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Fabio Ruini's blog

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Archivio per la 'Lausanne' Categoria

Athletissima 2010

Nel tentativo di smaltire la delusione di questo mondiale sudafricano, ho addocchiato un bell’evento che si terra’ qui a Losanna tra un paio di settimane. Si tratta dell’edizione 2010 di Athletissima, alias “il meeting di atletica di Losanna”, parte della Samsung Diamond League e giunto ormai alla sua 35esima edizione. Tra i partecipanti alla manifestazione, anche Sua Maesta’ Usain Bolt, il giamaicano re dei 100 metri piani, che a Losanna si cimentera’ pero’ sui 200.

Stade de Lausanne - Athletissima 2007

I biglietti sono venduti a prezzi molto piu’ abbordabili di quanto pensassi, in quanto si va dai 20 franchi svizzeri per le curve, ai 100 per la tribuna centrale. Ottimo incentivo per partecipare, anche se sembra che on line i biglietti per gli ordini superiori siano gia’ esauriti. Al piu’ presto urgera’ un giro di controllo in una qualche rivendita fisica.

Athletissima 2010 - ticket orders

Ad ogni modo, per chi fosse interessato, a questo link e’ possibile trovare il programma completo della manifestazione.

Uno sguardo in laboratorio

Nonostante ormai mi trovi in quel di Losanna da un po’ di tempo a questa parte, mi sono reso conto che le fotografie ancora latitano. Cerco di rimediare in piccolissima parte con il post odierno, dove raccolgo alcuni scatti effettuati con l’iPhone al laboratorio in cui mi trovo, approfittando della momentanea assenza di tutti i colleghi.

Iniziamo con una veduta semi-panoramica dell’ambiente di lavoro.

Mobile Photo 23 Jun 2010 01 01 20

Proseguiamo poi con il mio povero angolino, sul quale svetta il mio MacBook Pro.

Mobile Photo 23 Jun 2010 01 01 39

Vediamo poi un po’ di aeroplanini sparsi in giro. Nelle due foto qui sotto abbiamo gli Swinglet con i quali lavoro (o, meglio, dovrei fisicamente iniziare a fare a breve).

Mobile Photo 23 Jun 2010 01 01 02

Mobile Photo 23 Jun 2010 00 59 59

Seguono poi alcuni Eyebot.

Eyebot(s)

E per finire, qualcosa di non meglio identificato e che ancora non ho visto in funzione.

Mobile Photo 23 Jun 2010 01 00 42

Ok, per il momento questo e’ quanto. Non un granche’, me ne rendo conto, ma come assaggio penso possa bastare…

Hiking in Switzerland

Non chiedetemi il come ci sia finito. La mia espressione in una delle foto che posto qui di seguito credo rendano giustizia dello stato d’animo che mi ha accompagnato. Fatto sta che oggi mi sono ritrovato “sperduto” sulle alpi svizzere, poco oltre i 1,900m di quota, dopo una camminata di n km (con n>10) e z ore (con z>5).

Nonostante una temperatura pseudo-invernale ed un clima che non prometteva nulla di buono, perlomeno sono riuscito ad evitare la pioggia. E, ovviamente, sono anche riuscito a trovarmi davanti a qualche panorama abbastanza suggestivo. Niente che un essere umano non possa perdersi, ma comunque non male. Il luogo di partenza dell’escursione, per la cronaca, era situato in quel di Leysin (un’oretta di macchina da Losanna, direzione sud/est). Il percorso intrapreso e’ stato invece lo “Chemin de Kuklos“, che nella sua versione completa arriva fino ai 2,048 di Berneuse, dove si trova un ristorante piuttosto particolare, al secolo il Kuklos.

A voi, nell’attesa che il GERS mi recapiti una tessera onoraria, una veloce photo gallery con alcune immagini della giornata.

Chemin de Kuklos (photo #1)

Chemin de Kuklos (photo #2)

Chemin de Kuklos (photo #3)

Chemin de Kuklos (few stone buildings next to a lake)

Chemin de Kuklos (cows found during the walk)

Myself (smoking and quite upset)

Degustazioni a Perroy

In chiusura di settimana e per festeggiare l’inizio di un lungo weekend (qui, a quanto pare, anche il prossimo lunedi’ e’ di bank holiday), insieme ai ragazzi del laboratorio ci siamo trasferiti nel dopo lavoro in quel di Perroy, un paese nei dintorni di Losanna, per la visita alla Domaine Chatelanat, una cantina gestita da alcuni lontani parenti di uno dei PhD che lavorano al LIS.

Perroy e’ un villaggio piccolo ed ordinato, arrampicato sulle prime colline che circondano Losanna, assediato da vigne e per questo ricchissimo di cantine. Il logo del comune, che riporto qui sotto, credo possa dare un’idea dell’importanza del ruolo che il vino ricopre per gli indigeni.

Perroy, VD (Switzerland) - logo of the city council

Il motivo della visita, oltre ai succitati legami di parentela che menzionavo qui sopra, e’ da ricercarsi in un’iniziativa lanciata dal cantone del Vaud, che in accordo con i produttori vinicoli locali ha organizzato un weekend nel corso del quale tutte le cantine rimanessero aperte per visite, assaggi e, ovviamente, acquisti. Qui sotto, nel caso in cui aveste voglia di leggere un po’ in francese, trovate un articolo di giornale che mi hanno girato e dove si parla dell’evento.

Caves vaudoises ouvertes

Di seguito qualche foto della serata, nelle quali il sottoscritto, come sempre, non compare mai. Come suggerisce qualcuno, di tanto in tanto dovrei magari provare a cedere la macchina fotografica e farmi immortalare in un qualche luogo. Giusto per ricordare a me stesso e ai posteri, un giorno, che c’ero anch’io. Ad ogni modo, questo e’ l’ingresso della cantina.

Perroy, VD (Switzerland) - Domaine Chatelanat (cave), entrance

Qui ci sono un po’ di bottiglie esposte.

Perroy, VD (Switzerland) - Domaine Chatelanat (cave), a few exposed bottles

E questo e’ invece lo stupendo angolo cioccolato, dove ho trascorso la maggior parte del tempo accompagnato da qualche rosso aggressivo.

Perroy, VD (Switzerland) - Domaine Chatelanat (cave), chocolate testing

Poi, giusto per non dimenticarci che siamo pur sempre in Svizzera, un impresentabile elemento d’arredo presente all’ingresso della cantina.

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Sorvoliamo, naturalmente, sul fatto che il sottoscritto, in quanto guidatore, ha dovuto essere molto moderato negli assaggi e che, in quanto non amante (eufemismo) dei formaggi, non ha neppure potuto riempirsi lo stomaco con le raclette offerte, limitandosi a spiluccare con maleducatissima voracita’ qualunque altra cosa semi-commestibile passasse dalle sue parti. In compenso mi sono comprato due bottiglie, una di GamaNoir ed un’altra di Doral (trovate i dettagli sul sito della cantina) alle quali cerchero’ di fare onore al piu’ presto.

Questione di punti di vista

Stamattina, appena arrivato in laboratorio, mi sono trovato di fronte al buon Severin Leven in procinto di trasferirsi in un impianto sportivo appena fuori dal campus per fare alcuni test con il suo swinglet.

Swinglet MAV

L’obiettivo del volo era testare l’algoritmo preparato da uno studente di master, che avrebbe dovuto far si’ che la velocita’ di crociera dello swinglet rimanesse stabile durante un tratto in ascesa. Il test non e’ andato a buon fine, ma onestamente se non me l’avesse detto Severin non me ne sarei accorto. Ad ogni modo mi hanno stupito un paio di considerazioni che lui ha fatto prima e durante il test. La giornata era nuvolosa (ancora devo vedere un bel sole da quando sono arrivato qui), con un alito di vento. E lui scuoteva la testa. C’e’ troppo vento, diceva. E io questo vento appena lo sentivo. Poco dopo, durante il test, io ero a guardare basito la naturalezza con la quale questo aeroplanino si muoveva e quanto fosse accurato in tutte le sue traiettorie. Ben lontano da quello che io, nel mio piccolo, ero mai riuscito a fare con il Super Cub. Lui, invece, ancora a scuotere la testa. Non dovrebbe essere cosi’ instabile, diceva.

Morale della favola? In tre anni a Plymouth si sviluppa una concezione un po’ strana del mondo…

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