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Fabio Ruini's blog

'cause Italians blog better

Archivio per la 'Conferences, workshops, etc.' Categoria

Paris

Dopo un bel po’ di tempo trascorso con i piedi inchiodati a terra (per la precisione, l’ultimo volo risale all’agosto 2012) si torna infine a volare. Partenza nel pomeriggio di oggi dal Marconi di Bologna ed arrivo previsto all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi un’ora e mezzo piu’ tardi. Scopo del viaggio la partecipazione al primo progress meeting del progetto SECRET, un’iniziativa in merito alla quale scrivero’ prima o poi due righe.

Nel frattempo bon voyage a me.

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Security Summit, phrack and The Hacker Manifesto

Another one got caught today, it’s all over the papers. “Teenager Arrested in Computer Crime Scandal”, “Hacker Arrested after Bank Tampering”…

Damn kids. They’re all alike.

But did you, in your three-piece psychology and 1950′s technobrain, ever take a look behind the eyes of the hacker? Did you ever wonder what made him tick, what forces shaped him, what may have molded him?

I am a hacker, enter my world…

Mine is a world that begins with school… I’m smarter than most of the other kids, this crap they teach us bores me…

Damn underachiever. They’re all alike.

I’m in junior high or high school. I’ve listened to teachers explain for the fifteenth time how to reduce a fraction. I understand it. “No, Ms. Smith, I didn’t show my work. I did it in my head…”

Damn kid. Probably copied it. They’re all alike.

I made a discovery today. I found a computer. Wait a second, this is cool. It does what I want it to. If it makes a mistake, it’s because I screwed it up. Not because it doesn’t like me… Or feels threatened by me.. Or thinks I’m a smart ass.. Or doesn’t like teaching and shouldn’t be here…

Damn kid. All he does is play games. They’re all alike.

And then it happened… a door opened to a world… rushing through the phone line like heroin through an addict’s veins, an electronic pulse is sent out, a refuge from the day-to-day incompetencies is sought… a board is found. “This is it… this is where I belong…” I know everyone here… even if I’ve never met them, never talked to them, may never hear from them again… I know you all…

Damn kid. Tying up the phone line again. They’re all alike…

You bet your ass we’re all alike… we’ve been spoon-fed baby food at school when we hungered for steak… the bits of meat that you did let slip through were pre-chewed and tasteless. We’ve been dominated by sadists, or ignored by the apathetic. The few that had something to teach found us willing pupils, but those few are like drops of water in the desert.

This is our world now… the world of the electron and the switch, the beauty of the baud. We make use of a service already existing without paying for what could be dirt-cheap if it wasn’t run by profiteering gluttons, and you call us criminals. We explore… and you call us criminals. We seek after knowledge… and you call us criminals. We exist without skin color, without nationality, without religious bias… and you call us criminals. You build atomic bombs, you wage wars, you murder, cheat, and lie to us and try to make us believe it’s for our own good, yet we’re the criminals.

Yes, I am a criminal. My crime is that of curiosity. My crime is that of judging people by what they say and think, not what they look like. My crime is that of outsmarting you, something that you will never forgive me for.

I am a hacker, and this is my manifesto. You may stop this individual, but you can’t stop us all… after all, we’re all alike.

Quello che avete appena avuto modo di leggere qui sopra altro non e’ se non “The Hacker Manifesto“, il grido di battaglia elaborato nel lontano 1986 da The Mentor (al secolo Loyd Blakenship) e pubblicato sulla e-zine underground phrack. Perche’ ve lo ritrovate in questo post, vi state chiedendo? Perche’ ho appena scoperto che phrack e’ di nuovo tra noi. Dopo oltre un anno di silenzio e’ stata infatti pubblicata lo scorso aprile l’edizione numero 68, contenente una serie di articoli come sempre interessantissimi. I temi trattati sono ovviamente d’attualità e, come curioso segno del passare del tempo, vi e’ spazio anche per l’analisi di un rootkit per il kernel di Android. Superfluo aggiungere che tutti gli appassionati di cyber-security troveranno pane per i loro denti.

Sempre in tema sicurezza mi preme segnalare inoltre un’iniziativa questa volta tutto italiana. Si tratta del Security Summit, periodica conferenza degli addetti del settore della Penisola, e la cui prossima edizione si terra’ a Roma i prossimi 6 e 7 giugno. Sul sito Internet e’ possibile scaricare gli atti delle edizioni passate, compresa quella tenutasi a Milano lo scorso marzo dove spicca il plenary talk di Michael Kemp degli xiphos research labs. Anche qui tanto materiale per coloro affetti dal “crimine della curiosita’”.

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Patient HM: Behind the Brain

Al Drum Theatre, costola “interna” del Theatre Royal plymouthiano, e’ stato programmato per il prossimo venerdi’ 18 maggio un interessante evento dal titolo Patient HM: Behind the Brain. Il riferimento e’ naturalmente al celebre paziente H.M., al secolo lo statunitense Henry Gustav Molaison, al quale da ragazzo vennero asportati ippocampo, giro paraippocampale ed amigdala con l’intento di guarirlo da una forte forma di epilessia. L’intervento riusci’ alla perfezione e ad Henry l’epilessia scomparve completamente. In compenso sviluppo’ dei disturbi della memoria molto particolari che finirono per catalizzare per decenni l’interesse di psicologi e neuroscienziati. HM era diventato (prendete questa definizione con le pinze) incapace di sviluppare nuove memorie.

A Plymouth andra’ in scena, a partire da domani e per tutta la settimana, 2401 Objects, una rappresentazione teatrale che trae ispirazione proprio dalla storia di HM. E’ in questo contesto che va ad inserirsi l’evento che ho introdotto in apertura di post, il quale consiste in una sessione di Q&A della durata di due ore alla presenza di diversi neuroscienziati britannici, tra cui i nostri del CRNS. Special guest, seppur in collegamento telematico, e’ Jacopo Annese, direttore del The Brain Observatory presso la University of California, San Diego. Lui e’ l’uomo alla guida del team che nel dicembre 2009 seziono’ il cervello di HM, morto un anno prima, ricavandone 2,401 micro-strati ora gelosemente conservati negli archivi del laboratorio e sui quali ancora molti studi verranno effettuati in futuro.

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Towards a Biologically-inspired Cognitive Architecture for Short-Term Memory in Humanoid Robots

A distanza di un bel po’ di tempo, complice un 2011 dedicato quasi esclusivamente alla tesi di PhD (nel quale metto infatti a referto una sola pubblicazione, frutto del periodo speso a Losanna nella seconda meta’ del 2010), si torna finalmente a pubblicare qualcosa. O, perlomeno, ci si prova. Ho infatti sottomesso a TAROS 2012 (che quest’anno si terra’ congiuntamente a FIRA) un articolo riguardante il lavoro portato avanti da quando ho iniziato il mio post-doc fino ad oggi.

Come il titolo del post lascia intendere, il lavoro verte sullo sviluppo di un’architettura cognitiva per robot umanoidi, avente il compito di dotare il suo “portatore” di un sistema di memoria a breve termine bio-inspirato. Chi volesse dare un’occhiata alla versione sottomessa dell’articolo può scaricarlo dal link qui sotto.

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Cartoline da Cefalu’

Giornata di turismo quella passata oggi per le vie di Cefalu’, dove sono approdato ieri notte con un po’ di colleghi in attesa di partecipare al workshop del VALUE project in programma per domani e mercoledi’. Come alloggio ci hanno sistemati al Cefalu’ Sea Palace, un bel 4-stelle sul lungomare della citta’, a pochi passi dal centro storico. Nel post di oggi mi limito a condividere con voi un po’ di foto.

Si parte innanzitutto dall’hotel.

Poi un po’ di panoramiche del mare.

Il meraviglioso Duomo di Cefalu’ (con anche ritratto un adiacente palazzo ed un particolare del chiostro).

Infine d’obbligo una visita al Museo Mandralisca, collezione privata dell’omonimo barone di Cefalu’ passato a miglior vita alla vigilia dell’unita’ d’Italia. Durante la mia incursione sono riuscito a scattare furtivamente una foto (senza flash, non preoccupatevi) al vaso greco raffigurante il “venditore di tonno”, uno dei pezzi pregiati della raccolta.

Il pronto intervento della guardia (che aveva vita facile a controllare la situazione, essendo il sottoscritto l’unico visitatore del museo) a ricordarmi che non era possibile scattare foto mi ha impedito di ritrarre altri oggetti. Ivi incluso lo splendido Antonello Da Messina ospitato in una sala apposita e che ripropongo qui di seguito con un’immagine rintracciata sul web.

Questo e’ quanto. La parentesi turistica si chiude qui. D’ora in poi’ saranno scienza e cibo a farla da padrone. Con presumibilmente un ruolo predominante giocato dal secondo.

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