18 maggio 2013
Sassuolo e Serie A
Chi, come me, era un bambino che negli anni ’80 cresceva piu’ o meno felicemente in terra rotegliese, non puo’ non avere il calcio nel sangue. La partita della Virtus la domenica pomeriggio era un appuntamento fisso ed irrinunciabile. La squadra giocava in Interregionale (poi CND, oggi serie D), era la seconda forza calcistica della provincia (dopo la Reggiana), ma soprattutto il vanto di un paese che all’epoca faticava a raggiungere le duemila anime. E che fini’ per sfiorare a piu’ riprese la C2, per un salto nel calcio professionistico che sarebbe stato solo una formalita’, dato che di dilettantismo ce n’era ben poco. A partire, secondo quanto dicono i soliti ben informati, dai soldi che gia’ allora giravano nell’ambiente.
Tante, tantissime le sfide epiche di quei tempi. Impossibile non ricordarsi dei sentitissimi derby con il Sassuolo. Cosi’ come non ci si puo’ non ricordare di quando nel girone ci si ritrovo’ il Livorno, che ripartiva dai dilettanti a seguito di uno dei tanti fallimenti economici vissuti dalla societa’ labronica. Onde evitare problemi di ordine pubblico dovuti al massiccio afflusso previsto di tifosi toscani la partita si gioco’ a Castellarano, dove lo stadio permetteva di gestire un po’ piu’ agevolmente la situazione rispetto al catino di Roteglia.
Date queste premesse, penso sia piu’ che comprensibile il magone che avevo oggi, guardando in TV l’incontro tra Sassuolo e Livorno, ultima giornata del campionato di Serie B, che in palio, per uno strano gioco del destino, metteva la promozione nella massima serie. L’ha spuntata il Sassuolo, al termine di un incontro palpitante, dall’intensita’ incredibile, che ha fatto piu’ volte sobbalzare sulla sedia anche me, che tutto sono meno che un tifoso neroverde. Sassuolo in Serie A, quindi. A circa venti anni di distanza da quando se ne veniva a giocare al Vellani di Roteglia. Sembra una vita fa. Forse lo era. Non lo so. Comunque sia complimenti a loro.



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