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Fabio Ruini's blog

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Archivio per la 'Lausanne' Categoria

Via con i seminari

Si ricomincia da dove ci eravamo lasciati. Secondo giorno all’EPFL ed e’ gia’ tempo di seminari. Sono tre studenti di master, Maxime Petit, Nicolas Alcala e Klaus Doth ad intrattenerci per un’oretta abbondante parlandoci dei loro rispettivi lavori. Maxime ha descritto i suoi tentativi di applicare il paradigma AGE (Analog Genetic Encoding) al controllo di un robot a sei zampe simulato a computer (nello specifico un P. Computatrix), prendendo le mosse da un lavoro di Frederic Gruau pubblicato nel 1995.

Carl (6-legged robot)

Nicolas sta sviluppando invece un modello di Artificial Life, dove viene trattata la tematica della divisione all’interno di un formicaio, nel quale gli abitanti possono alternarsi tra l’essere foragers e “controllori” del livello di scorte presenti. L’ispirazione proviene in questo caso da un recente lavoro di Tarapore, Floreano e Keller pubblicato su Behavioral Ecology and Sociobiology.

Ant nest

Infine, Klaus ha mostrato un progetto decisamente ambizioso, che lo ha portato a sviluppare uno scanner di distanza omni-direzionale con caratteristiche nettamente superiori rispetto a quelli in commercio, da poter essere impiegato su robot volanti.

Per chi volesse approfondire un po’ i temi accennati qui sopra, propongo di seguito un po’ di articoli inerenti.

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Prime immagini da Losanna

Come avrete avuto modo di immaginare, l’impatto con Losanna e’ stato abbastanza frenetico. Ieri sono arrivato in serata ed ho giusto avuto tempo di scaricare la macchina, sistemare la camera e mangiare qualcosa al volo. Oggi invece, dopo un altro po’ di burocrazia, e’ stato il giorno della scoperta dell’universita’. O, meglio, di una piccolissima parte di un campus che sembra davvero piuttosto grande (qui potete vedere la mappa in alta risoluzione).

EPFL campus map

Ammetto candidamente di aver impiegato la bellezza di 40 minuti per trovare il “batiment” nel quale e’ ospitato il Laboratory of Intelligent Systems (LIS), del quale sono ospite. La cosa non mi fa onore. Ok che il campus e’ grande, ma io ho continuato a girare avanti e indietro come un’idiota nei meandri del blocco EL, alla ricerca di un’ulteriore lettera E (sono sistemato all’ELE) che non voleva saperne di comparire. Insomma, quando non posso usare il TomTom sono perso. E, tra parentesi, spero di cuore che non si guasti e che non gli succeda nulla di nulla, perche’ altrimenti sarei davvero perso. Ma, mi chiedo, come si faceva a vivere una volta senza navigatori satellitari? Domanda destinata a rimanere senza risposta. Io ringrazio di vivere nel 2010 e, grazie al mio fido compagno di viaggio, oggi pomeriggio ho pure rintracciato una COOP dove ho fatto un po’ di spesa (minchia, che prezzi!) ed un tabacchino (care anche le sigarette, ma decisamente meno che non in UK) (con qualche tentennamento, la commessa ha pure compreso la mia richiesta, in francese misto a inglese e dialetto reggiano, per due pacchetti di Marlboro’ Rouge).

Allego di seguito una qualche foto che ho appena scattato alla mia stanza. Come avevo lasciato intendere, l’alloggio non e’ esattamente un cinque stelle. Ma per cinque mesi dovrei riuscire a sopravvivere. Certo, passare dal mio ultimo appartamento plymouthiano alla classica bettola studentesca un pochino shoccante lo e’. Ah, per quanto riguarda la cavetteria c’e’ ancora qualcosina da sistemare.

Lausanne, Maison des Cedres (room entrance)

Lausanne, Maison des Cedres (bed/room)

Lausanne, Maison des Cedres (ensuite bathroom)

Lausanne, Maison des Cedres (shared kitchen/living room)

Le foto della citta’ temo arriveranno piu’ avanti. Il clima e’ abbastanza inclemente (piove, per quanto la temperatura sia molto gradevole) ed in piu’ sono assolutamente intasato di lavoro. Nonostante giovedi’ prossimo qui sia festa, io passero’ sicuramente la giornata a lavorare in camera.

PS: se vi state chiedendo dov’e’ la multa cui accennavo ieri, sappiate che mi e’ andata bene. L’ho scampata, in sostanza. Ma cio’ non toglie che stamattina sia andato subito a firmare il contratto per la casa e ritirare la chiave per il parcheggio. Previa scucita di 200 franchi di deposito, in aggiunta a 60 al mese di “canone”. Piu’ umani, invece, i prezzi in universita’. Li’ me la sono cavata con 75 franchi per un permesso che vale fino al termine di settembre.

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6h 32 minuti

Equivalenti a 527km, un’ottantina di tracce dell’iPod (si’, c’era di mezzo un Guccini al massimo splendore, vale a dire La locomotiva, Cirano e Keaton, ad allungare la durata media delle canzoni), 25/30 euro di Diesel ed un torcicollo notevole. 6 ore e 32 minuti comprensive anche di un incidente incontrato prima di Milano, un traffico stile Bombay lungo la tangenziale della citta’ meneghina, nonche’ di tre soste: Melegnano per ragioni fisiologiche + caffe’ + esplicita richiesta da parte del TomTom di fare una pausa, Aosta per un paio di telefonate e la doverosa rapina subita in autogrill nel comprare un panino, Martigny per comprare il bollino per poter circolare lungo le autostrade svizzere, che ho l’impressione di aver appiccicato al vetro al contrario. E poco importa che il navigatore mi avesse preventivato una durata del viaggio di 5 ore e 42 minuti. L’importante e’ che sono approdato in terra elvetica.

Suisse - blason

Trovare (fisicamente) l’alloggio non e’ stata esattamente un’impresa facile. Trasportare tutte le cose che avevo in macchina fino alla stanza, ancora meno. Domani arriveranno un po’ di foto della cameretta e, presumibilmente, della multa che i vigili mi lasceranno per la parcheggiata che ho fatto sulle strisce blu. Perche’ non contento di aver parcheggiato a qualche decina di chilometri dall’alloggio, ho pure l’impressione che non potessi lasciarla li’. Ma decisamente sono troppo stanco per rimettermi al volante e cercare un posto sicuro. Fingers crossed.

Nota a margine. 23.60 euro per attraversare il San Bernardo mi sembrano un pelino eccessivi…

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Alla ricerca di un tetto

Con l’avvicinarsi alla fine del mese di marzo prende ufficialmente il via il controintuitivo piano “trasloco UK->Svizzera via Italia”. La notizia della spedizione in terra elvetica, per quanto ottima da un punto di vista carrieristico e di esperienza personale/professionale, era stata inizialmente un po’ destabilizzante. Non tanto per il fatto di dovermi spostare, dato che ad una vita da zingaro sono ormai relativamente abituato. Quanto piuttosto per aver realizzato che, una volta finito il periodo all’EPFL, anche il mio PhD (la borsa e’ pagata fino ad ottobre) sarà’ alle sue battute conclusive. Alias, writing up. Alias, tornerò’ a Plymouth giusto per un paio di mesi di immersione nella scrittura e poi la mia avventura qui sarà’ giunta al termine. Tra un paio di settimane saranno tre anni esatti dal momento in cui sono sbarcato in terra inglese. Tre anni passati velocemente, su questo non c’e’ dubbio. Tre anni che sicuramente mi hanno fatto crescere e, chissà’, forse mi hanno pure cambiato un po’. Ma ad ogni modo ci sarà’ tempo e modo per fare un bilancio conclusivo di questa vicenda. Al momento ci sono problemi più’ concreti da risolvere. Gia’ da qualche giorno ho iniziato a sgomberare il laboratorio (incredibile l’ammontare di cose che ho pian piano accumulato li’ dentro) e trasportare a casa libri, journals e quant’altro. Ora devo trovare un’agenzia che si occupi di trasportare tutte le mie cose in Italia (direi intorno al 20 del mese), andare in Italia a mia volta per riceverle, riorganizzarmi e poi procedere alla volta di Losanna. Magari a bordo di una macchina nuova, cosa alla quale sto pensando da qualche giorno. Con tutto il bene che voglio alla mia Punto (ex) Rossa, avere qualcosa di un pelo piu’ comfortevole e spazioso a disposizione non sarebbe una brutta pensata.

Lausanne

Sia quel che sia, la partenza e’, ovviamente, condizionata dal fatto di riuscire a trovare un alloggio. La ricerca e’ scattata ufficialmente ieri ed e’, in teoria, resa più’ semplice dal fatto che la’ avrò’ la mia macchina e quindi nessuna necessita’ di andare ad abitare in centro o comunque ancorato a tratte percorse dai mezzi pubblici. Nella realtà’, anche sentendo racconti di persone che già’ sono state sul posto, trovare un tetto non sembra una cosa così’ immediata. Dall’EPFL mi hanno fornito un po’ di link a siti specializzati. Quasi tutti rigorosamente in francese, ma forse questo me lo sarei potuto aspettare. Li condivido in questo post, in maniera tale che chi dovesse un giorno trovarsi nella mia stessa situazione magari potrà’ prendere le mosse dal mio stesso punto di partenza. Con il mio in bocca al lupo anticipato. Per la cronaca, il primo gruppo di link si riferisce ad affitto standard di appartamenti, case, ecc…, mentre il secondo contiene i collegamenti a siti di flat-sharing.

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