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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per la 'Attualità' Categoria

Blocco agli sfratti

Figurarsi se una qualche volta, leggendo L’Informazione di Reggio Emilia, non debbano cadermi le braccia. Questa volta pero’ il merito non e’ dei giornalisti, quanto piuttosto dei contenuti di uno degli articoli apparso a pagina 11, che riporto qui sotto.

L'Informazione di Reggio Emilia, 9 febbraio 2010, pagina 11

Blocco degli sfratti. Che grandissima idea. Ovviamente senza nessuna misura cautelativa per i proprietari, vero? Perche’ costoro, se cosi’ fortunati da essere in possesso di un appartamento ed averlo affittato, devono senz’altro essere ricchi borghesi strapieni di grana ed in quanto tali indegni di qualsivoglia rispetto. Lo sai invece qual e’ il problema, caro il mio Circolo Prc di Castellarano? Che se io ho un appartamento e lo affitto a qualcuno che poi, tutto d’un tratto, smette di pagare, io le tasse per quell’appartamento continuo a pagarle. Come se incassassi il fitto regolarmente. Quindi non solo mi viene a mancare un introito mensile, ma questo mancato introito mi diventa a tutti gli effetti un passivo. Cornuto e mazziato, si direbbe in gergo. Sull’appartamento non posso quindi piu’ permettermi di fare manutenzione e questo mi va in malora. Con conseguenze evidenti sia in termini di qualita’ della vita per chi lo occupa, sia in termini monetari per chi lo possiede. Tralasciando poi il fatto che c’e’ davvero un bisogno disperato di un provvedimento come questo, vista la rapidita’ con la quale nel nostro Paese si puo’ rendere esecutivo uno sfratto. Lo sapete che nella migliore delle ipotesi si parla di anni, vero? Figurarsi poi se tra gli occupanti ci sono di mezzo dei bambini.

Queste sono le parole di chi ha ereditato un appartamento, l’ha dato in affitto, e recentemente si e’ trovato l’affittuario venirsene fuori con un brillantissimo “no, non ti pago piu’ perche’ tanto ormai gli affitti non li paga piu’ nessuno“. Continuate pure a dar manforte a queste persone, a rafforzare la loro convinzione di essere nel giusto. Loro si’ sono la parte della societa’ da difendere. Solo non meravigliatevi se continuerete a restare all’opposizione per i prossimi tre secoli. E’ un qualcosa che vi siete meritato.

Ahmadinejad e i topi

Interessante articolo quello nel quale mi sono imbattuto ieri sfogliando le pagine virtuali del Times. James Bone e Catherine Philp raccontano le ultime news dal fronte iraniano, non per quanto riguarda le proteste di piazza, ma da un punto di vista piu’ alto, cercando di analizzare l’impatto delle recenti mosse di Ahmadinejad e soci in politica internazionale. Simpatico quando i giornalisti ironizzano sulla capacita’ dell’Iran di giocare al gatto col topo con l’occidente. Metafora diventata quantomai reale dopo che l’agenzia spaziale iraniana ha lanciato un vettore balistico con a bordo due tartarughe, qualche verme e, ovviamente, un topo. Una volta tanto, i timori delle Nazioni Uniti appaiono fondati. Se per il discorso dell’uranio poteva in qualche modo essere vera la versione iraniana, l’ipotesi che Ahmadinejad stia varando un programma di esplorazione spaziale e’ invece quantomeno poco plasubile. Ad ogni modo, questo e’ il link all’articolo, che vi ripropongo anche qui di seguito.

Ahmadinejad addressing people from a stand

President Ahmadinejad demonstrated yesterday that he has become a master of playing cat and mouse with the West — and this time the mouse was real.

Once again, the Iranian leader offered a last-minute concession to head off the West’s drive for new sanctions against the Islamic republic. At the same time, Iran thumbed its nose at UN restrictions on its ballistic missiles programme by sending a rocket into space carrying a mouse, two turtles and some worms.

In an interview on state television, Mr Ahmadinejad said that Iran had no problem shipping enriched uranium abroad in a deal that Tehran had resisted for months. The surprise announcement came as the West prepared to ask Russia and China to back UN sanctions on the Iranian energy sector, central bank and Revolutionary Guards — the first UN sanctions since March 2008.

Political directors from the “big three” EU powers — Britain, France and Germany — are to hold a telephone conference call with their US counterpart tomorrow before consulting Russia and China later in the day.

Western officials acknowledged that Iran’s about-face on the uranium swap would undercut their case.

While they mulled the implications of Mr Ahmadinejad’s latest move, Tehran’s state television showed the Kavoshgar-3 (Explorer-3) rocket blasting off, carrying what it called living organisms. The ISNA news agency said that the capsule returned to Earth with its rather unusual “passengers”.

Mr Ahmadinejad hailed the launch as a breakthrough that would help to break “the global domineering system” of Western powers. At a ceremony for a new satellite he said that Iran hoped to send astronauts into space soon.

Western experts suggested that the space programme provided cover for the development of long-range missiles capable of carrying a nuclear pay-load. The White House denounced the launch as a “provocative act”.

Mark Wallace, a former US Ambassador to the UN and president of the lobby group United Against Nuclear Iran, characterised Mr Ahmadinejad’s actions as chess moves. “The Iranian regime is the best chess player on the international scene right now. Certainly, that team is outplaying the West,” he said.

Iran agreed to the enriched uranium swap at talks with the US, China, Russia, Britain, France and Germany in October under the pressure that accompanied the exposure of its secret enrichment plant at Qom. Since then, however, it has repeatedly pulled back from an agreement, seeking to rewrite the terms and flouting deadlines.

Under the UN-backed deal, Iran would ship three quarters of its stocks of nuclear fuel to Russia and France for conversion into fuel rods for its Tehran research reactor, which produces medical isotopes. The swap would delay the stockpiling of fissile material for what the international community believes is a clandestine weapons programme.

In his television interview on Tuesday, Mr Ahmadinejad said: “Some made a fuss for nothing. There is no problem. We sign a contract. We give them 3.5 per cent [enriched uranium] and it will take four or five months for them to give us the 20 per cent [enriched uranium].”

Western powers reacted with scepticism but China and Russia embraced it. Bernard Kouchner, the French Foreign Minister, said after meeting his Chinese counterpart in Paris: “I am perplexed and even a bit pessimistic.”

Britain said that the crucial issue was still the refusal by Iran to return to talks on its nuclear programme.

Western powers said that Iran should notify the International Atomic Energy Agency, which brokered the deal, that it had formally accepted.

“We have to see whether Iran actually takes up the offer to enrich uranium abroad,” Angela Merkel, the German Chancellor, said. “One speech does not necessarily mean it will take further steps.”

The Chinese Foreign Minister Yang Jiechi said that he believed it was urgent to continue negotiations with Iran, adding that talks were under way on Iran shipping uranimum abroad.

A senior Western diplomat acknowledged that Mr Ahmadinejad’s gambit could buy Iran more time.

Trinita’

Ok, Ali’. Se proprio quest’idea della Trinita’ non ti va a genio ce ne faremo una ragione. Ma non e’ necessario farci fuori tutti, no?

Ali Agca, letter written on January 18th 2010 about Trinity and his being Christ

CVD

Come volevasi dimostrare. Il creare a tutti i costi un clima politico pesante, a ragione o a torto che sia, alla lunga produce i suoi effetti. Che sono quelli della foto qui soto. E che sono stati molto piu’ lievi di quanto ci si sarebbe potuti aspettare.

Berlusconi colpito al volto da un pugno

Resto comunque basito, non tanto dal gesto, piu’ che preventivabile, quanto piuttosto da questo paragrafo apparso sul Corriere:

«SALVATO DAL LINCIAGGIO» – Un testimone, interpellato da SkyTg24, ha parlato della possibilità che l’uomo che ha sferrato il colpo indossasse un tirapugni e un altro ha precisato che quell’individuo «non sembrava normale». «L’aggressore – ha poi spiegato Ignazio La Russa che si trovava vicino a Berlusconi – l’abbiamo preso immediatamente, grazie alla polizia che l’ha letteralmente sottratto al linciaggio della folla. Se non ci fossero stati loro ne sarebbero rimasti soltanto pezzetti».

Questa, si’, mi suona come una sorpresa.

Questione di punti di vista

Corona, citato da Adnkronos, dice cio’ che segue:

Corona si vergogna di essere italiano (Adnkronos)

Si vergogna di essere italiano. Ora, sulla base di queste esternazioni, speriamo che si decida a chiedere cittadinanza cilena, tibetana o quel che vuole. Levandosi conseguentemente dai coglioni. In maniera tale che siano il sottoscritto ed altri milioni di italiani a non doversi piu’ vergognare di condividere il proprio Paese con personaggi del genere.

Ingroia e le intercettazioni

Serata diversa dal solito quella di ieri sera, passata al Circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico ad ascoltare Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, presentare il suo recente libro C’era una volta l’intercettazione. Un volume che ho acquistato sul posto (ma ovviamente ancora devo leggere), curiosamente distribuito con una licenza Creative Commons. Come suggerisce il titolo, il libro tratta il tema delle intercettazioni, anche da un punto di vista “storico”. E racconta, almeno stando alle parole pronunciate ieri dal procuratore, come queste siano viste dall’esecutivo, da alcuni decenni a questa parte, come un qualcosa di pericoloso e da eradicare.

Ingroia non e’ un oratore particolarmente brillante, su questo non ci piove. Nondimeno mi e’ parsa una persona capace, per quanto in qualita’ di rappresentante della magistratura credo si sarebbe potuto risparmiare qualche frecciatina di troppo a Berlusconi & C. Ma pare che in Italia la giustizia abbia questa strana tendenza masochistica di proclamare la sua indipendenza, ma poi non comportarsi mai come un corpo realmente super-partes. Lungi da me mettere in dubbio l’onesta’ della magistratura, ma perche’, mi chiedo, fare costantemente il gioco di chi li attacca in continuazione?

Mi hanno lasciato un po’ perplesso soltanto i dieci minuti abbondanti che Ingroia (una persona che definire loquace sarebbe riduttivo) ha speso a ricordare la relazione che Alfano presento’ al Parlamento nel 2008, sostenendo che la stragrande maggioranza degli italiani fosse soggetta ad intercettazioni. Il procuratore palermitano racconta di aver fatto i conti e smentisce i dati mostrati dal ministro della giustizia. Il ragionamento non mi suona nuovo. E infatti e’ esattamente quello che Travaglio (il quale ha scritto la prefazione al libro di cui sopra) esponeva oltre un anno fa in un suo spettacolo, ironizzando sul termine “calcoli empirici” utilizzato da Alfano, per poi replicare anche all’interno della sua rubrica ospitata nel blog di Beppe Grillo. Gli smemorati possono riascoltare questo intervento nel filmato qui sotto.

Ad ogni modo si e’ trattato di una serata interessante. Devo dire anche di essere rimasto davvero basito dalla mole di eventi organizzati al Fuori Orario. I curiosi possono trovare il programma a a questo link. Solo a novembre, oltre simpatiche serate a tema (interessante quella “Sapori d’Irlanda”), saranno ospiti del circolo Flavio Oreglio, Gene Gnocchi, Daniele Luttazzi e Vauro, piu’ un misterioso ospite a sorpresa. C’e’ solo da sperare che non si tratti di Corona.

La primula nera

Ero andato alla Festa dell’Unita’ di Villalunga, sabato scorso, col preciso intento di ascoltarmi dal vivo il concerto del buon Cisco (a proposito, lo sapevate che qui potete scaricare liberamente alcuni suoi MP3?). Poi, tra un po’ di ritardo alla partenza ed il meteo eufemisticamente incerto che ha portato l’intera truppa a stazionare piu’ del dovuto ai tavoli del Falo’ (ristorante che nonostante le ottime parole spese da tutti i miei amici non mi ha particolarmente entusiasmato…), del concerto (che da quanto ho capito si e’ comunque tenuto in forma ridotta, con promessa di replica, proprio per via della pioggia) sono riuscito a beccarmi solo la parte finale. Con Cisco che, invece di cantare, camminava tra il pubblico facendo intonare loro “Bella Ciao”. Cosi’, un po’ deluso, ho cercato riscatto allo stand del libro. E ne sono uscito con un volume che recentemente avevo sentito nominare piu’ volte. Trattasi de “La primula nera. Paolo Bellini, il protagonista occulto di trent’anni di misteri italiani“, a cura di Giovanni Vignali.

Giovanni Vignali - La primula nera (front cover, copertina)

Ad oggi mi mancano le ultime pagine prima di concluderlo, ma mi sento di poter gia’ esprimere la mia opinione a riguardo. Opinione davvero pessima. Il libro pare una accozzaglia di informazioni tratte dalle fonti piu’ disparate (per la maggior parte articoli di quotidiani, ma non mancano anche imbarazzanti citazioni a Wikipedia e rari, troppo rari, riferimenti ad altri e piu’ autorevoli volumi), assolutamente priva di un filo logico. Chi non ha mai seguito le vicende giudiziarie riguardanti la primula nera del terrorismo reggiano puo’ forse apprendere qualcosa di nuovo. Ma il libro non ha ne’ capo ne’ coda. Non si capisce, fondamentalmente, quale sia lo scopo che l’autore, questo Vignali, si sia prefisso nel momento in cui ha deciso di cimentarsi in questa opera. Dalla quale lo stesso Bellini, che pure viene etichettato di tanto in tanto con i peggiori aggettivi possibili, esce come una macchietta. Un personaggio che ispira simpatia nella sua spericolatezza e spacconeria. Come dicevo poco fa, non sono riuscito a capire quale fosse lo scopo di Vignali. Ma dubito fortemente fosse questo…

Sempre meno guerra fredda

Peccato. Un altro pezzo di storia che se ne va. Storia recente, per carita’, ma che riportava alla mente tanti ricordi legati alle guerra fredda. L’amministrazione Obama ha deciso infatti di disattivare il billboard elettronico che dalle vetrate dell’ambasciata svizzera a Cuba (gli USA non hanno infatti una vera e propria residenza diplomatica in territorio cubano) trasmetteva alla popolazione locale propaganda a stelle e strisce.

Electronic billboard installed on the windows of the American mission in Cuba

Installato durante la seconda amministrazione Bush, il billboard aveva dato via ad una serie di reciproche punzecchiature che tanto ricordavano i bei vecchi tempi. La dinastia Castro non aveva infatti mai negato di essere profondamente infastidita dall’iniziativa yankee. Ed aveva reagito, seppur nei limiti di quanto le era possibile fare. Dapprima installando una serie di alti pennoni con annesse enormi bandiere nere atte a coprire quanto visualizzato sul display. Poi passando al contrattacco e lanciando una guerra sui muri. Con poster del tenore di quello che potete vedere qui sotto, dove ad essere ritratti in un’ironica pseudo-locandina sono George W. Bush Jr. ed il terrorista Luis Posada Carriles .

Cuban propaganda - poster against Bush: "El asesino"

Che stiamo davvero entrando nell’era del volemose bene che gli obamiani sognavano? O semplicemente di Cuba non gliene puo’ piu’ fregar de meno manco agli americani?

Moon landing eccetera

Forty years later recita oggi il sito Internet della NASA. Che poi continua in questo modo: Forty years ago, men from Earth began for the first time to leave our home planet and journey to the moon. From 1968 to 1972, NASA’s Apollo astronauts tested out new spacecraft and journeyed to uncharted destinations. It all started on May 25, 1961, when President John F. Kennedy announced the goal of sending astronauts to the moon before the end of the decade. Coming just three weeks after Mercury astronaut Alan Shepard became the first American in space, Kennedy’s bold challenge set the nation on a journey unlike any before in human history. Eight years of hard work by thousands of Americans came to fruition on July 20, 1969, when Apollo 11 commander Neil Armstrong stepped out of the lunar module and took “one small step” in the Sea of Tranquility, calling it “a giant leap for mankind.” Six of the missions — Apollos 11, 12, 14, 15, 16 and 17 — went on to land on the moon, studying soil mechanics, meteoroids, seismic, heat flow, lunar ranging, magnetic fields and solar wind. Apollos 7 and 9 tested spacecraft in Earth orbit; Apollo 10 orbited the moon as the dress rehearsal for the first landing. An oxygen tank explosion forced Apollo 13 to scrub its landing, but the “can-do” problem solving of the crew and mission control turned the mission into a “successful failure.”

Un evento di portata storica, sul quale si sono gia’ spesi chilometri e chilometri d’inchiostro. Specie nelle ultime settimane. Inutile aggiungere qui mie inutili considerazioni da completo inesperto del settore. Semmai, tempo permettendo, nei prossimi giorni importero’ via scanner alcuni articoli molto belli che ho letto in questi giorni e li pubblichero’ qui dentro. Per ora, nel mio piccolo mi limito a guardare con sincera ammirazione allo straordinario lavoro che ha permesso all’uomo di raggiungere un traguardo assolutamente impensabile fino a poche decine di anni prima. Ed aspetto di iniziare a leggere Digital Apollo, arrivatomi qualche tempo fa ed ancora nella lista dei “vorrei leggerti, ma non posso”.

Nixon and the quarantined Apollo 11's human payload

In concomitanza con l’anniversario, Google ha lanciato la nuova versione (5.0) di Google Earth. La quale, grazie allo Space Act Agreement firmato da Google e NASA alla fine del 2006, permette ora agli utenti di esplorare anche la Luna. Le immagini ovviamente sono poche in relazione alla superficie, il livello di dettaglio e’ quello che e’, ma e’ interessante scuriosare la miriade di punti di interesse disseminati lungo il territorio. I quali rimandano a foto, filmati e documenti di vario genere. Qui sotto uno screenshot scattato al volo dal mio laptop.

Google Earth 5.0 for Mac (screenshot of the Moon)

Tornando sulla terra, ma rimanendo sempre sul fronte software, non posso poi esimermi dal segnalare alcuni importanti update che si sono accavallati in questi giorni. VLC, lo storico lettore multimediale open-source e multi-piattaforma e’ finalmente diventato grande. E’ stata infatti rilasciata la versione 1.0, la quale tra le varie migliorie permette di registrare video dal proprio desktop o da una sorgente di input alternativa. Una funzionalita’ che su Mac mancava. Ho fatto un paio di prove veloci ed i risultati sono pero’ stati oltremodo deludenti. Mi riservo comunque di studiare con un po’ piu’ di calma il funzionamento del software prima di esprimermi. VLC a parte oggi e’ arrivo anche il service pack 2 per Microsoft Office 2008. Il quale, a quanto dicono, dovrebbe aver risolto il solito infinito elenco di problemi, nonche’ aver dato un boost significativo alle prestazioni (soprattutto per quanto riguarda Excel). Mi piacerebbe dirvi di piu’ a riguardo, ma l’aggiornamento ha purtroppo constatato che la product key che utilizzavo non era tanto a regola e mi ha segato il software (ma grazie comunque a quelli della Microsoft che prontamente spiegano come rimediare). Infine aggiornamenti anche sul fronte Skype, con il rilascio definitivo della versione 2.8 per Mac. Apportati i soliti miglioramenti sul fronte audio/video, introdotta la possibilita’ di condividere il desktop del proprio computer ed anche di utilizzare Skype Access. In cosa consista quest’ultima funzionalita’ e’ presto detto. Si tratta della possibilita’ di navigare attraverso i 100,000 hotspot gestiti da Boingo e sparsi per il globo pagando direttamente con il proprio credito Skype (alla non modica, ma nemmeno esagerata se si considerano i prezzi che girano ad esempio negli aeroporti, cifra di 16 centesimi di euro al minuto). A questo link trovate un hot-spot locator che dovrebbe darvi un’idea della copertura disponibile. Per la cronaca, nella sola piccola e sperduta Plymouth ce ne sono a disposizione 12. E 14 paiono essercene a Reggio Emilia. Non male.

Ultima parentesi, visto che siamo in tema di informatica. Pubblico qua sotto il risultato di un esperimentino fatto nel pomeriggio di oggi con Matlab (ebbene si’, oggi sono riuscito a lavorare un pochino sul mio PhD!), dopo aver implementato la funzione di “log” delle traiettorie all’interno del viewer che utilizzo per analizzare il comportamento post-evoluzione dei miei MAVs. L’esempio riportato qui sotto non e’ dei migliori, ci sono altre modifiche che si possono fare, ma l’idea di rappresentare in questa maniera grafica le traiettorie mi sembra simpatica.

3D plot drawn in Matlab, showing the flight trajectories followed by four autonomous aircraft looking for a target

NASA ed ESA stringono accordi a Plymouth

Colpo di scena in quel di Plymouth. Nella nostra piccola pseudo-capitale del south-west inglese, domenica 28 giugno avra’ luogo un incontro dai connotati storici. Rappresentati dell’ESA e della NASA si ritroveranno infatti nella (non particolarmente) ridente cittadina di mare per firmare una “letter of intent” con la quale si impegnano a cooperare nell’ambito di un programma di esplorazione spaziale congiunto. L’obiettivo e’ quello di approdare con alcuni robot su Marte nel 2016 alla ricerca di forme di vita passate o presenti.

Atmosphere of Mars

Pare che anche noi ci ritaglieremo una piccola parte nell’evento, con una demo di iCub che presumibilmente organizzeremo domenica pomeriggio nell’atrio al piano terra di Portland Square.

Maggiori dettagli riguardo all’evento li potete trovare in un articolo a cura di Jonathan Amos, pubblicato recentemente sul sito della BBC.

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