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Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per la 'Calcio' Categoria

Quello che avrei voluto fare oggi pomeriggio…

Diciamo verso le sette, ora inglese. Nella mia stanza a Portland Square. Avrei voluto fare esattamente tutto quello che vedete nel video qui sotto (tratto da qui).

L’avrei voluto fare se per caso fosse esistito uno sport chiamato “calcio”. Se fosse esistita una competizione legata a questo sport chiamata “Euro 2008″. Ma, per fortuna, queste sono solo fantasie. In realtà, il calcio non esiste. Euro 2008 neppure. Ed oggi pomeriggio non è successo niente. Niente in tutto.

Posso però riservarmi lo stesso il diritto di sfasciare la testa alla prossima persona che mi nomina Del Piero? Anzi, a tutti quei ********** (sostituire gli asterischi con l’aggettivo ultra-offensivo preferito) che dopo quindici anni in cui quella sottospecie di giocatore stecca tutte le partite importanti che gioca (persino Totti, il che è tutto un dire, qualche partita importante ogni tanto per sbaglio l’ha azzeccata) continua a sostenere che è un reato non convocarlo in Nazionale e che bisogna farlo giocare?

Che pettinata!

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Venerdi’, contro la Romania, non potra’ andare peggio di come e’ andata oggi.

Euro 2008 - Italia Olanda 0-3

Non c’e’ molto da dire sulla partita che si e’ appena conclusa. Quando si prendono tre pere si puo’ pure stare a recriminare sul primo gol in fuorigioco oppure sulla sfortuna (perche’ sfigati oggi lo siamo stati oltre ogni limite), ma sono discorsi che non portano da nessuna parte. Premesso cio’, non posso esimermi dal partecipare a mia volta al fuoco incrociato che immediatamente si scatenera’ contro Donadoni. E dico la mia. O meglio le mie.

Punto primo, la difesa. Barzagli e Materazzi centrali sono un qualcosa di semplicemente improponibile. Punto secondo, Gattuso. Non ne ha piu’. E se un giocatore di quantita’ non ne ha piu’, allora averlo in campo non serve assolutamente a nulla. De Rossi, tanto per dirne uno, andrebbe benissimo al suo posto. Punto terzo, Toni. Ha fatto schifo, su questo non ci piove. Gli si possono dare migliaia di attenuanti, tra le quali il fatto di aver giocato troppo isolato, sempre spalle alla porta e con il raddoppio di marcatura pressoche’ costante, ma sembrava tutto meno che in palla. E se c’e’ un arbitro che fischia poco anche l’utilita’ di Toni diventa molto discutibile. A quel punto meglio mettere su un frullino e cercare di giocare per un po’, non dico tanto, giusto un po’, senza quelle cazzo di continue palle lunghe.

L’inter, il poker ed i GNU Autotools

Deo gratias. Ogni tanto anche l’Inter ce la fa a farmi un favore. E spedire in B i bagoli. Diciotto anni che a Reggio si aspettava questo momento. E ora, finalmente, e’ arrivato. Proprio nella domenica in cui noi, dopo una stupenda cavalcata in campionato culminata nella promozione diretta, ci conquistiamo la nostra supercoppa. Di C2, d’accordo. Ma e’ questo lo scotto da pagare per chi non ha santi in Paradiso. Abituatevi, ora, bagoli presuntuosi, all’idea di marcire nelle categorie piu’ infime del calcio italiano. Perche’ la retrocessione di ieri e’ stato soltanto l’inizio. Ora, senza più Tanzi alle spalle ma con un bel po’ di amministratori incompetenti dentro e fuori alla societa’, e’ l’inferno calcistico quello che vi aspetta. Finalmente, aggiungerei.

Reggiana - Parma “Ciao merde”

Detto ciò e cambiando radicalmente argomento, avendo parlato di Inter non posso esimermi dal segnalare un articolo di stampo prettamente informatico, apparso sul blog di Kiko, patologicamente anti-interista. Si tratta di un post che presenta un ottimo lavoro pubblicato a questo link, che tratta in maniera precisa ed esauriente i GNU Autotools. Per comodità di consultazione, ho convertito l’introduzione ed i primi 5 capitoli (i successivi, che dovrebbe contenere esempi ed approfondimenti, non risultano essere ancora pronti) in PDF e li ho uniti insieme. Potete scaricare il risultato dell’operazione qui di seguito:

Mai una soddisfazione

Interisti, ammettetelo. La vostra è una squadra creata, dopo un’opportuna quanto complessa progettazione genetica, con l’unico scopo/obiettivo di non riuscire a dare una soddisfazione che sia una a chi fa il tifo per lei.

Milan - Inter: striscione divina commedia Dante

Ivi compreso il sottoscritto che, oggi pomeriggio, incollato agli schermi di Channel 5, sperava in un gentile omaggio da parte sua per aiutare la Fiorentina nella corsa alla Champions League. Obiettivo fallito. Mai una soddisfazione da quei colori.

Senza parole

A questo punto, probabilmente ero io a portare sfiga…

Reggiana promossa in C1 - prima pagina de L’Informazione

Grandi ragazzi. Una volta tanto non la prendiamo nel deretano all’ultimo minuto! E con la sconfitta del Parma a Reggio Calabria, quella di ieri ha tutti i crismi della giornata perfetta…

Che si sappia in giro…

… che i campioni del mondo siamo pur sempre noi.

Signori, che goduria!

Italia campione del mondo

Fermo restando il paradosso di fondo (io, in una tavolata italica, in Inghilterra, all’interno di un pub irlandese a guardare una partita della Scozia), ho davvero goduto come un riccio. Gli italiani di Plymouth si sono infatti radunati oggi pomeriggio al Kitty’s per vedersi la partita della Nazionale. Nella più totale tranquillità. Senza sospettare, neppure lontanamente, che tutte le persone lì dentro tifassero Scozia (io, tanto per dire, abituato al concetto italiano di “derby”, pensavo che tutti tifassero azzurri). Cosa di cui si sono però immediatamente accorti non appena il sottoscritto è saltato in piedi urlando al gol (annullato) di Di Natale e venendo immediatamente zittito e ricacciato a sedere da una bordata di insulti provenienti dalle retrovie. Che fortunatamente nessuno ha capito nella loro interezza. L’allegra combriccola italiana, forte anche della presenza del Franz (manovale bergamasco trapiantato a Plymouth, ma soprattutto dotato di due manine la cui superficie corrisponde pressapoco a quella di tutto il mio corpo), ha comunque bivaccato, bevuto ed imprecato tutto il pomeriggio. Fino al liberatorio gol di Panucci. Che ha contribuito a svuotare, nel più mesto e completo silenzio che sia possibile immaginare, il pub in cui alloggiavamo. Poveri, poveri inglesi…

Il calcio è uno sport pericoloso…

Guardate cosa può succedere durante una partita di pallone…

Chiedo venia per questa specie di video-post, ma oggi sono totalmente assorbito dai ritocchi alla mia simulazione. Che sto cercando di rendere, da un punto di vista di codice, il più pulita possibile. Così come sto rifinendo alcune cose relative all’analisi dei dati (voglio che alla fine di ogni simulazione venga creata anche una serie di file Matlab in grado di calcolare le statistiche aggregate per i vari seeds e stampare i grafici risultanti), unitamente ad altre faccenduole più futili. Quali, ad esempio, l’icona del dock per l’applicazione.

A neural network-based controller for MAVs swarms: screenshot

E’ o non è una delle icone più belle che abbiate mai visto in tutta la vostra vita? :-D

Pazzolivo.com

Senza parole. Solo un aggettivo per questo sito: meraviglioso!!! :-D

Pazzolivo

Reds 10 – Whites 7

Premessa doverosa. Sono andato da Sports World a comprarmi l’attrezzatura per la partita a calcetto di oggi, con la ferma intenzione di prendermi qualcosa di “italico”. Ho addocchiato subito la maglietta azzurra, nascosta a tre/quattro metri d’altezza, in mezzo ad una parete di altre divise. Voglio quella, voglio quella ho detto al commesso. Me l’ha tirata giù ed abbiamo guardato il prezzo. 44 pounds. Penso che cambierò nazionalità, gli ho detto. E così è stato.

Football equipment

Maglia, pantaloncini, calzettoni e scarpe. 39 sterline in tutto. E le scarpe, dell’Umbro, non sono nemmeno male, tutt’altro. Il problema grosso semmai è stato un altro. Non sono riuscito a prendere le lenti a contatto. Sono andato in farmacia, ma la tipa mi ha spiegato che serve la prescrizione di un medico. Che io, ovviamente, non avevo. Cazzo. Si gioca alla cieca, penso tra me e me, confidando sul fatto che qualcosa, in fondo, riuscirò a vederlo. Mai previsione fu più sbagliata.

Peter arriva in ritardo. L’appuntamento è alle 17.00 in ufficio, ma lui si fa vedere un quarto d’ora abbondante dopo. Cambiamoci qui e andiamo là di corsa, mi fa. Io rimango un pochino basito, ma ok. Io, lui e Fan, nudi nati dentro alla B110. Che ovviamente ha le porte con fessura di vetro al centro. Ci cambiamo e via di corsa. La palestra, in mezzo al Central Park, è lontana. Tanto. Troppo. E la strada è pure in salita. Muoio e risorgo due volte, costringendo la carovana ad abbassare il ritmo. Belli caldi, arriviamo comunque in orario al campo. E mi tolgo pure lo sfizio di osservare per qualche istante un gruppo di vecchietti, lì accanto, che sta giocando a bocce. In un campo recintato. Ma sull’erba. Fan mi dice che pure in Cina si gioca alle bocce. Ed anche lì sono sempre e solo i vecchi a farlo. Tutto il mondo è paese…

Partita strana. E non solo per il fatto che era come se la giocassi bendato. A lasciarmi un pochino perplesso, fin dall’inizio, è il campo di gioco. Le porte sono di un formato mai visto: alte 1,22 e larghe 4,88. Basse e larghissime. E’ vietato giocare la palla alta. Se supera l’altezza della spalla, punizione agli avversari. E io che ero già mentalmente pronto per un catenaccio con annessa palla lunga, sperando in una punta brava, sono rimasto fregato. Ma della chicca vera e propria dovevo ancora accorgermene. Si gioca con le sponde. Palla mai fuori. Neppure quando esce dalla linea di fondo. Le porte sono incassate dentro al muro, l’area è invalicabile e così si riesce a fare pure questo. Mortale. Non ci si ferma un secondo. E, soprattutto, non ci capisco assolutamente niente. La partita finisce 10 a 7 per gli altri. Tutt’altro che fenomeni, ma con un paio di ragazzi bravini. Io, totalmente inesistente, riesco a giustificare la mia presenza firmando l’ultima segnatura del match (dopo essermi fatto parare una decina di tiri in uno contro uno col portiere). Fair play alla fine. Tutti a cercarsi e darsi la mano ed abbracciarsi. Well played. Che fai, sfotti?

Pol. Albinetana – ACD Olimpia 1 – 1

Un punto per uno. Finisce sul risultato di parità, uno a uno, la sfida tra Pol. Albinetana ed ACD Olimpia e si interrompe così la striscia positiva della formazione rotegliese. L’Olimpia ha di che mangiarsi le mani per non aver saputo assolutamente gestire il vantaggio acquisito dopo pochi minuti di gioco, ma ad onor del vero i valori messi in campo dalle due formazioni erano tra loro piuttosto simili. Un pareggio che dunque ci può stare, per quanto comprometta seriamente la corsa dei rossoblu verso la seconda piazza. Ora, contro il Real Scandiano, attualmente al secondo gradino della classifica, è necessaria a tutti i costi una vittoria.

Nelle fila dell’Olimpia manca ancora Bardo, così come Fifo, alle prese con i postumi di una brutta influenza e Moreno, tradizionalmente allergico alle trasferte. In panchina, assente anche mister Chssini, fa il suo rientro Tonelli, che dispone in campo la squadra secondo il canonico 4-4-2.

Pol. Albinetana - ACD Olimpia

Inizia forte come al solito l’Olimpia, che prende subito in mano le redini del gioco. Dopo 5 minuti, splendida girata di testa di Piccio a centro area, che chiama il portiere locale alla deviazione in corner. Intorno al 10′ minuto la rete del vantaggio. Con una punizione battuta all’altezza del centrocampo, Diego lancia Alle sulla sinistra. Ottimo lo stop a rientrare con cui il centravanti ospite si libera del suo marcatore, prima di scagliare un tiro micidiale che si infila imparabilmente sul secondo palo. Ma a questa Olimpia manca la testa. Invece che insistere alla ricerca del raddoppio, la compagine rotegliese sposta notevolmente indietro il proprio baricentro. E si complica la vita, come sempre, da sola. Scaramuccia a centrocampo tra Diego ed un suo avversario in seguito ad un contrasto piuttosto pericoloso; l’arbitro chiama a raccolta i duellanti e Diego si becca un’ammonizione. Tone, entrato in campo da pochi minuti in seguito alla defezione del Coach (per lui un colpo al ginocchio rimediato in avvio di partita e che lo spinge, forse un po’ troppo frettolosamente, a chiedere il cambio), inizia a polemizzare con il direttore di gara e, dopo la settima volta nel giro di poco più di un minuto in cui lo apostrofa in maniera piuttosto pesante, si vede sventolare sotto il naso il cartellino rosso. Da lì in poi, la partita è un monologo dei padroni di casa. Non ci sono le statistiche relative al possesso di palla, ma questo sarebbe sicuramente impietoso nei confronti dei ragazzi di Tonelli. Il pallone rimane sempre tra i piedi dei giocatori della Pol. Albinetana, che però, complice una buona performance del duo centrale Bonni-Meglio, faticano tremendamente a rendersi pericolosi. Il primo tempo si chiude sull’uno a zero, senza che Ruiz sia costretto ad interventi degni di nota.

Nella ripresa, a fare la partita sono ancora i padroni di casa. Piccio viene arretrato sulla linea di centrocampo ed Alle rimane da solo a dover gestire il peso dell’attacco dell’Olimpia. Discutibile poi la scelta di Tonelli, che dopo una decina di minuti sostituisce Alle con Pallino, delegando a quest’ultimo l’inedito ruolo di unica punta. L’Albinetana inizia a creare qualche occasione da rete. Discesa sull’out di sinistra di un centrocampista locale, che saltato Paolo si invola verso la porta e da pochi passi tenta un tiro cross in diagonale che Ruiz riesce a respingere in tuffo. Un paio di giri della lancetta dei secondi ed ancora Albinetana pericolosa con un centravanti locale che chiama Ruiz ad un’uscita disperata, la quale dà però i suoi frutti, in quanto l’avversario è costretto a calciare senza la dovuta coordinazione e spara a lato. E’ questo comunque il preludio al gol, che arriva puntuale dopo pochi minuti. Paolo recupera una palla all’altezza della bandierina, ma invece che spazzarla nel prato adiacente allo splendido impianto di Albinea, decide di giocarla rasoterra al limite dell’area. Sfera intercettata da un avversario ed immediatamente crossata a centro area, dove, del tutto indisturbato in quanto lasciato liberissimo da Bonni, uno dei due attaccanti albinetani colpisce la palla con un bel tuffo di testa spedendola all’angolino basso. E’ la prima rete incassata da Ruiz nella sua stagione 2006/07 con la maglia dell’Olimpia. I rotegliesi abbozzano una reazione, del tutto infruttuosa. Ancora pericolossisimi, al contrario, i padroni di casa. Prima, in seguito alla seconda gravissima amnesia difensiva, con un altro colpo di testa, ad opera dello stesso giocatore autore del gol del pareggio, che sfiora l’incrocio dei pali. Poi, nei minuti di recupero, l’occasionissima: serie di rimpalli all’interno dell’area dell’Olimpia e sfera che arriva tra i piedi di un centrocampista locale che cerca la conclusione di piatto. Ruiz si protende in tuffo ma non ci arriva, pallone che colpisce il palo e rimpalla a centro area, dove il portiere dell’Olimpia smanaccia riaccendendo la mischia, risolta dall’arbitro che, un po’ generosamente, rileva un fallo di mani ad opera di un giocatore albinetano e decreta contemporaneamente la fine delle ostilità.

Le pagelle di Ruiz:

Ruiz 6,5
Paolo 5
Bonni 5,5
Meglio 6
Checco 6,5 (Tonelli 5,5)
Casoni 6,5
Giova 5,5
Diego 6
Coach sv (Tone 4)
Alle 6,5 (Pallino 5)
Piccio 6

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