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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Archivio per la 'Theses' Categoria

Sull’omogeneita’ delle opinioni

Mi e’ arrivata la notifica da parte del comitato di Alife XI. L’abstract scritto con Domenico e relativo al mio lavoro di Tesi (vedi questo post) e’ stato accettato. Dunque, dal 5 all’8 agosto saro’ in quel di Winchester. Sorvoliamo sul fatto che questa conferenza in passato si e’ sempre tenuta alternativamente in USA e Giappone e che questa e’ la prima volta che essa approda sul Vecchio Continente. E, ancor peggio, a due passi da qui. Sfumata un’altra occasione per vedere cose nuove. Pazienza, cerchero’ di consolarmi con una visita alla cattedrale ed alla Guildhall.

Winchester Guildhall (from Wikipedia)

Da segnalare, ancora una volta, l’allegra armonia di opinioni che regna tra quelli che trovo come referees:

Relevance to Conference: Good / Excellent / Good
Importance of Results: Good / Substandard / Good
Technical Soundness: Good / Substandard / Good
Presentation (Clarity and Readability): Good / OK / Excellent
Are revisions to the abstract needed before publication? Minor / Major / None
Recommendation: Strong accept / Strong reject / Strong accept
How confident are you that your judgement reflects the quality of the abstract? Confident / Very confident / Confident

Mi sa che dovro’ iniziare ad abituarmici… :-)

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WIVACE 2007

Sottotitolo: Workshop Italiano di Vita Artificiale e Computazione Evolutiva.

Logo WIVACE 2007

La quarta edizione del Workshop Italiano sulla Vita Artificiale, a cui è stata aggregata anche la terza Giornata di Studio Italiana sul Calcolo Evoluzionistico (GSICE), si terrà a Baia Samuele, in quel di Sampieri (Ragusa), i prossimi 5, 6 e 7 settembre. A precedere il tutto, come spesso accade in queste circostanze, una summer school, precisamente in Computazione Evolutiva e Vita Artificiale (SECEVItA 2007).

Ok, una conferenza come tante. Almeno sulla carta. Dunque, perchè un post sull’argomento? Beh, io stavo ripensando allo scorso settembre. Quando mi sono passato alcuni giorni, dal 12 al 15 del mese, al collegio S. Chiara di Siena, per WIVA3, il terzo Workshop Italiano di Vita Artificiale. Avevo appena finito uno dei miei ultimi esami all’università e stavo per tuffarmi nella tesi. Avevo appena scoperto il mondo dell’Artificial Life e venivo a Siena appositamente per cercare di capirne di più, nonchè per conoscere quella persona, che all’epoca mi sembrava una sorta di semi-Dio (ad essere onesti, non che l’immagine mi sia poi cambiata più di tanto nel frattempo), e che risponde al nome di Domenico Parisi. Il workshop mi era piaciuto un sacco. E Parisi mi aveva dato immediatamente una dimostrazione del suo carattere: aperto, ma deciso. Senza tanti fronzoli, interessato ad andare al succo delle questioni, ma senza per questo apparire brusco. Arrivo a casa, mi prendo un paio di giorni per riorganizzare le idee, e gli scrivo. Ok, accetto la proposta: voglio venire a fare la tesi lì a Roma da voi. Nessuna risposta. Manco di striscio. C’è qualcosa che non mi torna. Lascio passare due settimane, poi riprovo. La risposta, malgrado l’orario serale, arriva nel giro di una decina di minuti: “perfetto, lunedì potremmo iniziare”. Unico dettaglio: era venerdì sera. Ma a caval donato non si guarda in bocca, come dicono i saggi. Due giorni di preparativi frenetici e via. Valigia alla mano, zaino in spalla e manco un buco dove dormire. Come si è visto, comunque, in un modo o nell’altro alla fine ne sono venuto fuori. Con una bella tesi, la prospettiva di iniziare a pubblicare qualcosa e soprattutto alcune nuove opportunità per il futuro. Una di queste, Plymouth, si è rivelata essere quella vincente. Al punto che ho appena fatto la domanda per tre anni di dottorato qui.

Come cambiano le cose a distanza di un anno. A WIVA3 ero uno studentello un po’ spaesato. Adesso, per WIVACE 2007, continuo ad essere uno studentello un po’ spaesato, ma di cui verrà presentato un lavoro. Yep, abbiamo sottomesso al workshop uno short-paper del nostro lavoro di tesi:

L’obiettivo rimane sempre quello di pubblicare qualcosa in inglese per una rivista internazionale. Ma, nel frattempo, una pubblicazione in conferenza, per quanto soltanto italiana (senza però dimenticarci che è la principale, in Italia, nel campo dell’Artificial Life), è cosa buona e giusta.

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Com’è?

Qualche immagine, a conferma della mia più totale anti-fotoigienicità anche nei momenti importanti, potete trovarla nella PhotoGallery del sito.

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La presentazione di domani

Quando devo fare una presentazione, odio con tutto il cuore dover preparare a tavolino un discorso. Preferisco di gran lunga improvvisare, pur tenendo in mente una macro-scaletta da rispettare. Questa volta, però, ho deciso di fare un, seppur lieve, strappo alla regola. Ebbene sì, ho preparato l’introduzione al mio discorso di domani. Poi, so già che alla fine farò nuovamente di testa mia e mi metterò a parlare come mi viene meglio. Ma almeno, potrò dire di averci provato.

Da secoli, da millenni, l’uomo cerca di capire cosa sia quell’oggetto misterioso che lo rende tanto diverso rispetto alle altre cose del mondo, animate e non. Mi riferisco alla mente. Nel corso della storia, di psicologia, intesa in senso letterale come disciplina che si occupa di studiare la mente umana, se ne sono occupati tradizionalmente i filosofi. Che per secoli si sono dibattuti nel tentativo di capire da dove provenisse e come funzionasse la psiche degli esseri umani. Tramandando ai posteri poca conoscenza, ma un’eredità oltremodo pesante da gestire: il dualismo tra mente e corpo, ben sintetizzato dalla distinzione operata a suo tempo da Cartesio tra “res cogitans” (la cosa pensante) e “res extensa” (la sostanza estesa).

Neppure la psicologia sperimentale, nata a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo sulla scorta dei successi ottenuti dal metodo galileiano applicato alle scienze della natura, è riuscita a superare questa rigida separazione. Le varie correnti che si sono succedute nella psicologia, dallo strutturalismo al cognitivismo passando per il comportamentismo, non hanno avuto successo nel loro tentativo di “riunificare la mente al resto della realtà”.

Sul finire degli anni ’80 ha però iniziato a diffondersi un nuovo paradigma scientifico, che sembra avere le carte in regole per abbattere una volta per tutte quel dualismo tra mente e corpo che non può non creare imbarazzo sempre crescente a chi fa professione di scienza. E’ il cosiddetto “connessionismo”, un approccio allo studio della mente che si basa sul metodo della simulazione a computer, facendo ricorso alle reti neurali quali modelli matematici del sistema nervoso degli esseri viventi. Capire la realtà simulandola, ovvero ricreandola artificialmente, utilizzando strutture matematiche ispirate dalla biologia. Sono queste le parole d’ordine della nuova scienza della mente.

Secondo l’approccio connessionista, il comportamento e più in generale la mente, è un fenomeno complesso, emergente dalla moltitudine di interazioni che hanno luogo a livello locale all’interno di una rete neurale, su una scala temporale più ristretta rispetto a quella alla quale è possibile osservare il comporamento stesso…

Ok, il resto domani. Dal vivo… :-)

Questa, tra parentesi, è la versione finale del PowerPoint che mi sarà d’ausilio durante l’esposizione.

Sì, ormai ci siamo…

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Al lavoro sulla presentazione di giovedì

Martedì mattina è prevista la simulazione. Non una delle simulazioni di cui mi sono occupato io, ma quella della discussione della Tesi, in programma per giovedì mattina. A proposito, se il 19 qualche temerario volesse essere presente, io sarò il primo dei candidati ad essere messo sotto dalla commissione. Il mio martirio dovrebbe aver inizio verso le 10.00 e protrarsi per circa 20 minuti (15 in cui parlo io, 5 in cui vengo insultato a piacimento dai due contro-relatori). La proclamazione, che in un modo o nell’altro avrà luogo, non ho ben capito se sarà alle 11 o invece a mezzogiorno. Per chi avesse l’ardore di partecipare, è prevista una lauta ricompensa in natura. Naturalmente, sotto forma di nettare d’uva.

In anteprima per voi la slide che darà il la alla sessione straordinaria:

Copertina presentazione Tesi

Ammettete che come prima pagina è piuttosto bella… :-)

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