downloads: 29 times</small>
				</div>
			
<p align="center"></p>

				<div class="imp-download">
					<strong><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/?dl=249">Elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2013 - Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI</a></strong>
					<small>Downloads: 22 times</small>
				</div>
			
<p>Gli elenchi riportati qui sopra sono aggiornati alla data di ieri, vale a dire al 14 maggio 2013. Va da se&#8217; che il sottoscritto declina ogni responsabilita&#8217; riguardo ai contenuti dei file qui sopra. Prima di compilare l&#8217;apposita sezione del vostro Unico controllate con attenzione i dati sulle pagine Internet della Agenzia delle Entrate.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.fabioruini.eu%2Fblog%2F2013%2F05%2F15%2Funico-2013-e-5-per-mille-dellirpef%2F&amp;title=UNICO%202013%20e%205%20per%20mille%20dell%E2%80%99IRPEF" id="wpa2a_14"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fabioruini.eu/blog/2013/05/15/unico-2013-e-5-per-mille-dellirpef/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Spotted: Ryan Fogle</title>
		<link>http://www.fabioruini.eu/blog/2013/05/14/spotted-ryan-fogle/</link>
		<comments>http://www.fabioruini.eu/blog/2013/05/14/spotted-ryan-fogle/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabioruini.eu/blog/?p=7996</guid>
		<description><![CDATA[Ormai credo di essere a tutti gli effetti classificabile come uno dei nostalgici della guerra fredda. L&#8217;idea di due superpotenze e rispettivi satelliti, ben delineate e apertamente in conflitto (pur freddo, eccetto per le periferie) l&#8217;una con l&#8217;altra, portatrici di due modi quasi diametralmente opposti di concepire l&#8217;economia e i diritti civili, mi piace. E [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai credo di essere a tutti gli effetti classificabile come uno dei nostalgici della guerra fredda. L&#8217;idea di due superpotenze e rispettivi satelliti, ben delineate e apertamente in conflitto (pur freddo, eccetto per le periferie) l&#8217;una con l&#8217;altra, portatrici di due modi quasi diametralmente opposti di concepire l&#8217;economia e i diritti civili, mi piace. E continuano ad affascinarmi, ancora oggi, gli strascichi di quel periodo. Se di strascichi si puo&#8217; parlare. Il crollo dell&#8217;Unione Sovietica ed il declino economico dell&#8217;ex impero sovietico ha infatti costretto la Russia di Putin a ridimensionarsi e giocoforza abbassare i toni abbracciando un approccio diplomatico decisamente piu&#8217; morbido nei confronti degli americani. Ma questo non significa che le due potenze siano ora &#8220;amiche&#8221;. Chi aveva infatti accolto con favore gli scambi di informazioni tra le agenzie di intelligence dei due Paesi all&#8217;indomani dell&#8217;attentato a Boston ed in vista di Sochi avra&#8217; sicuramente avuto una doccia fredda seguendo i notiziari di oggi. In pompa magna, le autorita&#8217; russe hanno infatti annunciato l&#8217;arresto di tale Ryan C. Fogle, ufficialmente terzo segretario alla sezione politica dell&#8217;ambasciata USA a Mosca, ma nella pratica (almeno secondo le accuse dei russi, in merito alle quali gli americani si sono trincerati dietro ad un imbarazzato no comment) agente della CIA intento a reclutare un parigrado dell&#8217;FSB.</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/large.jpg" alt="" title="Ryan Fogle comic" width="450" class="alignnone size-full wp-image-7999" /></p>
<p>A Fogle, prima di essere rispedito in ambasciata con l&#8217;etichetta di <i>persona non grata</i> e dunque il chiaro invito ad abbandonare il Paese, sarebbe stato sequestrato un armamentario piuttosto fantasioso, composto tra l&#8217;altro da due parrucche (una bionda ed una scura), due paia di occhiali da sole, alcune mazzette di banconote da 500 euro, un coltello, una bussola ed una mappa di Mosca. Insieme a tutto questo materiale vi era <a href="http://willyloman.files.wordpress.com/2013/05/letter.jpg">una lettera, scritta in russo</a> e contenente le istruzioni che l&#8217;agente dell&#8217;FSB eventualmente reclutato avrebbe dovuto seguire per entrare in contatto con la CIA e poter avviare la collaborazione. Non solo l&#8217;attrezzatura, ma anche questa lettera appare un po&#8217; ingenua ad occhi un minimo smaliziati. L&#8217;agente russo veniva infatti invitato ad aprire un banale account su Gmail da un coffee shop o analogo ed utilizzare questo per scrivere ad un altro indirizzo Gmail controllato da alcuni ufficiali della CIA. Data per buona la veridicita&#8217; del materiale mostrato orgogliosamente dai russi in televisione, normale che ci sia chi si e&#8217; spinto (vedi ad esempio <a href="http://www.nbcnews.com/technology/gmail-gaining-popularity-among-spies-its-not-top-secret-enough-1C9910478">Suzanne Choney</a> sul sito dell&#8217;emittente NBC) a chiedersi se qualcuno, nelle alte sfere degli apparati di sicurezza statunitensi, non stia un pochino prendendo sottogamba il fatto di affidarsi a strumenti cloud, free e molto diffusi quali ad esempio Gmail. Uno strumento che ha gia&#8217; tradito, tanto per dire, David Petraeus, il quale utilizzava, cosi&#8217; come diversi gruppi terroristi, <a href="http://www.washingtonpost.com/blogs/worldviews/wp/2012/11/13/what-petraeus-and-broadwell-could-have-used-instead-of-gmail/">un account condiviso su Gmail per comunicare con la &#8220;sua&#8221; Paula Broadwell</a>. Come ebbe a dire a suo tempo Olga Khazan sul Washington Post (punto poi approfondito da <a href="http://killerapps.foreignpolicy.com/posts/2012/11/12/should_our_top_spies_be_using_gmail">John Reed su ForeignPolicy.com</a>): <i>the fact that the head of the nation’s most secretive agency was using a cloud-based e-mail account that can be accessed with a password raises obvious security questions.</i> La lezione, pero&#8217;, pare non sia stata ancora imparata a dovere.</p>
<p>In chiusura di post vi lascio con un breve resoconto della vicenda Fogle a cura della CNN, con tanto di footage dell&#8217;arresto e commenti dell&#8217;ottimo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ray_McGovern">Raymond (Ray) McGovern</a>, ex ufficiale della CIA oggi in pensione.</p>
<p align="center"></p>
<div align="center"><iframe width="480" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/jLn1V5ZR_wc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p><b>UPDATE: con una mossa un po&#8217; a sorpresa l&#8217;FSB sovietico ha deciso di alzare il tiro. Evidentemente non contenta dell&#8217;arresto pubblico di Fogle e dell&#8217;umiliazione inflitta non tanto a lui quanto all&#8217;intero apparato spionistico americano, ha deciso di rendere pubblico il nome di quello che e&#8217; ritenuto essere il capo-stazione della CIA a Mosca. I dettagli in <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/17/russia-reveal-identity-cia-moscow-chief">questo articolo del Guardian</a>.</b></p>
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		<title>Di Inspire, di Boston e di pressure cookers</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 14:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ricordo con esattezza se in passato mi fosse gia&#8217; capitato di parlare, su queste colonne, di Inspire, il (quantomeno anomalo) magazine digitale pubblicato da Al-Qaeda in the Arabian Peninsula (AQAP). Inspire e&#8217; una rivista che colpisce, al di la&#8217; del formato adottato (un PDF ben formattato e dal layout professionale), non tanto per i [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non ricordo con esattezza se in passato mi fosse gia&#8217; capitato di parlare, su queste colonne, di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Inspire_(magazine)">Inspire</a>, il (quantomeno anomalo) magazine digitale pubblicato da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Al-Qaeda_in_the_Arabian_Peninsula">Al-Qaeda in the Arabian Peninsula</a> (AQAP). Inspire e&#8217; una rivista che colpisce, al di la&#8217; del formato adottato (un PDF ben formattato e dal layout professionale), non tanto per i suoi contenuti mirati al proselitismo/evangelizzazione (piu&#8217; che lecito aspettarseli), quanto piuttosto per essere una pubblicazione di carattere &#8220;operativo&#8221;. Scritta in inglese (e, come tale, destinata in prevalenza a &#8220;wannabe jihadisti&#8221; di origine araba e non, residenti e cresciuti in Paesi occidentali, non in grado di comprendere con facilita&#8217; la lingua araba ma desiderosi di alimentare le fila dei cosiddetti homegrown terrorists), le sue pagine sono zeppe di consigli su come pianificare attentati di vario genere, illustrando nel dettaglio i vari passi da compiere per giungere all&#8217;obiettivo. In puro stile Cioe&#8217; non manca poi una sezione dedicata alle domande inviate dai lettori piu&#8217; dubbiosi, cui gli esperti religiosi affiliati alla rivista rispondono dettando le linee guida da seguire.</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/rdin721l.jpg.png" alt="" title="rdin721l.jpg" width="400" height="288" class="alignnone size-full wp-image-7989" /></p>
<p>Di Inspire, dopo lo scalpore iniziale e le tante discussioni che su di essa si sono concentrate (a quanto si dice, diversi siti di estremisti sono a tutt&#8217;oggi scettici sul fatto che il magazine sia veramente prodotto da AQAP; analisti statunitensi, come ad esempio <a href="http://www.jihadica.com/un-inspired/">Thomas Hegghammer</a> ritengono che la pubblicazione non sia in sostanza niente di che), specie quando il presunto editor <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Samir_Khan">Samir Khan</a> e&#8217; stato ucciso da un Predator USA, si e&#8217; tornato a parlare le scorse settimane in seguito all&#8217;attentato alla maratona di Boston. I due ordigni fatti esplodere dai <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dzhokhar_and_Tamerlan_Tsarnaev">fratelli Tsarnaev</a> erano infatti altrettante <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pressure_cooker_bomb">pressure cooker bombs</a>, dispositivi artigianali basati su pentole a pressione. E costruiti, <a href="http://blog.adl.org/extremism/inspire-magazine-a-staple-of-domestic-terror">secondo quanto riportato dagli investigatori</a> seguendo alla lettera le istruzioni pubblicate in un famigerato articolo intitolato <i>Make a Bomb in the Kitchen of Your Mom</i> e pubblicato all&#8217;interno del <a href="http://archive.adl.org/main_Terrorism/al_qaeda_english_magazine.htm">primo numero di Inspire</a>.</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/ht_open_source_jihad_100712_mn.jpg" alt="" title="ht_open_source_jihad_100712_mn" width="320" height="240" class="alignnone size-full wp-image-7993" /></p>
<p>Fatto sta che, secondo chi di dovere (e nonostante i fatti sembrino dimostrare il contrario), i contenuti pubblicati su Inspire non sono da ritenersi particolarmente pericolosi. Prova ne e&#8217; il fatto che e&#8217; relativamente semplice procurarsi una copia delle varie issues. Una semplice ricerca su Google permette ad esempio di trovare agevolmente la versione integrale del <a href="http://azelin.files.wordpress.com/2012/05/inspire-magazine-8.pdf">numero 8 della rivista</a> (autunno 2011). Varie agenzie di intelligence e siti che si occupano della materia provvedono poi in prima persona a ridistribuire Inspire. E&#8217; il caso per esempio di <a href="http://www.msasecurity.net">MSA Security</a> e di <a href="http://publicintelligence.net">Public Intelligence</a>, quest&#8217;ultimo che propone pero&#8217; una versione censurata dell&#8217;edizione numero 1, quella contenente il succitato l&#8217;articolo sul come costruire una bomba nella cucina di casa propria.</p>
<p>Va da se che, il poter accedere a tale documentazione e&#8217;, per chi si occupa di intelligence o e&#8217; comunque interessato alle principali tematiche della politica internazionale e del terrorismo islamico moderno, una straordinaria miniera di informazioni. La quale permette di capire piu&#8217; da vicino il modo di pensare delle organizzazioni di ispirazione qaedista (o perlomeno dei suoi vertici) e puo&#8217; (deve) essere sfruttata al meglio in chiave di prevenzione.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.fabioruini.eu%2Fblog%2F2013%2F05%2F13%2Fdi-inspire-di-boston-e-di-pressure-cookers%2F&amp;title=Di%20Inspire%2C%20di%20Boston%20e%20di%20pressure%20cookers" id="wpa2a_18"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Military and Security Developments Involving the People&#8217;s Republic of China 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 18:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Ruini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-security, cyber-intelligence e cyber-warfare]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha fatto e sta ancora facendo molto discutere un report redatto dal Pentagono e presentato lo scorso 6 maggio al Congresso statunitense. Per la prima volta, infatti, gli americani puntano il dito, in un documento ufficiale, contro il governo di Pechino. Il tema e&#8217; sempre il solito, quello che ci accompagna (perlomeno alla luce del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ha fatto e sta ancora facendo molto discutere un report redatto dal Pentagono e presentato lo scorso 6 maggio al Congresso statunitense. Per la prima volta, infatti, gli americani puntano il dito, in un documento ufficiale, contro il governo di Pechino. Il tema e&#8217; sempre il solito, quello che ci accompagna (perlomeno alla luce del sole) da diversi mesi a questa parte, il cyber-espionage.</p>
<p align="center"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2013/05/businessweek-cover-story-on-chinese-hacking.jpg" alt="" title="BusinessWeek cover - Yes, the Chinese Army is Spying on You" width="275" class="alignnone size-full wp-image-7965" /></p>
<p>Gia&#8217; lo scorso 11 marzo, in seguito alla pubblicazione da parte del <a href="http://intelreport.mandiant.com">Mandiant Intelligence Center</a> di un report sull&#8217;ormai famigerata <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/PLA_Unit_61398">Unit 61398 dell&#8217;esercito cinese</a>, Tom Donilon, US National Security Adviser, aveva rilasciato dichiarazioni pesanti. Ben riassunto dal <a href="http://world.time.com/2013/03/12/hack-attack-china-and-the-u-s-trade-barbs-on-cyberwarfare/">Time</a>, Donilon aveva accusato il governo cinese di essere impegnato in una cyber-campagna su larga scala, mirata a rubare segreti commerciali e proprieta&#8217; intellettuali dalle mani (o, meglio, dai computer) delle imprese statunitensi.</p>
<p>Ora, fedeli al principio secondo cui verba volant scripta manent (e ben consapevoli delle conseguenze, sul piano politico, della decisione), gli americani affidano le loro accuse ad un documento scritto. E&#8217; in particolare a pagina 44 del documento, in un paragrafo intitolato <i>Cyber Activities Directed Against the Department of Defense</i> che gli analisti USA ci vanno giu&#8217; pesanti senza lasciare spazio a dubbi o adito a possibili interpretazioni errate:</p>
<p><i>In 2012, numerous computer systems around the world, including those owned by the U.S. government, continued to be targeted for intrusions, some of which appear to be attributable directly to the Chinese government and military. These intrusions were focused on exfiltrating information. China is using its computer network exploitation (CNE) capability to support intelligence collection against the U.S. diplomatic, economic, and defense industrial base sectors that support U.S. national defense programs. The information targeted could potentially be used to benefit China’s defense industry, high technology industries, policymaker interest in US leadership thinking on key China issues, and military planners building a picture of U.S. network defense networks, logistics, and related military capabilities that could be exploited during a crisis. Although this alone is a serious concern, the accesses and skills required for these intrusions are similar to those necessary to conduct computer network attacks. China’s 2010 Defense White Paper notes China’s own concern over foreign cyberwarfare efforts and highlighted the importance of cyber-security in China’s national defense.</i></p>
<p>Chi fosse curioso di dare un&#8217;occhiata in prima persona all&#8217;intero documento, puo&#8217; trovarlo sul sito del <a href="http://www.defense.gov">DoD</a> americano (per la precisione a <a href="http://www.defense.gov/pubs/2013_china_report_final.pdf">questo indirizzo</a>), oppure scaricarlo direttamente dal link qui sotto.</p>
<p align="center"></p>

				<div class="imp-download">
					<strong><a href="http://www.fabioruini.eu/blog/?dl=244">Office of the Secretary of Defense - Military and Security Developments Involving the People’s Republic of China 2013 (Annual Report to Congress)</a></strong>
					<small>Downloads: 19 times</small>
				</div>
			
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.fabioruini.eu%2Fblog%2F2013%2F05%2F10%2Fmilitary-and-security-developments-involving-the-peoples-republic-of-china-2013%2F&amp;title=Military%20and%20Security%20Developments%20Involving%20the%20People%E2%80%99s%20Republic%20of%20China%202013" id="wpa2a_20"><img src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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