26 maggio 2013
How North Korea became a Hacking Superpower
BusinessInsider.com ha pubblicato ieri un bell’articolo, dal titolo How North Korea Became a Hacking Superpower, che riprende i contenuti espressi in un altro pezzo, North Korea: How the least-wired country became a hacking superpower, apparso di recente su GlobalPost. Come si puo’ facilmente evincere dal titolo dei due pezzi, cio’ di cui si parla sono le capacita’ offensive in termini di cyber warfare sviluppate negli ultimi anni dalla Corea del Nord.
Tra i mesi di marzo ed aprile 2013, la Corea del Sud e’ stata colpita da un attacco cibernetico su larga scala, la cui origine (seppur camuffata, secondo gli esperti, per fingere un coinvolgimento cinese) e’ stata attribuita ad attori nord coreani. Seppur primitivo nelle modalita’, l’attacco, basato su un malware identificato come Mal/EncPk-ACE e prontamente ribattezzato DarkSeoul, ha causato danni ingenti. Tra i settori piu’ colpiti quello bancario, con i servizi ATM e di home banking di alcuni istituti fuori servizio per giorni. Circa 30,000 computer che hanno subito una brutale formattazione dei loro hard disk. Un po’ come successo con l’ormai celebre Stuxnet, anche in questo caso ci sono segnali che suggeriscono come il malware fosse stato predisposto per colpire un bersaglio specifico. I ricercatori di Sophos hanno infatti scoperto come il malware utilizzato includesse istruzioni specifiche per disattivare due prodotti antivirus diffusi soprattutto nella penisola coreana, quali AhnLab ed HAURI.
Questo attacco costituisce comunque solo l’ultimo episodio di una serie di azioni di cyber warfare di presunta origine nordcoreana e mirate al sud. Una campagna iniziata sul finire degli anni ’90 e poi cresciuta in intensita’ e sofisticazione con il passare del tempo, con due picchi raggiunti con gli attacchi DDOS del 2009 (quando ad essere colpiti furono anche interessi statunitensi) e del 2011. Oltre a descrivere a grandi linee gli eventi succitati, l’articolo si spinge poi oltre, riportando le voci di alcuni dissidenti nord coreani sul come il padroneggiare strumenti di cyber warfare venga perseguito a Pyongyang, parlando della Unit 121 (una presunta unita’ di cyber warfare, simile alla PLA 61398 cinese, gia’ descritta nel 2007 su DefenseTech.com e piu’ dettagliatamente, due anni piu’ tardi, in un paper di Steve Sin), dell’accesso alla rete in Corea del Nord e di Red Star OS, il sistema operativo di derivazione Linux sviluppato appositamente a Pyongyang.

I piu’ curiosi tra voi possono trovare su YouTube molti video dove le funzionalita’ offerte da Red Star OS vengono sviscerate. Tra questi segnalo le demo preparate da Arakmatzu e da Adam Safford. Sempre in tema Nord Corea, invece, chi dovesse avere un po’ di tempo a disposizione puo’ sicuramente trovare interessante un documentario di circa 45 minuti pubblicato alcuni anni fa da Alun Hill, che ha generato diverse controversie ma che puo’ sicuramente aiutare a formarsi una propria opinione sullo “strano” Paese asiatico.






