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Some other old good stuff

Fabio Ruini’s blog

Because Italians do it better! What the f**k? Ehm… the blogs, I mean… obviously! :-/

Archivio per la 'Varie' Categoria

Happy Birthday

Arriviamo a quota 5. Cinque non come gli anni che compio oggi (in realta’ la bellezza di 28), quanto piuttosto come le volte che festeggio il mio compleanno su questo blog.

Homer Simpson in underwear - Happy Birthday

Mi consola se non altro sapere che anche lui invecchia insieme a me…

Pseudo holidays – day #4

Un’altra giornata, la quarta di queste mie mini-ferie, trascorsa in ottimo relax. Nel pomeriggio, dopo due giorni di preparazione, finisce finalmente la fase di stagionatura del mio humidor che da questo momento puo’ accogliere con passione e dedizione i miei Montecristo superstiti. Nell’attesa che questi trovino un po’ di compagnia. Oggi pomeriggio ho girato un po’ alcune tabaccherie della zona, ma non sono riuscito ad individuarne alcuna fornita in cubani. Cosi’ ho fatto un po’ scorta di toscani, comprandomi un pacchetto di Toscano Garibaldi (tristissimo il fatto che i sigari non siano neppure incellophanati singolarmente) e due di Toscanelli aromatizzati rispettivamente alla grappa ed al caffe’.

Humidor for cigars + Montecristo

La serata passa veloce in compagnia di amici, con i quali andiamo a bivaccare alWine Bar di Sassuolo, piacevole scoperta per quanto riguarda il sottoscritto. Il locale e’ adiacente al palazzo ducale, ha una elegante distesa estiva, una discreta selezione di vini e prezzi decisamente ragionevoli, unitamente ad un buon servizio, attento e preparato ma discreto.

Enoteca

Un posto che consiglio vivamente!

Cohiba Club

So gia’ che i puristi storceranno il naso di fronte a quello che sto per dire. Dopo aver spulciato velocemente qualche forum mi sento di poterlo prevedere con un ottimo grado di attendibilita’. Ma siccome io purista non sono, me ne frego e lo scrivo lo stesso. Tema del post odierno sono di nuovo i sigari. Mentre i Montecristo superstiti stanno ancora attendendo il loro grande momento all’interno dell’humidor artigianale a base di Tupperware che mi sono costruito a suo tempo, oggi ho fatto un nuovo acquisto. Qualcosa di meno impegnativo e di piu’ rapido da fumare, quindi un po’ in contrasto con l’idea stessa del sigaro. Una specie di vorrei ma non posso, in sostanza. Mi sono infatti accattato (per la non modica cifra di 25 CHF) un pacchetto da 20 cigarillos Cohiba Club.

Cohiba Club (pack of 20 cigarillos)

I cigarillos (o sigaretti) altro non sono che mini-sigari, dalle dimensioni simili (solo leggermente piu’ lunghi) a quelle delle sigarette tradizionali. Size a parte, la differenza principali con i sigari cubani classici consiste nelle foglie di tabacco utilizzate per la fabbricazione (piu’ misere rispetto a quelle dei sigari piu’ pregiati) e soprattutto nel fatto che i cigarillos sono fatti a macchina e non arrotolati a mano. Il sapore, pero’, (diciamolo comunque sottovoce) mi ha favorevolmente impressionato. E che ora tuoni e fulmini scagliati dagli aficionados si scatenino su di me…

Quando si dice il tempismo

Alla disperata ricerca di un tagliasigari (il kit ordinato su eBay che avevo mostrato qualche post fa e’ arrivato ieri in quel di Roteglia, ergo passera’ ancora un po’ di tempo prima che possa entrarne fisicamente in possesso) oggi pomeriggio, di ritorno dalla spesa settimanale, sono finalmente andato a cercare (e trovare) il famoso “Cubana & News“, ovvero il negozio di Losanna specializzato nella vendita di oggetti legati all’isola caraibica, ivi inclusi ovviamente sigari ed accessori vari. Peccato soltanto che, una volta finalmente individuato il posto ed addirittura il parcheggio direttamente di fronte alla porta d’ingresso, mi sia trovato davanti a questo cartello.

Lausanne, Switzerland - Cubana & News store - holidays message

Quando si dice il tempismo…

Fahrenheit 451

Era da qualche tempo che non mi prendevo un paio di orette di relax per guardarmi un bel film. Di recente (inteso come negli ultimi due mesi) mi ero sparato, un po’ di sfuggita e sempre a piu’ riprese, The Darwin Awards e Where in the World is Osama Bin Laden?. Pessima esperienza la prima visione, decisamente piu’ interessante la seconda. Non che sia mai stato un grosso patito di cinema (fatta esclusione per i war movies), pero’ ammetto che di tanto in tanto e’ piacevole staccare la spina e mettersi sul divano, al buio, con una birretta e qualche snack a portata di mano e gustarsi una bella visione. Sorvoliamo sul fatto che nel mio caso l’accoppiata sia stata letto + monitor del computer, causa ristrettezze materiali/spaziali in quel di Losanna. Il concetto e’ piu’ o meno lo stesso. Fondamentale affinche’ la serata sia piacevole e’ che il film sia all’altezza. Questa volta ho pescato bene, molto bene. La mia scelta e’ infatti ricaduta su Fahrenheit 451, capolavoro di Francois Truffaut datato 1966 e basato sull’omonimo romanzo di Ray Bradbury.

Fahrenheit 451 (poster)

Chi, come il sottoscritto, ha amato alla follia 1984 (inteso come libro, dato che nonostante mi riprometta di farlo da anni ancora non ho avuto l’occasione di guardare la rappresentazione cinematografica) non potra’ non apprezzare questo film. Un overview del plot (contenente spoiler, dunque attenti!) la trovate qui sotto, copia/incollata direttamente da BookRags.com.

Guy Montag is a fireman who lives in a society in which books are illegal. His job is not to extinguish fires, but to light them. He burns books, and all the firemen wear the number “451″ on their uniforms because that is the temperature at which books burn.

But the role reversal of the firemen is not the only difference between present-day society and the world in which Montag lives. People of Montag’s world take no interest in politics or world issues. The only point of life is pleasure. Montag’s wife, Mildred, spends her time watching the televisions that take up three of the four walls in their parlor, or listening to the seashell radios that fit snugly in the ear. It isn’t until Montag meets a young girl named Clarisse that he realizes that there might be more to life than the electronic entertainment that absorbs everyone. Clarisse makes him think about the world beyond the wall television and seashell radios; she makes him wonder about life.

This newfound curiosity gets Montag into trouble when he takes an interest in reading the books that he’s supposed to burn. When Captain Beatty, the fire chief, realizes that Montag has traded sides, he forces Montag to burn his own home. To save himself, Montag kills the fire chief and escapes the city. A manhunt ensues on live television, but when Montag eludes the authorities, an innocent man is killed in his place to appease the audience.

Montag finds a group of educated, vagrant men who remember great novels so that when the world returns to an appreciation of literature, they will be ready to help out. He joins them. As they are walking away from the city, a bomb destroys the place that was once Montag’s home. Knowing they will be needed, the men turn back to the shattered city to help rebuild a society that has destroyed itself.

Mucche assassine

La sezione weird news di AoL ci regala oggi una di quelle perle destinate a rimanere negli annali del giornalismo. E, magari, anche nel prontuario del wannabe hiker elvetico. La firma e’ di Marta Falconi e l’argomento e’ di quelli che potrebbero fare da titolo per un film horror: mucche assassine.

Deadly Cow Attacks in Switzerland Trigger Fears on Hiking Paths

ZURICH, Switzerland (July 29) — The idyllic image of gentle mountain paths running along peaceful-looking cows pasturing in the meadows is suffering a blow in Switzerland these days as reports of threatening “killer cows” emerge.

While encounters between the animals and hikers still remain largely untroubled, the occasional accident — with an angry cow charging, hurting and sometimes killing a person — is possible.

Last month, an 80-year-old hiker died after being attacked by a bull while he was walking in a field in Neumuhle, near Bern, authorities said.

A few days earlier, a cow killed a 68-year-old woman as she and her farmer husband tried to separate it from its calf. In another dramatic, though luckily not fatal, ordeal, a couple had to be airlifted out of the Jura Mountains with reported injuries after being surrounded by a dozen menacing cows.

Experts say the number of attacks seems to be on the rise and urge joggers and mountain lovers to be more careful when approaching pastures, to prevent bovine encounters from turning nasty.

REGA, the Swiss helicopter rescue service, has issued some behavioral guidelines for hikers, ranging from recommendations to stay on the trail at all times to not turning your back to the animals and keeping pets on a leash.

Cows bred for beef are also less accustomed to human contact than milk cows and can be more aggressive. Etienne Junod, an official with the Swiss Service for the Prevention of Farm Accidents, said in most cases, cows turn into predators to protect the calf.

“In the old days, there was a proximity between animals and humans that no longer exists,” Junod, a certified “bovine handler,” told AOL News. “Today, the farmers don’t deal with the cows bred for beef on an everyday basis, so the animals grow less used to humans.

“Plus, we have more and more mother cows, and these are the ones who cause all the trouble, with a strong mother instinct that may trigger the attack.”

Among the measures to steer clear of a charge, Junod lists avoiding looking at the cows straight in the eye, a move that could be perceived as a challenge.

“If a cow sees somebody staring at her, its first thought is, ‘Oh, that thing is going to eat me,’” he said. “They don’t have the same perceptions as we do, they don’t see or hear the way we do, and perhaps an attempt to stroke gently is interpreted as an attack. The public doesn’t know this.”

Insomma. Chiunque fosse intenzionato a venirmi a trovare si consideri avvisato.

Sigari for dummies

Come avevo fatto cenno qualche post fa, di ritorno da Barcellona mi sono fatto un regalino. Una scatola di sigari cubani, per la precisione Montecristo numero 4. Ora, si da’ il caso che il sottoscritto sia da tempo affascinato dalla cultura del sigaro e che piu’ volte abbia pensato di cimentarsi nella nobile arte del fumo lento, ma che sia un perfetto ignorante in materia. Cosi’ che oggi ho iniziato a documentarmi un po’ sull’argomento.

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Come prima cosa mi sono dedicato al tema della conservazione. A quanto pare, tutti coloro che sono dediti al fumo del sigaro, possiedono un humidor. Trattasi di un dispositivo, dalle dimensioni piu’ o meno generose, che serve per conservare i sigari ad una giusta umidita’. Lasciare i sigari a temperatura ambiente finirebbe infatti per farli seccare, mentre per una buona conservazione pare ci sia un generale accordo sul fatto che questi debbano essere tenuti in un ambiente con umidita’ relativa prossima al 70% e temperatura attorno ai 20 gradi centigradi. Su eBay ho addocchiato (e gia’ impostato un’offerta massima attraverso AuctionSniper) un humidor che potrebbe fare perfettamente al caso mio. Nel frattempo, giusto per non rischiare di rovinare il mio piccolo investimento in cubani, ho provveduto a crearmi una soluzione artigianale, ricorrendo ad un contenitore stile Tupperware ed un piccolo bicchiere contenente acqua e sale (come suggerito qui). I sigari, che si stavano insecchendo un po’, pare che abbiano gia’ riacquistato freschezza. Spero solo di non aver esagerato e ritrovarmeli poi troppo morbidi. Ad ogni modo, qui sotto potete vedere due foto del mio spartanissimo pseudo-humidor.

Humidor for cigars - Tupperware plus water and salt

My personal (spartan and cheap) humidor

Ora, trattandosi di un hobby non propriamente economico. il problema che si sta ponendo il sottoscritto e’ come potersi procurare dei sigari a buon prezzo. I toscani (in diverse persone mi hanno suggerito il Toscano Originale, l’Antico Toscano ed ovviamente il Moro) non so quanto facilmente siano reperibili qui in Svizzera. On line ho trovato diversi siti che vendono sigari di tutti i tipi, ma non mi e’ chiaro se tali webistes operino in legalita’ o meno. Stando a quanto ho letto in giro per forum specializzati, farlo in Italia pare sia assolutamente illegale commerciare tabacchi via Internet. Non ho idea di come sia la situazione qui in Svizzera, ma preferirei non rischiare. Tra l’altro pare ci sia un negozio, proprio a due passi da dove abito, chiamato Cubana & News, che dovrebbe avere sigari a volonta’. Urge una visita il prima possibile.

Delusione spaziale

Sono da pochi minuti rientrato in quel di Losanna concludendo la due giorni passata in Olanda per il mio colloquio all’ESA. Colloquio che, lo dico subito, non e’ andato per niente bene. Difficile spiegare il mio stato d’animo in questo momento. Nel giro di veramente pochissime ore sono passato attraverso stati emotivi dei piu’ svariati. Tensione e preoccupazione, unite ad una preparazione quantomeno frenetica della trasferta e dell’intervista, domenica e lunedi’. Rilassamento e relativa soddisfazione questa mattina, al termine della prima parte del colloquio, quella in cui ho dovuto tenere una presentazione del mio lavoro passato e delle future linee di ricerca davanti alle persone dell’ACT. Incazzatura, con me stesso soprattutto, mista a profondo imbarazzo al termine della seconda sessione della giornata, vale a dire il colloquio con il personale del posto. Ho completamente sbagliato l’approccio a questa interview, non riuscendo a capire cosa esattamente le persone che avevo di fronte si aspettassero da me. Ho perso le redini sin dai primi minuti ed ho lasciato che la discussione si incanalasse su binari per me impossibili da percorrere in maniera dignitosa, rimediando anche una figuraccia di proporzioni epiche. In sostanza, per quanto ancora non ci sia ufficialita’, credo di aver gettato al vento (eufemismo) quella che era una bellissima opportunita’ e che continuo comunque a ritenere fosse alla mia portata. Ringrazio tutti coloro che mi hanno contattato in privato e cercato di consolarmi dicendo che il comportamento degli intervistatori sia stato “particolare”, che magari stessero provando a testarmi sotto pressione, ecc… Ringrazio, ma purtroppo credo che non sia questa la giustificazione per la mia triste performance. Puo’ magari aver in parte contribuito, ma gli errori sono stati miei. Peccato, veramente, perche’ queste non sono occasioni che capitano spesso.

Al momento sto accusando il colpo. Pesantemente, come non mi capitava da veramente tanto tempo. Forse negli ultimi anni ho ottenuto con troppa facilita’ tutte le cose che desideravo e mi stavo abituando troppo bene. Discorso che va anche oltre l’ambito prettamente scientifico. Cerchiamo di prendere quindi questa esperienza come un bagno d’umilta’, come l’ennesima dimostrazione del fatto che c’e’ sempre da lavorare e non c’e’ tempo per dormire sugli “allori” (per quanto grandi o piccoli questi siano). Ci vorra’ qualche tempo per superare completamente la cosa (che, comunque, credo mi restera’ sul groppone a lungo), ma in qualche modo sono sicuro ci riusciro’. Non e’ ovviamente la cosa peggiore che mi sia capitata in vita mia, tutt’altro. Ma e’ comunque un desiderio/sogno che si infrange in malo modo.

La vogliamo buttare sul tragicomico? Allora diciamo che per superare la botta mi buttero’ sul cibo. Su quello che si addice ad un’astronauta duro come il sottoscritto (vedi prima delle due foto sotto). Cibo altrettanto da duro (seconda foto). Al punto che e’ duro pure lui. Ed in un formato piuttosto strano se consideriamo che si tratta rispettivamente di pesche e banane. Il tutto comprato rigorosamente (insieme a qualche altro gadget stupido) (”stupido” e’ probabilmente un aggettivo superfluo quando gia’ si utilizza il sostantivo “gadget”) all’interno dello shop dello Space Expo che ho visitato in pausa pranzo.

Myself looking like an astronaut (ESA Space Expo)

Food for astronauts (peaches and bananas)

Amsterdam/Leiden/Noordwijk

Alla fine, per quanto in extremis, ce l’abbiamo fatta. Ieri sono riuscito a prenotare l’hotel ed il taxi che oggi, una volta’ sbarcato dal mio volo easyJet, mi ha trasportato dall’aeroporto di Amsterdam fino alla mia stanzetta. L’alloggio non l’ho trovato a Noordwijk, ma bensi’ in quel di Leiden, presso il Golden Tulip Leiden Centre, uno degli alberghi convenzionati con l’ESA. Dopo qualche disguido sono anche riuscito ad ottenere la tariffa preferenziale (vero che tutta la trasferta mi sara’ completamente rimborsata, ma mi pareva comunque stupido far buttare via dei soldi a chi mi ha invitato). L’albergo e’ decisamente elegante. Ed il ristorante interno, anche, e’ di notevole qualita’. Menzione d’onore, poi, alla Brouwer’s tours, la compagnia di taxi che mi ha accolto con un autista vestito da pinguino ed adagiato a bordo di una Mercedes che presumo costi piu’ o meno 8 o 9 anni/lavoro (rigorosamente miei).

Golden Tulip Leiden Centre

Golden Tulip Leiden Centre

Ovviamente, oltre ad essere stanchissimo, non ho neppure un minuto per andare a fare una perlustrazione della citta’. Devo finire alcune slides della presentazione che terro’ domattina e riguardare un po’ il tutto. In teoria non e’ moltissimo il lavoro da fare, ma so gia’ che mi prendera’ fino a notte tarda. Speriamo solo di non essere troppo storditi domattina al momento della verita’. Il buon autista che mi ha accompagnato in hotel ha comunque mostrato un po’ di pieta’ cristiana, allungando il giro per farmi passare attraverso il centro. E farmi immediatamente venire la voglia di infilarmi su una bicicletta (mai viste cosi’ tante bici tutte insieme, neppure quando il Giro e’ passato da Roteglia!). L’altra voglia della giornata e’ invece quella di procreare il piu’ possibile con Bianca, una delle receptioniste dell’hotel e che e’ in assoluto una delle cose piu’ belle che abbia mai visto in vita mia. Ma stiamo divagando. Rimaniamo focalizzati sul lavoro che domani e’ importante. A tal proposito, rammento a tutti i lettori che sono tenuti (caldamente invitati, se preferite), a trascorrere le prossime 24 ore con le dita incrociate. Provvedero’ a segnalare il prima possibile quando per le vostre mani sara’ possibile riassumere una posizione piu’ comfortevole.

Back in Lausanne (just for a while)

Giornata bella pienotta oggi. Sveglia presto (6.15) per fare check-out ed andare in aeroporto, poi solita trafila di mezzi pubblici per fare rientro alla mia stanzetta svizzera poco prima delle 13. Pranzo rapido con due spaghetti al pesto (la pasta stava gia’ iniziando a mancarmi) e poi full immersion pomeridiana di fronte al laptop per sistemare un botto di cose arretrate che, causa pessima organizzazione, non avevo messo a posto in settimana. Tra queste, l’organizzazione della trasferta in Olanda per lunedi’ e martedi’ della settimana prossima. Sono riuscito a trovare un volo easyJet Ginevra-Amsterdam relativamente economico ed anche per quanto riguarda i collegamenti via treno sono a posto (devo semplicemente passare in ufficio domani pomeriggio per stampare tutti i vari ticket). Mancano ora soltanto l’hotel (aspetto dritte da quelli dell’ESA) ed il taxi (da prenotare in anticipo attraverso una compagnia convenzionata) per i trasferimenti aeroporto->hotel il primo giorno ed ESA->aeroporto il martedi’ ad intervista conclusa.

pic-planning-process

Non vi tedio con i dettagli delle varie altre cose cui mi sono dovuto dedicare. Faccio piuttosto cenno ad un film che ho iniziato a guardare oggi durante il trasferimento in treno da Ginevra a Losanna e che mi ha fatto un’ottima impressione (per quanto prematura, essendo basata su appena 25 minuti di visione): Where in the World is Osama Bin Laden?. Si tratta di una sorta di film/documentario, che per quanto ho avuto modo di vedere, tra il serio e il faceto va a toccare temi di attualita’ in maniera anche intelligente. Nel mentre che cercavo la locandina da postare qui dentro, ho scoperto tra l’altro che il protagonista e’ lo stesso di Super Size Me. Ecco perche’ il suo viso aveva un qualcosa di familiare.

Poster - Where in the world is Osama Bin Laden?

Chiudo infine il post con quella che e’ stata la piu’ scoperta piu’ interessante della giornata, vale a dire il fatto che volando dalla Svizzera verso un Paese UE (e viceversa) e’ possibile fare acquisti nei duty free a prezzo scontato. Non ci voleva probabilmente un esperto in politica internazionale per dedurre questa cosa, ma sono comunque soddisfatto dall’averlo scoperto. Al punto che ho deciso di festeggiare sia la folgorazione odierna, sia (soprattutto) la vittoria di ieri. E cosi’, oltre ad una classica stecca di sigarette, mi sono fatto un regalino niente male. Dopo una lunga perlustrazione all’interno della saletta ad umidita’ controllata del duty free dell’aeroporto di Barcelona, me ne sono infatti uscito con tra le mani una scatola da cinque di Montecristo numero 4.

Montecristo cigars no.4

Costati caruccio, ma semplicemente stupendi. Stasera ne provero’ uno e vi sapro’ dire se sono anche altrettanto buoni.

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