In chiusura di settimana e per festeggiare l’inizio di un lungo weekend (qui, a quanto pare, anche il prossimo lunedi’ e’ di bank holiday), insieme ai ragazzi del laboratorio ci siamo trasferiti nel dopo lavoro in quel di Perroy, un paese nei dintorni di Losanna, per la visita alla Domaine Chatelanat, una cantina gestita da alcuni lontani parenti di uno dei PhD che lavorano al LIS.
Perroy e’ un villaggio piccolo ed ordinato, arrampicato sulle prime colline che circondano Losanna, assediato da vigne e per questo ricchissimo di cantine. Il logo del comune, che riporto qui sotto, credo possa dare un’idea dell’importanza del ruolo che il vino ricopre per gli indigeni.

Il motivo della visita, oltre ai succitati legami di parentela che menzionavo qui sopra, e’ da ricercarsi in un’iniziativa lanciata dal cantone del Vaud, che in accordo con i produttori vinicoli locali ha organizzato un weekend nel corso del quale tutte le cantine rimanessero aperte per visite, assaggi e, ovviamente, acquisti. Qui sotto, nel caso in cui aveste voglia di leggere un po’ in francese, trovate un articolo di giornale che mi hanno girato e dove si parla dell’evento.

Di seguito qualche foto della serata, nelle quali il sottoscritto, come sempre, non compare mai. Come suggerisce qualcuno, di tanto in tanto dovrei magari provare a cedere la macchina fotografica e farmi immortalare in un qualche luogo. Giusto per ricordare a me stesso e ai posteri, un giorno, che c’ero anch’io. Ad ogni modo, questo e’ l’ingresso della cantina.

Qui ci sono un po’ di bottiglie esposte.

E questo e’ invece lo stupendo angolo cioccolato, dove ho trascorso la maggior parte del tempo accompagnato da qualche rosso aggressivo.

Poi, giusto per non dimenticarci che siamo pur sempre in Svizzera, un impresentabile elemento d’arredo presente all’ingresso della cantina.

Sorvoliamo, naturalmente, sul fatto che il sottoscritto, in quanto guidatore, ha dovuto essere molto moderato negli assaggi e che, in quanto non amante (eufemismo) dei formaggi, non ha neppure potuto riempirsi lo stomaco con le raclette offerte, limitandosi a spiluccare con maleducatissima voracita’ qualunque altra cosa semi-commestibile passasse dalle sue parti. In compenso mi sono comprato due bottiglie, una di GamaNoir ed un’altra di Doral (trovate i dettagli sul sito della cantina) alle quali cerchero’ di fare onore al piu’ presto.