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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per la 'Libri' Categoria

Pseudo holidays – day #2

Nel pomeriggio e’ passato il corriere a lasciarmi il carico di libri che accompagnera’ questa decina di giorni di relax in terra rotegliese. Volumi abbastanza tranquilli e tutti in italiano. Si parte con un classico della divulgazione scientifica relativa al mondo della complessita’, vale a dire Il Quark e il Giaguaro. Avventura nel semplice e nel complesso, del premio Nobel per la fisica Gell Mann Murray.

Il Quark e il Giaguaro - copertina

La carrellata prosegue poi con due volumi che trattano del “caso”: Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita e Giocati dal caso. Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita, entrambi ad opera di Nassim M. Taleb.

Il cigno nero - copertina

Giocati dal caso - copertina

Degna di menzione la back-cover del secondo dei volumi di Taleb citati qui sopra e che riporto di seguito:

E’ vero che sono i piu’ capaci ad avere successo nella vita?

Questo libro parla della fortuna. O meglio, del ruolo che gioca il caso nella nostra vita in generale, nei nostri affari in particolare. Ma parla anche di quella fortuna che, non essendo percepita come tale, viene scambiata per abilita’: una confusione presente in molteplici campi, dalla scienza alla politica, dall’arte alla finanza. Quante volte abbiamo visto un idiota baciato dalla fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, dimostrazione vivente della “sopravvivenza del meno adatto”? Individui del genere attraggono seguaci devoti che credono ciecamente in quello che loro spacciano per metodo. “Giocati dal caso” affronta in modo affascinante e divertito alcune conseguenze che possono derivare da questo equivoco, mentre fa cadere come birilli i nostri pregiudizi sull’idea di successo e sconfitta.

La rassegna si chiude infine con il quarto volume compreso nel mio ordinativo (i libri dovevano invero essere originariamente cinque, ma uno di questi, La versione di K. Sessant’anni di controstoria di Francesco Cossiga e’ momentaneamente esaurito sul sito che ho utilizzato per gli acquisti): Altruisti nati. Perche’ cooperiamo fin da piccoli di Michael Tommasello.

Altruisti nati - copertina

Diciamo che non dovrei annoiarmi…

Pseudo holidays – day #1

Et voila. Dopo le solite sei ore abbondanti di viaggio, il sottoscritto e’ sbarcato ieri pomeriggio in quel di Roteglia, dove si accinge a trascorrere una settimana di “ferie del migrante” o pseudo-ferie che dir si voglia. L’idea e’ quella di staccare la spina e al tempo stesso ricaricare un po’ la batteria prima del rush finale che mi aspettera’ a Losanna a settembre, seguito dal rientro a Plymouth e dal tuffo nella scrittura della tesi previsto per ottobre (e, notizia dell’ultim’ora, con una borsa potenzialmente estesa per ben 7 mesi). L’unica attivita’ seria cui dovro’ dedicarmi in settimana (oltre che portare finalmente la macchina a far lavare e poi dal meccanico, per risolvere finalmente quel problema di cui parlavo il 7 luglio scorso…) consiste nel preparare il poster per TAROS 2010. Attivita’ che spero di riuscire a sbrigare in un pomeriggio o poco piu’.

Per il resto che si fara’? Di sicuro un po’ di lettura. Oltre alle tonnellate di libri che al solito mi aspettano ordinati per essere prima o poi divorati, in questi giorni dovrebbe arrivarmi all’indirizzo italiano un carico di nuovi volumi ordinati lo scorso venerdi’ su IBS. E, come se non bastasse, la mia cara sorellina mi ha regalato un altro libricino (Come una buona idea si puo’ trasformare in una grande impresa. La storia di 21 persone che hanno dato ascolto alle proprie aspirazioni, e hanno vinto di D. Lester), unitamente ad un buono da €150 da spendersi presso la Libreria Incontri di Sassuolo e che prevedo di andare a trasformare in qualcosa di piu’ pesante ed ingombrante durante il periodo natalizio.

Come una buona idea si puo' trasformare in una grande impresa - copertina

Ad accompagnare le letture, naturalmente, ci saranno un po’ di buoni sigari. Essendo rientrato in Italia ho deciso di provare ad approfondire il mio rapporto con i Toscani. Appena valicato il confine mi sono fiondato sul primo autogrill e fatto un minimo di scorta, accaparrandomi un pacchetto di Antico Toscano. Nei prossimi giorni vedremo un po’ cosa ne dira’ il mio palato.

Antico Toscano

Infine ci sara’ naturalmente spazio per un po’ di poker. Questo mese le cose stanno girando in maniera splendida (appuntamento a fine mese per il consueto riepilogo). Nonostante cio’ continuo comunque a vedere grossi margini di miglioramento, che mi fanno ben sperare e che mi incentivano a continuare a studiare il gioco in heads up, che ormai posso dire essere diventata la mia vera e propria specialita’. Per assolvere alla mia sete di apprendimento ho deciso di investire (per l’irrisoria cifra di $25) in un abbonamento mensile a HUSNG.com, un sito di coaching che permette di scaricare tonnellate di video didattici preparati da giocatori con alle spalle risultati decisamente importanti. Alcuni di questi video sono disponibili gratuitamente, quindi nel caso foste curiosi potete fare un salto al link succitato, accedere all’apposita sezione e gustarvi a sbafo qualche filmato.

Screenshot - cog dissonance playing on PokerStars.com

Tons of scientific books (for free) from IN-TECH

C’e’ il periodo dei matrimoni. Ed in questo ormai ci siamo in mezzo. E poi, a quanto pare, c’e’ il tempo dei book chapters. Pare ci siamo in mezzo pure a questo. Nella mia mailbox, questa mattina, e’ infatti arrivato un invito da parte della IN-TECH per scrivere un contributo per un libro di prossima uscita dal titolo, molto semplice ed esplicito, “Multi-Agent Systems”. Peccato che i lor signori, oltre ad un contributo scritto, ne volessero pure uno economico. Non una cifra importante, ma comunque sufficiente, unita agli altri impegni del periodo, per farmi desistere dall’impresa.

Ad ogni modo questa della IN-TECH, una realta’ che non conoscevo, e’ stata una scoperta interessante. La casa editrice in questione pubblica quattro journals scientifici, al secolo International Journal of Advanced Robotic Systems, International Journal of Cyber-Physical Systems, International Journal of Humanoids (in merito a questo, una singola uscita e datata 2009) e International Journal of Engineering Business Management. In aggiunta a questi si e’ prodigata nella pubblicazione anche di diversi (ben 93) libri. Tra i piu’ rilevanti in relazione ai campi di cui mi occupo segnalo Aerial Vehicles (2009), Frontiers in Evolutionary Robotics (2008), Advances in Robotics, Automation and Control (2008), Frontiers in Adaptive Control (2009), Brain, Vision and AI (2008), Advances in Evolutionary Algorithms (2008), Automation and Robotics (2008), Advances in Human Computer Interaction (2008), Cutting Edge Robotics (2005) ed Advances in Service Robotics (2008).

IN-TECH publishing (books list)

Cosa estremamente interessante e’ che la casa editrice abbraccia in pieno la filosofia Open Access (e questo spiega il perche’ chiedano agli autori un auto-finanziamento per la pubblicazione delle versioni cartacee dei libri pubblicati). Il che sta a significare che tutte le issue dei giornali sopra riportati, nonche’ tutti i libri che ho menzionato, sono liberamente scaricabili dal web in comodo formato PDF. Direi che ce n’e’ abbastanza da riempire un iPad…

Su Mario Bianconi, Pietro Rigosi e Pietro Gori

Leggendo le pagine del libro di Guccini che avevo menzionato alcuni post fa, sono venuto a conoscenza di un paio di cose interessanti. Prima di tutto, negli immancabili paragrafi dedicati a La Locomotiva, si fa cenno ad un libro di tale Mario Bianconi, scritto nel 1958 ed intitolato Trent’anni di officina – Confessioni e ricordi di un operaio. E da li’, a quanto pare, che Guccini scopri’ la storia del macchinista anarchico Pietro Rigosi e della sua folle corsa contro il treno parcheggiato alla stazione di Bologna. Il libro, a quanto emerge dopo qualche rapida ricerca su Internet, appare introvabile. Chissa’ che una qualche biblioteca della zona non possa pero’ averne, per disgrazia, una copia.

Pietro Rigosi - Trent'anni di officina (book front cover)

Poche pagine piu’ tardi e vengo a conoscenza di un altro personaggio. Trattasi questa volta di Pietro Gori, anch’esso anarchico, ma decisamente di piu’ alto livello rispetto al Rigosi. Se non altro in quanto ad influenza. Nato a Messina nel 1865 si contraddistinse fin da ragazzo per l’impegno politico ed un carattere probabilmente non troppo accondiscendente, se e’ vero che poco piu’ che adolescente venne espulso “per indegnita’” da un’associazione monarchica. Trasferitosi a Pisa con la famiglia, aderi’ ben presto al movimento anarchico pisano fino a diventarne una delle figure piu’ influenti. Venne piu’ volte arrestato e dovette anche provare per ben due volte l’esperienza dell’esilio. La prima volta, a cavallo tra 1894 e 1895 non ando’ particolarmente bene. Fuggito a Lugano per evitare una condanna a cinque anni di carcere quale presunto ispiratore dell’omicidio del presidente francese Sadi Carnot (avvenuto per mano di Sante Geronimo Caserio, un altro personaggio sul quale si potrebbero spendere fiumi d’inchiostro), venne li’ catturato ed estradato (anche se all’epoca si diceva semplicemente “espulso”) insieme a 17 altri esuli politici italiani. La seconda volta, migrato in Argentina allo scopo di sfuggire ad un’altra condanna, questa volta di 12 anni, le cose andarono meglio. In Sudamerica continuo’ ad occuparsi di politica e fondo’ anche una rivista. Grazie ad un’amnistia riusci’ comunque a rientrare in Italia dopo appena 4 anni. Nel Belpaese si spense nel 1911, a soli 46 anni, dopo aver comunque lasciato alle sue spalle una produzione, sia letteraria che artistica, di tutto rispetto. Oltre agli scritti politici, compose infatti moltissime canzoni, alcune delle quali resistono tutt’oggi alle intemperie del tempo.

Pietro Gori

Qui sotto, direttamente da YouTube, potete trovare una splendida interpretazione della sua canzone piu’ famosa, Addio a Lugano (legata all’esperienza dell’esilio accennata qualche riga fa), ad opera di Giorgio Gaber, Enzo Jannacci (all’epoca giovanissimi), Otello Profazio, Silverio Pisu e Lino Toffolo. Correva l’anno 1964 ed il tutto avveniva sulla RAI.

Altri tempi.

Letture leggere

Alla ricerca di qualcosa che mi si risollevasse un po’ il morale e potesse riavvicinarmi alla lettura di piacere dopo essere passato per uno dei piu’ brutti libri nei quali mi sia imbattuto negli ultimi anni (al secolo 7 grammi in 70 anni di Paolo Villaggio), mi sono rifugiato sul (da me) tanto bistrattato IBS con un ordine quasi a colpo sicuro. Ho infatti optato per quattro volumi che difficilmente potranno deludermi, vuoi (alcuni) per estremo interesse personale, vuoi (altri) perche’ la critica e’ pressoche’ unanime nel considerarli, se non capolavori, comunque opere letterarie di valore.

Di che libri si tratta? E’ presto detto. Si parte con Pianoforte vendesi, di Andrea Vitali. Un piccolo libricino scritto da un autore in merito al quale ho letto diversi commenti positivi (vedi ad esempio qui) ed ho quindi deciso di fare un tentativo.

Andrea Vitali, "Pianoforte vendesi" (front cover)

Si va poi su un grande classico, Il postino di Neruda, del cileno Antonio Skarmeta. Ne approfitto per richiedere, con cortesia, che qualcuno piu’ pratico di Wiki del sottoscritto corregga lo stub della pagina di Wikipedia dedicata allo scrittore, in particolare per quanto riguarda il pezzo in cui si parla del romanzo Ardiente quale ispiratore per Il Postino di Troisi).

Antonio Skarmeta, "Il postino di Neruda" (front cover)

La rassegna prosegue con un cofanetto dedicato a Roberto Saviano, La parola contro la camorra, all’interno del quale trovano spazio un agile volumetto contenente contributi di Saviano ed altri, in aggiunta ad un DVD che contiene sia un’orazione di quasi un’ora dello scrittore campano, sia la registrazione di una puntata del 2009 di Che tempo che fa a lui dedicata.

Roberto Saviano, "La parola contro la camorra" (front cover)

Chiude infine la carrellata un’autobiografia di Francesco Guccini uscita di recente ed intitolata Non so che viso avesse, facendo il verso al celebre incipit de La locomotiva.

Francesco Guccini, "Non so che viso avesse" (front cover)

Sono sicuro che questa volta andra’ meglio.

Spam “letterario”

Lo spam e’ in continua evoluzione. Se una volta erano le innocue catene di Sant’Antonio, poi evolutesi in complessi sistemi di pseudo-investimento piramidali e, in tempi piu’ recenti, in trojan ed offerte commerciali per software o generici del Viagra, oggi lo spam ha toccato una nuova vetta. Mi sono infatti appena ritrovato nella mailbox il PDF di un libro apparentemente appena uscito in stampa, con un messaggio dell’autore che mi chiede (o, meglio, chiede alla Spettabile Redazione di Fabio Ruini Blog) (ed io che non sapevo di avere una redazione) (ed io che mi chiedo come possa una Redazione avere la R maiuscola) (va da se’ come questa Redazione possa poi pure essere Spettabile) (quella R maiuscola deve essere il motivo) di pubblicare sul mio blog una notizia od una recensione riguardo al libro in questione.

5.7 years of spam (comics)

Ora sono assalito da un dubbio amletico. Pubblicizzare o non pubblicizzare questo libro? Fermo restando che il mio blog non attrae masse di visitatori tali da poter influire in maniera significativa sulle vendite del volume in questione, forse, dopo queste premesse che ho fatto, non sarebbe pubblicita’ positiva. Quindi sarebbe una cosa poco carina da parte mia. Ma non e’ neanche carino mandarmi, cosi’ a gratis, 3MB e passa di PDF nella casella di posta, chiedendomi di parlare sul blog di un libro che non saprei neppure in quale genere letterario classificare. Qualunque esso sia e’ lontano dai miei gusti personali e dai contenuti trattati in questo blog. Ergo, per una sorta di legge del contrappasso, sveliamo il colpevole. Parzialmente. Trattasi di tale Mxxxo Axxxxo. Il suo libro si intitola Rxxxt.

Un paio di nuovi libri

Due nuovi volumi sono approdati oggi, via Amazon, nella mia libreria. Pronti ad essere letti con indosso un paio di fiammanti Sennheiser HD202, anch’esse giunte (seppur provenienti da altri lidi) nella pigeon-hole del laboratorio questo pomeriggio.

Il primo di questi e’ Unmasking the face. A guide to recognizing emotions from facial expressions, di Paul Ekman ex professore di psicologia alla University of California, San Francisco ed inventore del FACS (Facial Action Coding System), un framework utilizzato per categorizzare in maniera sistematica l’espressione fisica delle emozioni negli esseri umani. Sin dal 1976, anno in cui venne introdotto per la prima volta, il sistema FACS e’ sempre stato un argomento abbastanza controverso. Questo non gli ha comunque impedito di diventare molto popolare, al punto che e’ nata di recente addirittura una serie TV, intitolata Lie to Me, che trae ispirazione dagli studi di Elkman e colleghi. Il libro che ho comprato e’ uno dei tanti dove la teoria viene esposta con abbondanza di dettagli e, ovviamente, moltissime foto da utilizzare a mo’ di addestramento.

Paul Ekman, Wallace V. Friesen (2003), Unmasking the face (book cover)

Il secondo libro e’ invece fotografico. Redatto da Richard Holmes, si intitola Shots from the front. The british soldier 1914-1918. Come il titolo lascia presagire abbastanza agevolmente, si tratta di una raccolta di fotografie relative ai soldati inglesi impegnati nella prima guerra mondiale. Ad una prima sfogliata mi sembra un buon lavoro, con ottime immagini e commenti piuttosto approfonditi. Nei prossimi giorni vedremo se la prima impressione verra’ confermata o meno.

Richard Holmes (2008), Shots from the front (book cover)

Sustainable Energy – without the hot air

Un po’ in ritardo, ma riprendo un’interessante segnalazione apparsa sul nuovo blog del buon Matteo, relativa ad un libro pubblicato di recente e che promette di fare la felicita’ di chi si interessa di ecologia, eco-sostenibilita’ e cambiamento climatico. Il libro in questione si intitola Sustainable Energy – without the hot air ed e’ scritto da David J.C. MacKay, professore di filosofia naturale a Cambridge.

Sustainable Energy - without the hot air (new book cover)

Le recensioni presenti su Amazon sono piu’ che positive. Cosi’ come oltremodo positivo e’ il fatto che il libro sia scaricabile, in maniera completamente gratuita, dal sito Internet withouthotair.com/. Nessuna scusa per non leggerlo.

The Poker Tournament Formula

In questi giorni sto leggiucchiando un libro di poker, che di recente e’ diventato piuttosto popolare. Trattasi di The Poker Tournament Formula (Vol. 1) di Arnold Snyder.

Focalizzato sugli MTT “veloci” (Snyder fornisce in apertura un modo per calcolare quanto veloce o meno sia un determinato torneo, a seconda della sua struttura, salvo poi dimenticarsi nel seguito del libro di utilizzare questo valore), il volume non mi sta entusiasmando. Propone un approccio molto aggressivo, fatto di posizione. Puo’ di sicuro essere molto divertente giocare senza guardare le proprie carte, ma di fatto e’ quello che gia’ ogni buon libro di poker consiglia di fare. Il giocar di posizione, prendendo shots ogni qualvolta se ne presti l’occasione, e’ l’ABC. Snyder non fa altro che portare all’estremo questo principio. Quello che mi lascia un po’ piu’ perplesso, comunque, e’ che l’autore si preoccupa di spendere qualche pagina anche sul gioco post-flop. O, meglio, non se ne preoccupa. Se il tuo avversario non ti raisa post-flop dopo aver chiamato un tuo rilancio di posizione, allora continua a bettare fintanto che non c’e’ da mandare la vasca. Questo il suo principio. Idiota cosi’ come appare.

The Poker Tournament Formula (book front cover)

Ma siccome, ad ogni modo, un conto e’ leggere le cose scritte in un libro ed un altro e’ provare a metterle in pratica, mi sono deciso a fare una prova. Cosi’ mi sono riassunto le regoline magiche di Snyder ed ho in programma di applicarle in qualche MTT turbo on line nel corso dei prossimi giorni. Vedremo un po’ che succede.

Ingroia e le intercettazioni

Serata diversa dal solito quella di ieri sera, passata al Circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico ad ascoltare Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, presentare il suo recente libro C’era una volta l’intercettazione. Un volume che ho acquistato sul posto (ma ovviamente ancora devo leggere), curiosamente distribuito con una licenza Creative Commons. Come suggerisce il titolo, il libro tratta il tema delle intercettazioni, anche da un punto di vista “storico”. E racconta, almeno stando alle parole pronunciate ieri dal procuratore, come queste siano viste dall’esecutivo, da alcuni decenni a questa parte, come un qualcosa di pericoloso e da eradicare.

Ingroia non e’ un oratore particolarmente brillante, su questo non ci piove. Nondimeno mi e’ parsa una persona capace, per quanto in qualita’ di rappresentante della magistratura credo si sarebbe potuto risparmiare qualche frecciatina di troppo a Berlusconi & C. Ma pare che in Italia la giustizia abbia questa strana tendenza masochistica di proclamare la sua indipendenza, ma poi non comportarsi mai come un corpo realmente super-partes. Lungi da me mettere in dubbio l’onesta’ della magistratura, ma perche’, mi chiedo, fare costantemente il gioco di chi li attacca in continuazione?

Mi hanno lasciato un po’ perplesso soltanto i dieci minuti abbondanti che Ingroia (una persona che definire loquace sarebbe riduttivo) ha speso a ricordare la relazione che Alfano presento’ al Parlamento nel 2008, sostenendo che la stragrande maggioranza degli italiani fosse soggetta ad intercettazioni. Il procuratore palermitano racconta di aver fatto i conti e smentisce i dati mostrati dal ministro della giustizia. Il ragionamento non mi suona nuovo. E infatti e’ esattamente quello che Travaglio (il quale ha scritto la prefazione al libro di cui sopra) esponeva oltre un anno fa in un suo spettacolo, ironizzando sul termine “calcoli empirici” utilizzato da Alfano, per poi replicare anche all’interno della sua rubrica ospitata nel blog di Beppe Grillo. Gli smemorati possono riascoltare questo intervento nel filmato qui sotto.

Ad ogni modo si e’ trattato di una serata interessante. Devo dire anche di essere rimasto davvero basito dalla mole di eventi organizzati al Fuori Orario. I curiosi possono trovare il programma a a questo link. Solo a novembre, oltre simpatiche serate a tema (interessante quella “Sapori d’Irlanda”), saranno ospiti del circolo Flavio Oreglio, Gene Gnocchi, Daniele Luttazzi e Vauro, piu’ un misterioso ospite a sorpresa. C’e’ solo da sperare che non si tratti di Corona.

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