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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per la 'Libri' Categoria

Spam “letterario”

Lo spam e’ in continua evoluzione. Se una volta erano le innocue catene di Sant’Antonio, poi evolutesi in complessi sistemi di pseudo-investimento piramidali e, in tempi piu’ recenti, in trojan ed offerte commerciali per software o generici del Viagra, oggi lo spam ha toccato una nuova vetta. Mi sono infatti appena ritrovato nella mailbox il PDF di un libro apparentemente appena uscito in stampa, con un messaggio dell’autore che mi chiede (o, meglio, chiede alla Spettabile Redazione di Fabio Ruini Blog) (ed io che non sapevo di avere una redazione) (ed io che mi chiedo come possa una Redazione avere la R maiuscola) (va da se’ come questa Redazione possa poi pure essere Spettabile) (quella R maiuscola deve essere il motivo) di pubblicare sul mio blog una notizia od una recensione riguardo al libro in questione.

5.7 years of spam (comics)

Ora sono assalito da un dubbio amletico. Pubblicizzare o non pubblicizzare questo libro? Fermo restando che il mio blog non attrae masse di visitatori tali da poter influire in maniera significativa sulle vendite del volume in questione, forse, dopo queste premesse che ho fatto, non sarebbe pubblicita’ positiva. Quindi sarebbe una cosa poco carina da parte mia. Ma non e’ neanche carino mandarmi, cosi’ a gratis, 3MB e passa di PDF nella casella di posta, chiedendomi di parlare sul blog di un libro che non saprei neppure in quale genere letterario classificare. Qualunque esso sia e’ lontano dai miei gusti personali e dai contenuti trattati in questo blog. Ergo, per una sorta di legge del contrappasso, sveliamo il colpevole. Parzialmente. Trattasi di tale Mxxxo Axxxxo. Il suo libro si intitola Rxxxt.

Un paio di nuovi libri

Due nuovi volumi sono approdati oggi, via Amazon, nella mia libreria. Pronti ad essere letti con indosso un paio di fiammanti Sennheiser HD202, anch’esse giunte (seppur provenienti da altri lidi) nella pigeon-hole del laboratorio questo pomeriggio.

Il primo di questi e’ Unmasking the face. A guide to recognizing emotions from facial expressions, di Paul Ekman ex professore di psicologia alla University of California, San Francisco ed inventore del FACS (Facial Action Coding System), un framework utilizzato per categorizzare in maniera sistematica l’espressione fisica delle emozioni negli esseri umani. Sin dal 1976, anno in cui venne introdotto per la prima volta, il sistema FACS e’ sempre stato un argomento abbastanza controverso. Questo non gli ha comunque impedito di diventare molto popolare, al punto che e’ nata di recente addirittura una serie TV, intitolata Lie to Me, che trae ispirazione dagli studi di Elkman e colleghi. Il libro che ho comprato e’ uno dei tanti dove la teoria viene esposta con abbondanza di dettagli e, ovviamente, moltissime foto da utilizzare a mo’ di addestramento.

Paul Ekman, Wallace V. Friesen (2003), Unmasking the face (book cover)

Il secondo libro e’ invece fotografico. Redatto da Richard Holmes, si intitola Shots from the front. The british soldier 1914-1918. Come il titolo lascia presagire abbastanza agevolmente, si tratta di una raccolta di fotografie relative ai soldati inglesi impegnati nella prima guerra mondiale. Ad una prima sfogliata mi sembra un buon lavoro, con ottime immagini e commenti piuttosto approfonditi. Nei prossimi giorni vedremo se la prima impressione verra’ confermata o meno.

Richard Holmes (2008), Shots from the front (book cover)

Sustainable Energy – without the hot air

Un po’ in ritardo, ma riprendo un’interessante segnalazione apparsa sul nuovo blog del buon Matteo, relativa ad un libro pubblicato di recente e che promette di fare la felicita’ di chi si interessa di ecologia, eco-sostenibilita’ e cambiamento climatico. Il libro in questione si intitola Sustainable Energy – without the hot air ed e’ scritto da David J.C. MacKay, professore di filosofia naturale a Cambridge.

Sustainable Energy - without the hot air (new book cover)

Le recensioni presenti su Amazon sono piu’ che positive. Cosi’ come oltremodo positivo e’ il fatto che il libro sia scaricabile, in maniera completamente gratuita, dal sito Internet withouthotair.com/. Nessuna scusa per non leggerlo.

The Poker Tournament Formula

In questi giorni sto leggiucchiando un libro di poker, che di recente e’ diventato piuttosto popolare. Trattasi di The Poker Tournament Formula (Vol. 1) di Arnold Snyder.

Focalizzato sugli MTT “veloci” (Snyder fornisce in apertura un modo per calcolare quanto veloce o meno sia un determinato torneo, a seconda della sua struttura, salvo poi dimenticarsi nel seguito del libro di utilizzare questo valore), il volume non mi sta entusiasmando. Propone un approccio molto aggressivo, fatto di posizione. Puo’ di sicuro essere molto divertente giocare senza guardare le proprie carte, ma di fatto e’ quello che gia’ ogni buon libro di poker consiglia di fare. Il giocar di posizione, prendendo shots ogni qualvolta se ne presti l’occasione, e’ l’ABC. Snyder non fa altro che portare all’estremo questo principio. Quello che mi lascia un po’ piu’ perplesso, comunque, e’ che l’autore si preoccupa di spendere qualche pagina anche sul gioco post-flop. O, meglio, non se ne preoccupa. Se il tuo avversario non ti raisa post-flop dopo aver chiamato un tuo rilancio di posizione, allora continua a bettare fintanto che non c’e’ da mandare la vasca. Questo il suo principio. Idiota cosi’ come appare.

The Poker Tournament Formula (book front cover)

Ma siccome, ad ogni modo, un conto e’ leggere le cose scritte in un libro ed un altro e’ provare a metterle in pratica, mi sono deciso a fare una prova. Cosi’ mi sono riassunto le regoline magiche di Snyder ed ho in programma di applicarle in qualche MTT turbo on line nel corso dei prossimi giorni. Vedremo un po’ che succede.

Ingroia e le intercettazioni

Serata diversa dal solito quella di ieri sera, passata al Circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico ad ascoltare Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, presentare il suo recente libro C’era una volta l’intercettazione. Un volume che ho acquistato sul posto (ma ovviamente ancora devo leggere), curiosamente distribuito con una licenza Creative Commons. Come suggerisce il titolo, il libro tratta il tema delle intercettazioni, anche da un punto di vista “storico”. E racconta, almeno stando alle parole pronunciate ieri dal procuratore, come queste siano viste dall’esecutivo, da alcuni decenni a questa parte, come un qualcosa di pericoloso e da eradicare.

Ingroia non e’ un oratore particolarmente brillante, su questo non ci piove. Nondimeno mi e’ parsa una persona capace, per quanto in qualita’ di rappresentante della magistratura credo si sarebbe potuto risparmiare qualche frecciatina di troppo a Berlusconi & C. Ma pare che in Italia la giustizia abbia questa strana tendenza masochistica di proclamare la sua indipendenza, ma poi non comportarsi mai come un corpo realmente super-partes. Lungi da me mettere in dubbio l’onesta’ della magistratura, ma perche’, mi chiedo, fare costantemente il gioco di chi li attacca in continuazione?

Mi hanno lasciato un po’ perplesso soltanto i dieci minuti abbondanti che Ingroia (una persona che definire loquace sarebbe riduttivo) ha speso a ricordare la relazione che Alfano presento’ al Parlamento nel 2008, sostenendo che la stragrande maggioranza degli italiani fosse soggetta ad intercettazioni. Il procuratore palermitano racconta di aver fatto i conti e smentisce i dati mostrati dal ministro della giustizia. Il ragionamento non mi suona nuovo. E infatti e’ esattamente quello che Travaglio (il quale ha scritto la prefazione al libro di cui sopra) esponeva oltre un anno fa in un suo spettacolo, ironizzando sul termine “calcoli empirici” utilizzato da Alfano, per poi replicare anche all’interno della sua rubrica ospitata nel blog di Beppe Grillo. Gli smemorati possono riascoltare questo intervento nel filmato qui sotto.

Ad ogni modo si e’ trattato di una serata interessante. Devo dire anche di essere rimasto davvero basito dalla mole di eventi organizzati al Fuori Orario. I curiosi possono trovare il programma a a questo link. Solo a novembre, oltre simpatiche serate a tema (interessante quella “Sapori d’Irlanda”), saranno ospiti del circolo Flavio Oreglio, Gene Gnocchi, Daniele Luttazzi e Vauro, piu’ un misterioso ospite a sorpresa. C’e’ solo da sperare che non si tratti di Corona.

Letture per il weekend

Alle prese con un po’ di problemi con il mio simulatore di MAVs dopo aver avuto la malsana idea di modificare la formula di fitness che regola l’evoluzione, sono andato a caccia di un po’ di papers che possano illuminarmi su quale sia la strada migliore da percorrere. Questo weekend credo che (poker a parte, visto che riprende la stagione pokeristica alla UPPS) lo passero’ insieme a loro. E perche’, quindi, non condividere queste letture con voi?

Children reading books

Si parte con Evolutionary Robotics: the Sussex Approach, di Inman Harvey e colleghi. Articolo che vi linko e non vi allego nel post poiche’ il PDF che viene generato a partire dal postscript presente nell’archivio di Sussex e’ di dimensioni piu’ che generose. Si tratta ad ogni modo di una rassegna dell’approccio alla robotica evolutiva dettato a suo tempo dalla scuola di Sussex. Interessante ancora oggi, nonostante sia datato 1996.

A seguire abbiamo Using direct competition to select for competent controllers in evolutionary robotics, di Andrew L. Nelson ed Edward Grant. Come si puo’ evincere dal titolo, l’articolo propone un nuovo sistema per valutare la fitness degli individui appartenenti ad una data popolazione, stressando la competizione intra-popolazione.

Ho trovato anche una review, pubblicata di recente, decisamente massiccia. Trattasi di Fitness functions in evolutionary robotics: a survey and analysis, preparato da Andrew L. Nelson (ancora lui), Gregory J. Barlow (nel quale mi ero gia’ imbattuto per un suo lavoro riguardo ai MAVs) e Lefteris Doitsidis
Ancora una volta, il titolo e’ piu’ che auto-esplicativo.

Infine abbiamo un paper piu’ generale, non mirato sul mio problema specifico, ma che mi e’ sembrato interessante ad una prima occhiata: Evolutionary Robotics: a new scientific tool for studying cognition, del succitato Inman Harvey, insieme a Ezequiel Di Paolo, Rachel Wood e Matt Quinn.

E questo e’ quanto (fidatevi, e’ a sufficienza!) per quanto riguarda il capitolo papers. In chiusura di post, sempre per rimanere in tema di letture, allego un piccolo elenco di nuovi libri che mi sono appena accalappiato via Amazon. Questa volta e’ stato un ordine abbastanza tranquillo. Due i volumi seri. Il primo Vehicles: Experiments in Synthetic Psychology e’ un classico ad opera di Valentino Braitenberg, scritto nel 1984 e fonte prima di ispirazione per tanti settori scientifici, tra i quali quello della robotica evolutiva. Il secondo e’ invece Artificial Intelligence: The Very Idea, saggio del filosofo John Haugeland, mirato a studenti undergraduate ma a detta delle molte recensioni trovate in giro per la rete comunque molto rigoroso ed interessante. A completare il tutto quattro libricini decisamente piu’ leggeri, generati dalla stessa penna che anima l’intramontabile PhDComics.com. Si tratta di quattro raccolte di comics strips: Piled higher and deeper, Academic Stimiulus Package, Scoop! The third piled higher and deeper e Life is though and then you graduate. Ah, quasi dimenticavo, a tutto questo ci ho aggiunto anche The Tao of Poker: 285 rules to transform your game and your life. Chissa’ se quest’ultimo sara’ capace di mantenere le promesse.

Su Eusapia Paladino (e Cesare Lombroso)

Ho finito poco fa la lettura di un libro molto interessante e ben scritto che avevo comprato la scorsa estate durante le vacanze estive in patria. Trattasi de L’atlante criminale: vita scriteriata di Cesare Lombroso, opera di Luigi Guarnieri dedicata, come e’ facile evincere dal titolo, allo scienziato italiano di fine ‘800 inventore dell’antropologia criminale. Nel post odierno non mi occupero’ comunque di Lombroso, quanto piuttosto di un’altra figura della quale sono venuto a conoscenza sfogliando le pagine del libro di cui sopra, vale a dire Eusapia Palladino.

Eusapia Paladino (or Palladino)

Medium spiritista, nata in provincia di Bari nel 1854, la Palladino (incerto lo spelling del cognome, che spesso, come da Guarnieri, viene riportato con una singola elle) divenne in breve tempo una vera e propria celebrita’. Specializzata in sedute medianiche, stando alle narrazioni dell’epoca era in grado di far lievitare tavoli, sedie e oggetti di vario genere. Nonche’ di cadere in trance e far si’ che il suo corpo fosse usato come mezzo per comunicare da spiriti di vario genere. Malgrado il basso livello di istruzione, la sua celebrita’ la porto’ a contatto con molti dei piu’ importanti personaggi della scena politica dell’epoca. Europea e mondiale. Non manco’ ovviamente di attirare a se’ anche stuoli di scienziati, interessati a capire l’origine dei fenomeni misteriosi che la Palladino era in grado di generare. Tra questi, ed ecco il collegamento che probabilmente non era ovvio, anche il nostro Cesare Lombroso. Che la costringe ad eseguire le sue performance in condizioni piu’ che controllate. Spesso legandola ad una sedia, oppure facendo si’ che le sue braccia fossero tenute bloccate durante tutto il tempo di una seduta. Ma la Palladino, anche in condizioni del genere, riesce comunque a stupire. E Lombroso non puo’ che rimanere affascinato e commentare in questo modo:

Among the most important and significant of the occurrences we put this levitation. It took place twice, – that is to say, on the 28th of September and the 3rd of October. The medium, who was seated near one end of the table, was lifted up in her chair bodily, amid groans and lamentations on her part, and placed (still seated) on the table, then returned to the same position as before, with her hands continually held, her movements being accompanied by the persons next her.

On the evening of the 28th of September, while her hands were held by MM. Richet and Lombroso, she complained of hands which were grasping her under the arms; then, while in trance, with the changed voice characteristic of this state, she said, “Now I lift my medium up on the table.” After two or three seconds the chair with Eusapia in it was not violently dashed, but lifted without hitting anything, on to the top of the table, and M. Richet and I are sure that we did not even assist the levitation by our own force. After some talk in the trance state the medium announced her descent, and (M. Finzi having been substituted for me) was deposited on the floor with the same security and precision, while MM. Richet and Finzi followed the movements of her hands and body without at all assisting them, and kept asking each other questions about the positions of the hands.

Moreover, during the descent both gentlemen repeatedly felt a hand touch them on the head.

On the evening of October 3 the thing was repeated in quite similar circumstances, MM. Du Prel and Finzi being one on each side of Eusapia.

La Palladino, in America, fu ferocemente contestata ed accusata di non essere altro se non una truffatrice. Lombroso la pensava pero’ diversamente. E, per quanto il personaggio possa essere controverso, non si puo’ certo dire che difettasse nel metodo scientifico. Vi era dunque qualcosa di vero nei fenomeni paranormali legati ad Eusapia Palladino?

Libri, libri, libri

L’estate sta finendo (ok, qui a Plymouth possiamo pure dire che non sia mai iniziata), io sono tornato al lavoro e la vita riprende a marciare in maniera piu’ o meno regolare. Poteva esserci una scusa migliore di questa per fare un po’ di shopping libresco? Probabilmente si’, ma poco importa. Qui di seguito il contenuto del pacco arrivato in B111 stamattina direttamente da Amazon.

  1. Growing Artificial Societies, di Joshua M. Epstein e Robert Axtell;

    Epstein & Axtell, Growing Artificial Societies (cover)

  2. Understanding Artificial Intelligence, una collezione di saggi a cura degli editors del Scientific American, con introduzione di Rodney Brooks;

    Understanding Artificial Intelligence (cover)

  3. Programming Microsoft Robotics Studio, di Sara Morgan;

    Sara Morgan, "Programming Microsoft Robotics Studio" (cover)

  4. Introduction to MultiAgent Systems (2nd edition), di Michael Wooldridge.

    Michael Wooldridge, "Introduction to MultiAgent Systems" (2nd edition) (cover)

Non c’e’ nessuna novita’ di rilievo, tutti libri ai quali avevo piu’ o meno velatamente fatto cenno di recente e dei quali avevo gia’ letto qualche pagina, vuoi perche’ ne avevo trovato una copia in formato digitale, vuoi perche’ ero in possesso di una versione precedente. Fatto sta che le cose che mi interessano mi piace averle su carta (che vi sia in questo comportamento una punta di feticismo?). Ora, al solito, con questi libri non rimane altro da fare che leggerli e possibilmente capirli…

La primula nera

Ero andato alla Festa dell’Unita’ di Villalunga, sabato scorso, col preciso intento di ascoltarmi dal vivo il concerto del buon Cisco (a proposito, lo sapevate che qui potete scaricare liberamente alcuni suoi MP3?). Poi, tra un po’ di ritardo alla partenza ed il meteo eufemisticamente incerto che ha portato l’intera truppa a stazionare piu’ del dovuto ai tavoli del Falo’ (ristorante che nonostante le ottime parole spese da tutti i miei amici non mi ha particolarmente entusiasmato…), del concerto (che da quanto ho capito si e’ comunque tenuto in forma ridotta, con promessa di replica, proprio per via della pioggia) sono riuscito a beccarmi solo la parte finale. Con Cisco che, invece di cantare, camminava tra il pubblico facendo intonare loro “Bella Ciao”. Cosi’, un po’ deluso, ho cercato riscatto allo stand del libro. E ne sono uscito con un volume che recentemente avevo sentito nominare piu’ volte. Trattasi de “La primula nera. Paolo Bellini, il protagonista occulto di trent’anni di misteri italiani“, a cura di Giovanni Vignali.

Giovanni Vignali - La primula nera (front cover, copertina)

Ad oggi mi mancano le ultime pagine prima di concluderlo, ma mi sento di poter gia’ esprimere la mia opinione a riguardo. Opinione davvero pessima. Il libro pare una accozzaglia di informazioni tratte dalle fonti piu’ disparate (per la maggior parte articoli di quotidiani, ma non mancano anche imbarazzanti citazioni a Wikipedia e rari, troppo rari, riferimenti ad altri e piu’ autorevoli volumi), assolutamente priva di un filo logico. Chi non ha mai seguito le vicende giudiziarie riguardanti la primula nera del terrorismo reggiano puo’ forse apprendere qualcosa di nuovo. Ma il libro non ha ne’ capo ne’ coda. Non si capisce, fondamentalmente, quale sia lo scopo che l’autore, questo Vignali, si sia prefisso nel momento in cui ha deciso di cimentarsi in questa opera. Dalla quale lo stesso Bellini, che pure viene etichettato di tanto in tanto con i peggiori aggettivi possibili, esce come una macchietta. Un personaggio che ispira simpatia nella sua spericolatezza e spacconeria. Come dicevo poco fa, non sono riuscito a capire quale fosse lo scopo di Vignali. Ma dubito fortemente fosse questo…

Would-be worlds

I libri che avevo menzionato qualche post fa stentano ad arrivare. Cosi’, visto che non posso scrivere un post dedicato alle cose nuove, ne approfitto per fare un po’ mente locale in merito ad un altro volume, comprato secoli fa, ma finito di leggere soltanto la settimana scorsa. Trattasi di Would-be Worlds. How Simulation is Changing the Frontiers of Science, di John L. Casti.

John L. Casti, Would-be worlds (front cover)

Il volume (una accurata review, a cura di Robert Andersen ed invero non troppo positiva, la trovate a questo link) e’ stato pubblicato nel 1997. Questo va tenuto presente. Lo scopo che l’autore si prefiggeva all’epoca era quello di fornire un overview delle simulazioni a computer. Uno strumento che, grazie all’esplosione della potenza di calcolo dei personal computer, stava iniziando a quel tempo a diffondersi a macchia d’olio in tanti campi della scienza. Casti, studioso di sistemi complessi e nel giro del Santa Fe Institute, si e’ da subito tuffato a capofitto in questo nuovo dominio. E dopo un po’ di esperienza fatta sul campo, se ne e’ uscito con questo libro. Dove racconta cosa e’ possibile fare con i “surrogati di silicone del mondo”, come ama chiamare lui i modelli a computer, e dove cerca di convincere il lettore del fatto che l’avvento delle simulazioni rappresenti per la scienza un cambiamento di carattere epocale.

Il libro non rientra nella categoria degli immancabili. Tutt’altro. Si tratta pero’ di una lettura interessante e che scorre via abbastanza velocemente. Quello che lascia un po’ di amaro in bocca e’ il livello a cui tutti gli argomenti introdotti vengono trattati. Si parla di modelli simulativi di ogni tipo, ma per ciascuno di questi non vengono generalmente spese piu’ di tre/quattro pagine, rendendo difficile anche soltanto capire come il modello di turno funzioni. Va da se’ il riuscire poi ad interpretare i risultati descritti. Un punto a favore, pero’, e’ l’abbondantissima bibliografia disponibile per ogni capitolo e che permette di andarsi a cercare in maniera indipendentemente quello che interessa di piu’.

I modelli trattati sono veramente di ogni tipo. Si va dal Santa Fe artificial stock market di Brian Arthur e John Holland (qui un breve riepilogo), al problema di El Farol, passando anche per i videogame, con una invogliante descrizione di Balance of Power, gioco di diplomazia uscito nel 1985 per Mac OS. Molto interessanti il modello sul traffico (in particolare TRANSIMS, originariamente sviluppato come dettagliatissimo modello per Albuquerque, New Mexico, e’ ora diventato un pacchetto open-source con il quale e’ possibile per chiunque disegnare e studiare una qualsiasi rete stradale di riferimento), nonche Coreware Tierra.

Screenshot taken from TRANSIMS

Balance of power (videogame) (screenshot)

Tierra (screenshot)

Se avete voglia di approfondire un po’ gli argomenti accennati qui dentro non dovete far altro che seguire i link che ho sparso in maniera abbondante lungo l’articolo.

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