26 febbraio 2011
Prime immagini dal nuovo covo
Il post di oggi e’ dedicato ad un piccolo reportage fotografico della nuova casetta nella quale sono appena andato ad abitare insieme alla mia dolce meta’. Premetto che ancora mancano un po’ di cose, sia per quanto riguarda i mobili (in particolare una scrivania ed una libreria da installare in soggiorno), sia per quanto concerne gli elettrodomestici (microonde e rice cooker in primis), sia per le cianfrusaglie varie. Fatte comunque queste doverose premesse, ecco a voi le foto.
Si parte con la zona giorno. Vista da una parte (notare sullo sfondo l’ormai storico Vistron 32″ LCD, comprato nel lontano maggio del 2008, intento ora a trasmettere le immagini di una partita di FA cup tramite il suo nuovo amico Sky HD Box).

E poi dall’altra. Le due stanze, quella con il tavolo e l’altra con il divano erano una volta separate, poi i due proprietari hanno deciso di abbattere il muro divisorio creando effettivamente un ambiente piacevole alla vista e che cosi’ appare forse piu’ ampio di quanto in realta’ non sia.

Primo piano sul tavolo, stile diciamo “vecchio” (perche’ appunto non e’ ne’ antico, ne vintage, ma solo vecchio).

Passiamo ora alla cucina, anch’essa presa da due inquadrature. La prima, che mette in evidenza (oltre a un po’ di alimentatori momentaneamente collegati li’), uno degli acquisti piu’ strani che il sottoscritto abbia fatto negli ultimi anni (e che mi conosce dovrebbe saperlo che di acquisti strani ne ho fatti davvero in una quantita’ imbarazzante), ergo uno slow cooker della Russell Hobbs. Pensavo che quest’affare potesse cuocere anche il riso (da cui il riferimento al rice cooker che ho fatto in apertura di post), ma invece mi sa che e’ troppo sofisticato per queste cose. Questo slow cooker si fa mettere cose al suo interno e le restituisce cucinate (cotte/bollite/vaporate o come le si possa definire) dopo 7, 8 o 9 ore. Non ho ancora ben capito quali siano i vantaggi, ma sicuramente rispetta in maniera accurata il suo nome. E’ slow.

Qui l’altra parte della cucina, con uno scorcio sul mondo esterno che filtra dalla finestra (sottoforma di un’altro blocco dell’abitazione che si affaccia sul “cortile” interno) (mi rifiuto di specificare il perche’ delle virgolette: chi volesse capire che venga qui di persona) ed uno sulla lavatrice. Che i padroni di casa ci hanno cortesemente fatto trovare intoppata, costringendosi, al primo lavaggio, a dover eliminare l’acqua manualmente (alias a suon di stracci) attraverso la rimozione dell’apposito filtro.

Scorcio del corridoio che collega la zona giorno a quella notte (piu’ bagno e porta per il succitato “cortile” interno).

Overview della camera da letto, con annesso set di lenzuola che Rocco Siffredi sicuramente apprezzerebbe un sacco.

Infine il luogo piu’ privato dell’intero flat. Quello dove lavare via le proprie giornate, prepararsi alle sfide che incombono e meditare in maniera piu’ o meno approfondita sul senso della vita.

Direi che per il momento considero questo post un’invasione sufficientemente approfondita ed estesa della mia privacy. Ulteriori aggiornamenti (forse) piu’ avanti.




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