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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Archivio per la 'Attualità' Categoria

What the hell are you doing, China?

Il tam tam e’ iniziato da Gizmodo, per poi fare rapidamente il giro del web. Qualche utente del sito statunitense, infatti, si e’ accorto per caso di qualcosa di decisamente anomalo che era possibile vedere sul territorio cinese attraverso Google Maps. Per la precisione, questa cosa qui:

L’unica cosa certa e’ che si tratti di una costruzione gigantesca. Materiali e, soprattutto, motivi della sua esistenza sono solo oggetto di speculazioni. La tesi che va per la maggiore, sostenuta ad esempio da Jonathon Hill su FoxNews.com, vuole che si tratti di una struttura appositamente disegnata per essere utilizzata come target dai satelliti spia cinesi a fini di calibrazione.

Dopo che Gizmodo ha pubblicato la notizia in un apposito articolo, pronte sono arrivate numerose altre segnalazioni da parte dei suoi lettori relative ad ulteriori “strane” costruzioni individuate sul suolo cinese. Come ad esempio queste:

Immagino siano tanti coloro impegnati, anche ad alto livello, nel cercare di dare un senso a queste immagini.

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Vuoi lavorare ad ITA Software (by Google)? Rispondi a questo…

Ispirato da un articolo sui laboratori Google-X pubblicato oggi sul Daily Mail, mi sono messo a scuriosare un po’ nell’elenco dei posti di ricerca disponibili negli States presso la grande G (rintracciabili all’interno della sezione careers).

Tra questi mi e’ saltata all’occhio una posizione per un esperto di machine learning disponibile presso ITA Software, una compagnia basata a Cambridge (MA), fondata a meta’ degli anni ’90 da un gruppo di esuli del MIT e che ha come core business quello di offrire servizi per le compagnie aeree. Nonostante l’opposizione formale di Microsoft, ITA Software e’ stata acquisita nel luglio 2010 da Google e fa ora ufficialmente parte degli sterminati possedimenti della grande G.

Una cosa che ho trovato curiosa, ma al tempo stesso molto simpatica, consiste nel fatto che chiunque voglia far domanda per un posto presso ITA Software e’ tenuto a risolvere un “hiring puzzle“. Ovvero scrivere un’applicazione che risolva uno dei vari problemi proposti nell’apposita pagina. Si spazia da un software che genera rebus a partire da una frase scritta in inglese, ad un client/server di online chatting basato su TCP, passando per un software in grado di implementare una ricerca in tempo reale (i.e., prima che l’utente digiti il tasto invio) su un archivio di riferimento.

Che dire? Sicuramente un metodo simpatico sia per verificare le effettive competenze dei candidati, nonché per eliminare alla radice gli spammatori di CV.

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Su Davide Cervia

Grazie ad una lettera dei familiari inviata al Presidente della Repubblica, cui e’ seguita, in rapida successione, un’intervista apparsa nel corso dell’edizione delle 20 del TG1 di ieri, si e’ finalmente tornati a parlare anche sui media generalisti della misteriosa vicenda che circonda la figura di Davide Cervia.

La storia di Davide Cervia, prendendo per buona la versione da anni sostenuta dai familiari, e’ di quelle che mettono i brividi. Semplice sergente della Marina Militare italiana, a quanto pare con una specializzazione in guerra elettronica (che all’epoca )

Il 12 settembre 1990, a guerra del golfo da poco scoppiata, ignoti lo raggiungono sotto casa, lo immobilizzano e lo caricano a forza a bordo di un’autovettura. Un’altra persona sale invece a bordo della macchina di Cervia e la carovana velocemente si allontana. Da quel momento in poi, nessuno dei familiari avrà più modo di rivedere l’uomo.

Sulla sua scomparsa ci sono solo supposizioni, oltre che chiara reticenza da parte delle autorità italiane, depistaggi, minacce alla famiglia ed offerte economiche di vario genere. La tesi che tra gli esperti di complottiamo sembra andare per la maggiore vede l’Italia vendere, nel più assoluto riserbo, ad oltre 100 paesi stranieri (tra i quali diversi “stati canaglia”), un nuovo modello di radar 3D particolarmente efficiente. Cervia sarebbe uno dei più brillanti conoscitori di questo strumento, a quanto pare non di facile utilizzo. Strumento che conoscere nel dettaglio significa anche sapere come “combattere”. Da qui, dicono, il sequestro da parte di personale militare straniero che aveva acquisito sottobanco il dispositivo, e che poi ha deciso di prendersi con la forza il know-how dell’italiano. A rafforzare la tesi il fatto che, stando a quanto riporta il corriere, “quattro mesi dopo la scomparsa, il nome di Davide Cervia compare tra i passeggeri di un volo Air France Parigi-Il Cairo, biglietto acquistato dal ministero degli Esteri francese“.

Per chi volesse approfondire la vicenda, TerraNews.it descrive in discreto dettaglio una possibile pista libica, mentre un’altra pagina che ripercorre l’intera vicenda, questa volta in inglese, la si puo’ trovare all’interno di PeaceLink.it.

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Steve Jobs (1955-2011)

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Wikipedia scende in campo contro il DDL intercettazioni

Non sono mai stato un grosso fan di Wikipedia, la famosissima “enciclopedia libera” disponibile da anni sul web e divenuta per molti un vero e proprio punto di riferimento. Per quanto anche io, come molti altri, ne faccia un uso abbastanza regolare per un’infarinatura generale su temi che conosco, pronto ovviamente a fuggirne sempre il prima possibile alla ricerca di fonti più attendibili e precise (cosa che purtroppo in pochi fanno).

Cio’ di cui volevo discutere in questo post non e’ comunque questo, quanto piuttosto un comunicato che da ieri accompagna tutti i navigatori intenti ad aprire una pagina della versione italiana dell’enciclopedia. Il comunicato in questione e’ una durissima presa di posizione nei confronti del cosiddetto “DDL intercettazioni” in discussione in questi giorni al Parlamento italiano (qui un’analisi più approfondita della questione). Riporto il testo pubblicato dai vertici di Wikipedia:

Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l’intera pagina è stata rimossa.

L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.

Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia

I contenuti del comma 29 del disegno di legge cui si fa cenno (Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24) sono, al punto a, i seguenti:

Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.

La questione sta quindi in questi termini. Chi abbia ragione, se il governo o Wikipedia, non sta a me giudicarlo. L’importante, al solito, e’ essere informati su quanto sta accadendo in maniera tale da potersi creare una propria personalissima opinione a riguardo.

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A Very British Gangster

Tra le varie riprese amatoriali che stanno documentando da vicino le sommosse delle quali l’Inghilterra e’ vittima in questi giorni, particolare scalpore ne ha destata una che ritrae il “gangster” di Manchester
Dominic Noonan (successivamente arrestato proprio per via di questi fatti) confabulare amabilmente, a rivolta in pieno svolgimento, con alcuni giovani saccheggiatori.

Ai più il nome il Dominic Noonan non dira’ molto, ma si tratta di una figura di spicco della criminalità organizzata inglese. Al punto che, qualche anno fa, alla sua figura e’ stato pure dedicato un documentario dal titolo A Very British Gangster. Per chi volesse dare un’occhiata al documentario in questione, sono riuscito a recuperarlo nella sua interezza su YouTube. Le varie parti che lo compongono (sette in totale) sono raccolte qui di seguito.

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Riots in Plymouth?

Le sommosse che hanno messo a soqquadro Londra a partire dallo scorso sabato si stanno estendendo in maniera preoccupante ad altre citta’ britanniche. Focolai di protesta si sono infatti accesi la scorsa notte a Leeds, Birmingham ed addirittura a Bristol.

Plymouth e il Devon sembrano al momento essere immuni al fenomeno, ma le autorita’ locali stanno comunque tenendo monitorata la situazione ed incrementando i servizi di pattuglia per le strade della citta’. Nel frattempo, su ThisIsPlymouth.co.uk e’ apparso un articolo che racconta di come qualcuno, in mattinata, abbia creato una pagina nella quale chiama a raccolta (con 400 o 700 inviti a seconda delle fonti) tutti i wannabe rivoltosi plymouthiani. La pagina, il cui titolo e’ scritto in un inglese alquanto incerto dove “government” e’ spellato senza una “n” ed “our” diventa “are”, e’ “Plymouth Riot Save Are England from the Goverment” ha destato un misto di stupore e preoccupazione.

Sangue freddo (insieme ad un pizzico di ironia) l’ha pero’ dimostrato il sovrintendente della polizia locale David Sumner, che ha deciso di lasciare un suo messaggio destinato al creatore della pagina Facebook, utilizzando proprio lo stesso social network. Messaggio che recita testualmente: “Encouraging others to take part in violence and disorder is really poor judgement, especially in the current climate. To do so is also a criminal act and we will be in touch to discuss this with you.

Come si direbbe in gergo pokeristico: pwned!

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Alleluja!

La crisi è globale, la crisi finanziaria colpisce tutti i Paesi e non rispetta nè la realtà economica nè i fondamentali economici” (Silvio Berlusconi, citato da Leggo Italia)

Ebbene si’. Persino il presidente del consiglio si e’ accorto che la crisi esiste. Se e’ vero che la consapevolezza e’ il primo passo verso la guarigione, ormai dovremmo essere sulla strada giusta. Giusto qualche anno in ritardo…

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Anders Behring Breivik ed il terrorismo cristiano interno

E’ di 96 vittime il bilancio, quasi definitivo, del doppio attentato che ha colpito Oslo sotto la diabolica guida di Anders Behring Breivik.

All’alba dell’attacco l’attenzione dei media si era immediatamente catalizzata verso l’estremismo islamico, ricordando la partecipazione norvegese alle operazioni militari in Afghanistan e Libia. E’ bastato pero’ poco tempo agli investigatori per dirottare le attenzioni dal terrorismo internazionale a quello interno. Così come successo ad Oklahoma City, si e’ infatti capito rapidamente come fosse quella interna la pista da seguire.

Un po’ a sorpresa, diversi siti di informazione (tra i quali il Corriere), hanno deciso di pubblicare la versione integrale del “2083 – A European Declaration of Independence“, il manifesto politico elaborato da Breivik e che pone le basi per l’azione svolta. Forse senza rendersi conto che, tra le 1,500 pagine che costituiscono il documento, ce ne sono almeno una cinquantina che descrivono in pienezza di dettagli come fabbricare esplosivi (preoccupandosi non solo del processo in se, ma anche della logistica sottostante), scritte molto bene e che forse sarebbe il caso di non pubblicizzare troppo.

Ovviamente non ho avuto modo di leggere il manifesto nella sua interezza, ma l’ho comunque sfogliato trovandovi all’interno una discreta struttura logica. Posizioni ovviamente estremiste, quelle di Breivik, giustificate da una sua personale lettura della storia (recente e no) che attinge a teorie cospirazioniste (Eurabia code in primis) e rielaborazioni personali. Obiettivo principale della sua azione (e di quelle di coloro che chiama “fellow patriots” e’ l’eliminazione delle “categorie di traditori A e B” (ovvero i supporter politici del multiculturalismo) (in questa chiave si puo’ leggere l’attacco alla convention dei giovani laburisti), atto che dovrebbe essere propedeutico a spianare la strada all’instaurazione di “cultural conservative rules” e quindi a quella che lui vede come un’inevitabile guerra di civiltà’ tra Europa cristiana ed Islam “invasore”.

Deliri? Forse (probabilmente) si’, forse no. Quel che e’ certo e’ che sul terreno rimangono 96 morti.

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Su Pontida

Ed e’ infine arrivato il giorno che il mondo della politica italiana stava aspettando da diverso tempo a questa parte. Il giorno del raduno di Pontida, di schiere di commercialisti travestiti da Alberto da Giussano e di massaie strappate dal focolare domestico per rifocillare sul fronte i propri verdi beniamini. Se il centrodestra guardava con timore alla data odierna, il centrosinistra lo faceva invece in maniera speranzosa, confidando che ancora una volta sarebbe stato Bossi a dare la spallata finale ad un esecutivo guidato da Berlusconi. Come sta invece diventando ormai una serena abitudine, il messaggio (ahime’ non sottotitolato) che esce dai microfoni padani e’ pressoche’ privo di qualsivoglia contenuto da un punto di vista politico. Un po’ di sparate di vario genere per scaldare il proprio popolo e la conferma che il governo andra’ avanti. A destra, quindi, tutti felici e contenti. Ivi compresi (forse perche’ non ben consci del vero messaggio veicolato dal loro leader) geometri con lo spadone, dentisti con l’armatura, ecc…

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